Nuova zoologia Il campionario di animali fantastici e insoliti di Peter Ameisenhaufen

In “Fauna”, i fotografi Joan Fontcuberta e Pere Formiguera raccontano lo straordinario contenuto degli archivi – ritrovati nel 1980 – dello zoologo tedesco Peter Ameisenhaufen. L’edizione italiana del libro è stata pubblicata a gennaio 2024 per la prima volta da Mimesis Edizioni: ne pubblichiamo un estratto

Courtesy of Mimesis Edizioni

Wolpertinger Bacchabundus – Localizzazione: Trovato e fotografato dal mio assistente Hans von Kubert, in un bosco nella zona della Foresta Nera (RFA). Come riportato da lui stesso, Hans ha condotto l’osservazione di due esemplari senza alcun tipo di difficoltà, perché gli animali gli hanno permesso di avvicinarli senza scomporsi, apparentemente come se fossero ciechi e sordi. Nonostante ciò, è stato impossibile catturarli perché, sempre secondo la versione di Hans, gli animali erano “imprendibili”: quando credeva di averli afferrati, gli sparivano tra le dita. Trasferitomi nel luogo della scoperta, mi è stato del tutto impossibile localizzare un qualunque esemplare di questa strana specie.

Courtesy of Mimesis Edizioni

Data dell’osservazione: 17 settembre 1931.

Osservazioni: In primo luogo, ho avuto dei dubbi circa l’inserimento dei Wolpertinger nella Nuova Zoologia. Ho avuto dei dubbi, in effetti, circa l’esistenza stessa di questo tipo di animale. Poi, i problemi con l’alcol che il mio collaboratore si porta appresso già da un po’ e che, appunto, sono stati la motivazione del suo riposo terapeutico nella Foresta Nera, mi hanno portato a pensare che si trattasse delle allucinazioni del mio povero amico sotto l’effetto di un delirium tremens particolarmente forte. Tuttavia, quando questa mattina Hans mi ha mostrato le fotografie che aveva sviluppato, non ho più potuto dubitare dell’esistenza, reale, dei Wolpertinger. Le allucinazioni non sono fotografabili.

Courtesy of Mimesis Edizioni

In assenza di un’osservazione diretta, mi baso sui chiarimenti che mi ha fornito il mio assistente: a quanto pare, i Wolpertinger sono una combinazione di anatra e roditore selvatico, con zampe che ricordano quelle dei topi. Se il nido che Hans gli attribuisce era davvero il loro, come tutto sembra indicare, sarebbero ovipari, sebbene altre caratteristiche corrispondano a quelle proprie del gruppo dei mammiferi, ragion per cui dovrebbero essere inclusi nella classe dei Monotremata. Sono onnivori. Molto giocherelloni e inquieti, trascorrono molte ore fuori dal nido facendo capriole nella sabbia e solleticandosi nella zona addominale – cosa che sembra oltremodo eccitarli. Non è stato udito nessun tipo di suono fatto da loro. Nonostante la scarsità di dati complementari, i Wolpertinger potrebbero essere inclusi nel sottordine 17 della Nuova Zoologia. Sempre, naturalmente, in attesa di un’osservazione diretta e di un’eventuale cattura che mi permetta di arrivare a conclusioni più precise.

Tratto da “Fauna” (Mimesis Edizioni), di Joan Fontcuberta e Pere Formiguera, pp. 128, 25,00 € 

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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