Memento Non scordiamoci che il caso Zuncheddu è frutto della ingiusta giustizia di un magistrato

L‘allevatore sardo ha dovuto passare oltre trent'anni della sua vita in prigione. Ricordiamocelo quando sentiremo in futuro i proclami giustizialisti sulla infallibilità di chi è chiamato a giudicare

Unsplash

Proviamo a immaginare anche solo alcune delle cose che uno come Beniamino Zuncheddu, carcerato per più di trent’anni, non può ricordare. Quanti tramonti fuori da quella prigione, quanti bocconi di formaggio masticati sotto il silenzio di un castagno, quante corone di luna sulle montagne nere, quante feste delle cicale nei pascoli gialli, quanti sguardi del cane pastore, quanti momenti fioriti dei ciliegi, quante ombre delle nuvole bianche sui prati della primavera, quanto vento sulle colline di ginestre, quanti respiri freddi in salita sulle mulattiere d’inverno. Tutte cose rubate per sempre. Tutte cose che un vecchio, imprigionato quando era giovane, non può ricordare perché una sentenza emessa in nome del popolo italiano gliele ha rubate. 

D’accordo, il funzionario di polizia che avrebbe lavorato contro la legge per farlo condannare. D’accordo, il testimone che, qualche settimana dopo, si diceva certo di riconoscere in lui l’assassino che invece, giusto qualche settimana prima, diceva di non poter riconoscere in nessun modo perché aveva il volto coperto da una calza. D’accordo, l’accusa pubblica che aveva torto nel reclamarne la condanna e pervicacemente si metteva di traverso sulla via della revisione del processo.

D’accordo tutto. Ma, ricordando che sarebbe stata vissuta da un innocente quella vita rubata, non dimentichiamo questo: che è stato un giudice a condannare Beniamino Zuncheddu all’ergastolo. Non dimentichiamo che è in forza della sentenza di un giudice che Beniamino Zuncheddu è rimasto in carcere per più di trent’anni. Non dimentichiamo che è un giudice quello che ha dato ragione all’accusa che aveva torto e ha dato torto alla difesa che aveva ragione. Non dimentichiamo che è stato un giudice a rubargli la vita. Non dimentichiamo che è stata la giustizia di un giudice a fare ingiustizia

 

Le newsletter
de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter