Non me la bevo Il vino non è quella cosa che avete in mente

E il professor Michele Antonio Fino è in libreria per dimostrarvelo. Andando oltre i falsi miti e le ideologie, il docente di Pollenzo ci mette davanti a tutte le nostre certezze, e le fa vacillare

Sfatare i falsi miti è uno dei nostri mantra editoriali: e fin da quando siamo nati, nel 2020, proviamo a fare questo lavoro di ricerca di approfondimento in un mondo che vive di luoghi comuni e di frasi fatte. Per il professor Michele Antonio Fino questo obiettivo è precisa ragione di vita: lo fa quotidianamente nel suo lavoro all’università di Scienze gastronomiche di Pollenzo, dove insegna ai giovani futuri gastronomi a non fidarsi delle apparenze ma anzi a lavorare sui commi e sulle leggi, così da sapere su che principi condivisi e legislativi si basa il mondo che devono affrontare, narrare e contribuire a far evolvere. Lo fa sul suo account instagram, una pagina da seguire per chi vuole avere le idee chiare e andare nel profondo dei temi di interesse più attuale, con dovizia di slide e di approfondimenti, che diventano preziose pillole da condividere in un mondo fatto di tanti slogan e di pochissima consapevolezza e cultura.

Da qualche giorno lo fa anche in libreria, con il suo nuovo volume “Non me la bevo”, edito da Mondadori, che sfata i miti dell’enologia e entra nel merito di un tema che nel settore è sempre più à la page, e che si presta quindi a nuove ideologie e fazioni. Il professore ha molti pregi, ma di sicuro quello dell’intransigenza è il più accentuato: semplificare banalizzando non fa per lui, e pretende che non faccia nemmeno per i suoi lettori. Scorrendo i capitoli, dovrete necessariamente abbandonare alcuni dogmi, dovrete sopportare di avere meno certezze di prima, e sarete necessariamente portati a porvi delle domande esistenziali che fino a prima di sfogliarlo avreste potuto evitarvi. Ma il bello del suo lavoro, ma anche del suo tono e della sua prosa, è proprio questo: farvi riflettere sui vostri pregiudizi e sulle vostre sicurezze, per arrivare a un grado di consapevolezza migliore e più alto. Che presuppone un lavoro culturale e di comprensione importante e denso.

La bibliografia è ricchissima e circostanziata e da sola vale come libro a sé: se avete voglia di proseguire nel viaggio, basterà consultarla e leggere tutti i libri consigliati, da cui il prof ha trovato ispirazione e materiale.

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