Logica inversaL’ipocrisia di vedere del bene in Hamas e accusare Israele di genocidio

Da mesi c’è chi parla di forza sociale, di spinta progressista e perfino di spirito solidale da parte dei terroristi che hanno violentato e ammazzato civili inermi. Sono gli stessi che non vedono l’ora di criticare lo Stato ebraico ben oltre le sue colpe

AP/Lapresse

Dice: ma Hamas è un’organizzazione terroristica. Mica puoi giudicare quel che dichiara su “Due popoli, due Stati”, rifiutando l’ipotesi, con lo stesso metro con cui giudichi un analogo rifiuto ma proveniente da una democrazia come Israele. E dunque il fronte della pace che cosa denuncia? Denuncia che dei “Due popoli, due Stati” non si fa nulla perché Israele non li vuole.

Dice: ma scambiare Hamas per una semplice organizzazione terroristica è sbagliato. Infatti c’è tanta gente che sostiene Hamas (vero, specie nei cortei della pace). Infatti Hamas è anche una “forza sociale”, e pure parecchio progressista (si è sentita anche questa). E dunque il fronte della pace (lo stesso di cui sopra, ma in comizio versipelle) che cosa denuncia? Denuncia che neutralizzare Hamas è anche ingiusto e un pochetto antidemocratico pure, perché d’accordo il 7 ottobre ma le istanze sociali e il volontariato e lo spirito solidale di Hamas vogliamo scordarceli?

Queste due facce della medesima faccia di tolla pacifista e perlopiù antisemita si ripropongono in giudiziosa alternanza da settimane, da mesi, secondo convenienza e cioè secondo che si tratti di dimostrare che i palestinesi non sono tutti per Hamas e con Hamas, che comunque a ben guardare ha il suo democratico perché, o invece secondo che occorra condannare la bomba israeliana che uccide i civili – perché una democrazia non lo fa, signori miei – mentre se i civili morti sono gli israeliani vabbè, è sbagliatuccio, ma non è che puoi aspettarti qualcosa di diverso dai terroristi. Nel primo caso, Israele che fa genocidio. Nel secondo caso, pressappoco, ’sticazzi.

Dice (e questo è l’argomento sopraffino): ma è la destraaaah israeliana che ha coltivato Hamas. Coltivato cosa? Il profilo terroristico o quello sociale, pluralista e gandhiano di Hamas? Qui il pacifista va momentaneamente in confusione, ma poi si riprende e cala l’asso: è Israele che ha corrotto le attitudini umanitarie di Hamas, è Israele che ha contaminato quel milieu potenzialmente fertile di libertà e tolleranza. C’è insomma del male e del buono, in Hamas. Il male di Hamas non viene dal nulla. Il buono di Hamas viene dall’Onu.

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