Spice countryUna settimana alla scoperta dell’India nel cuore di Firenze

Se non avete mai avuto occasione di visitare questo incredibile Paese avete una settimana per scoprirne tradizioni culinarie e non

È iniziato ieri, martedì 23 aprile, per durare un’intera settimana, la seconda edizione del Festival Indiano “A taste of India” ospitato dal St. Regis Hotel di Firenze. Con la preziosa collaborazione della cheffa indiana – e sempre più italiana – Ritu Dalmia, i saloni del Winter Garden Restaurant di questo gioiello di ospitalità fiorentina vivono un riallestimento totale di arredi, colori e decorazioni.

Un evento dedicato alla cultura di questo Paese di grandi dimensioni, contrasti e bellezze e con un bagaglio gastronomico estremamente variegato a ogni latitudine del paese. Come è facile immaginare, il cuore dell’evento interessa la cucina, la tradizione culinaria che Ritu Dalmia da anni racconta all’Italia attraverso il suo ristorante milanese Cittamani, i molteplici eventi da lei curati, gli show cooking, le consulenze.

Per l’ora di pranzo è previsto un menu Thali, diverso ogni giorno, composto da un servizio unico con più pietanze di regioni diverse dell’India. La scelta principale divide vegetariani e non, con piatti come il Chicken Curry oppure il Pumpkin Ki Sabzi (una ricetta di zucca speziata con garam masala, zenzero, curcuma e peperoncino), accompagnata da un contorno punjabi, il Dal Makhani, a base di legumi, burro e panna oppure il Lake Ka Dum Aloo a base di patate novelle. Ogni menu Thali viene servito con raita, una crema di yogurt e spezie calmante per eventuali piccantezze, riso e malabar paratha, il pane tipico del Kerala. Ogni piatto può essere degustato da solo, unito al riso, mangiato seguendo ordine di proteina, contorno e riso. La scelta è libera e il gusto è assicurato.

Diverso invece il menu della sera, che prevede una selezione più ampia di ricette alla carta che Ritu Dalmia ha in parte selezionato dai menu dei suoi ristoranti a Milano o Dubai e in parte appartengono a una tradizione più popolare e regionale. Il Chingri Malai è un piatto cremoso e saporito tipico del Bengala, che viene di solito preparato per feste, celebrazioni e occasioni speciali. Particolarmente insolito, il Kashmiri Dum Aloo, proveniente dalla regione settentrionale del Kashmir appunto e realizzato con patate stracotte intere, un sugo ricco, aromatico e molto speziato. A corollario della proposta gastronomica, la novità di quest’anno del Festival Indiano sono le esperienze olistiche inserite per arricchire e integrare la proposta complessiva.

A partire dal signature cocktail del brand St. Regis, il Bloody Mary, che viene reinterpretato in modo diverso in ogni hotel della catena nel mondo e, in questa occasione, realizzato con coriandolo, cannella, cardamomo per un’edizione decisamente esotica e a richiamo dei piatti della settimana. Anche il rituale del tè, per chi preferisce una sosta pomeridiana anziché serale, è stato pensato con un richiamo al famoso sticky chai, una miscela di tè nero indiano tostato cui vengono aggiunte spezie ayurvediche, zucchero di canna, fiori di arancio e fiori di rosa e, per chi lo desidera, del latte come vuole la tradizione. La degustazione è accompagnata dal racconto e dalle parole di Elena Matei, tè sommelier del St. Regis Hotel Firenze.

Infine, la Spa Suites dell’albergo offre la possibilità di godere di un momento di totale relax grazie all’introduzione in portfolio di un massaggio Pindasweda di sessanta minuti. Non pensate a nulla di invasivo o con pressioni eccessive, anzi, si tratta di un momento rilassante che oltre alla parte manuale classica di massaggio corporeo aggiunge una pressione a caldo di tamponi in fibra naturale. Questi sono appunto i pindasweda, o pinda, solitamente di seta e cotone, imbevuti di olio caldo e riempiti con erbe e spezie (che in questo caso potete scegliere voi stessi tra tre profumazioni). Attraverso il tamponamento e lo sfregamento dei pinda sul corpo, i fagottini rilasciano i principi attivi delle erbe, unendo il potere benefico del calore dell’olio e gli effetti calmanti e rilassanti dell’aromaterapia.

Ora vi chiederete come mai tutto questo accade proprio al St. Regis Hotel? Il pensiero è stato quello di distinguere la propria offerta dal panorama degli hotel di eguale categoria in città, con l’intento principale di aprire le porte ai fiorentini ancora prima che ai turisti stessi, per creare intrattenimenti e una programmazione unici per Firenze, di qualità assoluta e completati da un servizio puntuale e atmosfera. La scelta di Ritu Dalmia, oltre a essere particolarmente calzante per eventi scenici, di grandi numeriche e carichi di spettacolo, arriva dall’esigenza di trovare una personalità carismatica, autentica e catalizzante come la cheffa.

Domenico Colella, general manager di The St. Regis Florence, ha dichiarato infatti: «Siamo onorati di continuare questa collaborazione per il secondo anno di seguito con Ritu Dalmia, uno spirito libero e cosmopolita ma con una profonda sensibilità e cultura per le tradizioni gastronomiche del nostro Paese. Siamo orgogliosi di aprire gli spazi del Winter Garden Restaurant a gusti ed esperienze nuove e rinnoveremo questo appuntamento anche in futuro».

Una curiosità a tema è che questo tempio dell’accoglienza fiorentina è spesso scelto come venue per i matrimoni indiani di lusso in città, cui è stata talvolta aggiunto anche l’adiacente Westin Excelsior Hotel – sempre parte del gruppo Marriott Bonvoy – per una location raddoppiata nel senso letterale del termine. Anche se non possedete un sari nel vostro armadio, ritagliatevi il tempo di un pranzo o una cena per venire a conoscere questa struttura, l’incredibile cucina di Ritu Dalmia e le tante sfaccettature dell’India.

Courtesy immagini St. Regis Hotel Firenze

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