Fico d’India“Chi dice e chi tace” è un libro sull’esiziale importanza del confine tra pubblico e privato

Chiara Valerio ha costruito con sapienza un romanzo (edito da Sellerio) che dentro la cornice dell’indagine, analizza i meccanismi della nostra società e gli abiti che le persone scelgono di indossare per presentarsi agli altri

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“Chi dice e chi tace” è il quattordicesimo libro di Chiara Valerio ed è ambientato a Scauri, il suo paese di nascita. È il primo con Sellerio come editore perché, come scrive l’autrice per raccontare quella che per lei è un’isola, serviva l’editore dell’Isola. D’altronde Sciascia, a proposito della nascita della casa editrice Sellerio e della collana La Memoria, aveva detto: «Fare libri a Palermo è come coltivare fichi d’India a Milano» e questo libro è proprio un fico d’India, succoso all’interno ma spinoso all’esterno, un frutto coronato di spine.

Vittoria è arrivata a Scauri negli anni Settanta, una donna di cui nessuno sa niente tranne che vive con Mara, della quale potrebbe essere madre ma di cui madre non è. Vittoria lavora in farmacia, ha aperto con Mara una pensione per cani, in vent’anni non ha mai litigato con nessuno; Vittoria muore annegata nella vasca da bagno.Il paese accetta perché sa capire le disgrazie e tace, tranne Lea Russo, l’avvocato, che non si accontenta e che decide di indagare su Vittoria, sulla sua morte, sulla sua vita, sul suo testamento.

Da qui parte l’indagine e all’interno di questo meccanismo da romanzo giallo Chiara Valerio costruisce un romanzo di rara intensità e profondità in cui indaga i rapporti umani e la costruzione che ne facciamo,  l’amore, la sua forza e la sua oscurità e analizza quell’Italia lì, l’Italia dagli anni Settanta agli anni Novanta di cui questa Scauri è rappresentazione: i sogni, le speranze, le piccolezze e le dicerie del nostro Paese.

Le dicerie, sì, perché questo è un libro sulle comunità che accolgono e che giudicano e che come dice Valerio «sono come una pianta e pensano come le radici sotto terra, invisibili», ma è anche un libro sulla tolleranza dentro la coppia quando l’amore si trasforma e nella comunità che come la plastilina muta e si modifica per accogliere, poi per giudicare e infine per accogliere nuovamente. Tace infatti Scauri alla morte di Vittoria per accogliere il suo destino.

Solo Lea si ribella e solo Lea si batte, proprio come il professore Laurana di A ciascuno il suo, così Chiara Valerio costruisce con sapienza un romanzo che, dentro la cornice dell’indagine, analizza i meccanismi che regolano la nostra società e gli abiti che le persone scelgono di indossare per presentarsi agli altri. Questi vestiti però Valerio li toglie e li ripiega con cura, mostra al lettore le macchie, le cuciture e le imperfezioni e alla fine mostra tutti noi nella nostra nudità ricordandoci, oggi più che mai, l’esiziale importanza del confine tra pubblico e privato.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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