Camillo di Christian RoccaArchivio blog – Aprile 2006

Raccolta mensile del blog

Della superiorità degli americani

30 aprile


Euston, questo è il pub

Anche oggi Guardian, Sunday Times, The American Spectator e altri giornali parlano del Manifesto di Euston. Il Guardian fa il nome del pub dove il gruppo si è riunito, qui la foto. Il pezzo da non perdere, ovviamente, è quello di Christopher Hitchens sul Sunday Times. Sui giornali italiani ancora niente.

30 aprile


Anche Georgino Clooney, nel sui piccolo, ogni tanto ne azzecca una

Insieme con Obama e Brownback

30 aprile


Il penultimissimo giapponese

Oggi Pannella ha praticamente annunciato l’uscita dalla maggioranza di governo definita dei “buoni a nulla”. Se ho capito bene, voterà come promesso Prodi poi arrivederci visto che non fanno rispettare la legge elettorale sul Senato nella sua versione letterale.
Avete visto, peraltro, che i radicali non compaiono più nei toto-ministri e che il senatore Francesco Mastella gli ha soffiato la Difesa? Non so se ridere o piangere.

30 aprile


Mamma mia

Lo stato svedese ha chiesto al leader degli Abba quasi 12 milioni di euro di tasse arretrate: money, money, money

30 aprile


De sinistra

Il candidato di sinistra (scusate se rido) a sindaco di Milano ha detto che la partecipazione di Letizia Moratti alla manifestazione del primo maggio è una provocazione. Pensare che il problema della cosiddetta sinistra italiana sia Caruso o i bruciatori di bandiere è ridicolo. Il problema è la sinistra italiana.
(Luca, quando torni dalle vacanze, facci sapere la tua)

30 aprile


Una certa Giovanna Zucconi

Sulla Stampa di sabato “una certa Giovanna Zucconi” ha definito Harvey Mansfield, uno dei più importanti intellettuali americani, professore da 40 anni ad Harvard, studioso di Tocqueville e principale esperto americano di Machiavelli, “un certo Harvey Mansfield”. I giornalisti non devono sapere tutto, è ovvio. Ma se scrivono, e soprattutto se fanno le battute, dovrebbero prima informarsi.

30 aprile


Nota per i rosapugnoni di Crocca Italia

E’ improbabile che l’Unione sarà così autolesionista da togliersi 4 senatori per darli a Pannella. Più probabile che in Giunta per le elezioni i radicali saranno già costretti a sperare in un aiutino interessato del Cav.

29 aprile


[email protected]

29 aprile


E la Difesa va a Francesco Mastella?

Ciao ciao Bonino?

29 aprile


Bel discorso alla Duma

Il subpresidente Fausto dedica la vittoria alle operaie e agli operai. Saluta i dipendenti pubblici, parla di classi. I radicali lo hanno votato. Capezzone lo spiega così (più o meno: speriamo faccia rispettare il regolamento). Pannella, dopo i successi di Scalfaro, lo vede bene, sempre di Bertinotti stiamo parlando, alla presidenza della Repubblica. Mamma mia… Meno male che non ho votato RnP.

29 aprile


Nigerbarzelletta

Causa weekend e festa del lavoro non ho un giornale per scrivere anche oggi della Nigerbazelletta

29 aprile


Wittapostoli

Ieri il blog di Luca Sofri sembrava quella piazza sudamericana chiamata Santi Apostoli.

29 aprile


Più 4,8 per cento

La crescita dell’economia americana sotto l’incompetente Bush. Paul Krugman scrive ancora.

28 aprile

L’Onu è il problema, non la soluzione

Oggi scade l’ultimatum. Una volta scaduto,non succederà niente. Premi e la vicepresidenza della Commissione disarmo all’Iran

Il Foglio, 28 aprile

Nota per i rosapugnoni di Crocca Italia

Ma l’Agenda Giavazzi che cosa dice a proposito del nuovo ministero dei Beni comuni affidato alla responsabile dei “movimenti” di Rifondazione comunista?

Il Foglio, 28 aprile

L’orgoglio e la rabbia di Neil Young

Qui si può ascoltare in streaming il suo nuovo album anti Bush (ma al solito bello)

Vanity Fair, 27 aprile

Nota per i rosapugnoni di Crocca Italia

Nel 1994 i sei radicali eletti col centrodestra non votarono Irene Pivetti alla presidenza della Camera. E ora? Voteranno il comunista Fausto Bertinotti?

Il Foglio, 27 aprile

Caro Luca, magari è il ritorno di Rosi Bindi al governo, chi lo sa?

Renosubject di aprile (un po’ in ritardo)

GQ, aprile

Euston, abbiamo un manifesto/5

Oggi editoriale sul Times di Londra e intervento di Andrew Sullivan. In Italia ancora nessuno ne ha parlato.

26 aprile


Euston, abbiamo un manifesto/4 (in italiano)

Il Foglio pubblica il testo in italiano del Manifesto di Euston, grazie alla traduzione di Mario Ristoratore. Hanno firmato un po’ di bloggers italiani, Daniele Capezzone e Gianni Vernetti della Margherita.

Il Foglio, 26 aprile


La Cia conferma che smentisce la Nigerbarzelletta

A Repubblica pensano che i lettori abbiano scritto “giocondo” sulla fronte

Il Foglio, 26 aprile


Liberazione

Ieri a Milano un gruppo di fascisti ha bruciato le bandiere di Israele. Mentre tre, dico tre, esponenti del centrosinistra, ehm… radicali… hanno visitato il cimitero anglosassone con i soldati morti per essere venuti qui a liberarci.

26 aprile


Venticinqueaprile antifascista

Insulso celebrare il 25 aprile rimuovendo il più clamoroso caso di fascismo, nella forma dell’islamo-fascismo, che calchi oggi la scena mondiale. Se il 25 aprile è la Liberazione di una parte dell’Europa e l’apertura dei campi di concentramento in cui si era consumato lo sterminio degli ebrei, di che altro si dovrebbe parlare nelle celebrazioni se non dell’ordinario delirio a cui il mondo è sottoposto ogni volta che parla il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad? Dichiarazioni isolate e una campagna ispirata all’antisemitismo, non solo nella forma dell’antisionismo, sono tipiche da molti decenni del “rifiuto arabo” alla nascita di Israele e di una temperie diffusa in tutta l’area arabo-islamica, Repubblica islamica di Teheran compresa. Si sa che cosa si insegna nelle loro scuole e madrasse, si sa che farneticazioni passano nelle loro prediche e soap televisive, si sa come per ardimento fanatico o per viltà e quieto vivere delle oligarchie, anche “moderate”, si costruisca il senso comune popolare ispirato alla distruzione di uno stato-nazione legalmente costituito nel 1948 in base a decisioni della comunità internazionale, e sfidato esistenzialmente in numerose guerre d’aggressione. Ma la distruzione di Israele e la sua totale delegittimazione non erano mai diventate il programma operativo di uno stato in procinto di armarsi con la bomba nucleare, orgoglioso dei suoi missili a lunga gittata, felice di dare in pasto al popolo il falso mito del ritorno islamico a Gerusalemme mediante cancellazione di uno stato e di un popolo dalla carta geografica. Quel giovane ignorante che comanda a Teheran applica il piccolo schema antisionista in voga negli scompartimenti dei treni tra le chiacchiere di quella categoria scomparsa che erano i commessi viaggiatori, e sostiene che gli ebrei sono arrivati in Palestina per proteggersi dall’antisemitismo omicida espresso nei piani della soluzione finale, a partire dal 1942, quando tutti sanno che il movimento sionista predicava e attuava con l’immigrazione il riscatto della diaspora da almeno settant’anni prima della Shoah, per non parlare delle basi culturali e antropologiche millenarie del ritorno alla terra dei padri. Comunque sia, Ahmadinejad sta trasformando la minaccia di distruggere Israele, in accoppiata con il nuovo governo palestinese di Hamas, in un argomento della nostra quotidianità politica, smantellando ogni giorno che passa, tra una conferenza stampa e l’altra, tra una parata e l’altra, tra una intemerata atomica e l’altra, la stessa nozione dell’intangibilità di Israele. E’ un fenomeno barbarico che questo giornale capì in tempo, nel novembre dell’anno scorso, ma il seguito politico e diplomatico della prima manifestazione in Europa contro un’ambasciata islamica, per protestare contro la strategia omicida di capi e demagoghi islamisti, non c’è stato. Ora celebriamo il 25 aprile: con quale faccia lo celebriamo?

25 aprile


Neoamericani, David Byrne

Domani sera, mercoledì alle ore 21 su Nessuno Tv (canale 890 di Sky), Francesco Bonami intervista David Byrne per la serie Neoamericani – 10 interviste per sfatare l’America

25 aprile


La Repubblica (12 milioni di euro)

Oggi Repubblica fa un articolo indignato a seguito della bella inchiesta di Report sui soldi dello Stato ai giornali. Secondo voi, Repubblica ha riportato quanto svelato da Report, cioè che il suo gruppo riceve 12 milioni di euro l’anno, pur essendo un’impresa privata e commerciale?
Qui il transcript della trasmissione, pubblicato integralmente su due pagine del Foglio di oggi. Qui di seguito la parte mancante nell’articolo di Repubblica: (Report – Sommando le voci tra periodici e quotidiani nel 2004, la Repubblica-Espresso riceve 12 milioni di euro, Rcs e Corriere della Sera 25 milioni di euro. Il Sole 24 Ore della Confindustria, 18 milioni di euro. La Mondadori 30 milioni di euro)

25 aprile


Prodi dice che seguirà il programma e con ciò non smentisce Bertinotti

25 aprile


Euston, abbiamo un manifesto/3

I giornali internazionali dedicano ampio e autorevole spazio all’Euston Manifesto per una sinistra tosta e antitotalitaria. Ieri il Guardian (criticandolo), oggi il Weekly Standard con l’editoriale principale di Bill Kristol (esaltandolo). Ne ha scritto anche il Financial Times, oltre al Times, a The New Statesman e al solito quotidiano d’opinione italiano. Quattro o cinque italiani hanno aderito (conosco Daniele Capezzone, Mario Ristoratore e io medesimo). I giornali italiani si accorgeranno (non di me Capezzone ecc) ma del fatto che nel mondo esiste una sinistra diversa? A me risulta che ne abbia scritto, criticandolo, soltanto la rivista on line Left Wing (che è quel genere di sinistra italiana che fa sempre la mossa blairiana e poi basta)

23 aprile


“Ridimensionare Mediaset”

L’avete voluto un comunista? Eccolo
(Ehi, Luca, dico a te)

23 aprile


No, assolutamente no

Dal Corriere della Sera: “Tabacci rivendica: «Quasi mille contatti quotidiani sul mio sito internet non vogliono dire niente?»”.

22 aprile


Improvvisamente, un giorno

“Ripresa forte, l’Italia può farcela”, Corriere della Sera
“La ripresa è in atto, possibile il rialzio delle stime”, Repubblica

22 aprile


«We Shall Overcome: The Seeger Sessions», il disco uscito oggi, in occasione del compleanno di Massimo D’Alema, è talmente bello da togliere il fiato…

Fenomenale attacco di post di Claudio Caprara.
Il disco di Springsteen dedicato a quel comunistone di Seeger è davvero meraviglioso

21 aprile


Camilleri I am

Editoriale (almost useless) di Andrea Camilleri sul New York Times regarding Provenzano.

21 aprile


Il segugio del Sunday Times recensisce (e stronca) il Nigergate di Rep

Il Foglio, 21 aprile


Dove sono i B-52?

Franco Pagetti, fotografo di Time a Baghdad (e comunista) dice che i marines in Iraq sono troppo buoni

21 aprile


Vo-la-no

Altra prova della bufala sul declino italiano.

21 aprile


Nota per il mio caro amico Gianni Riotta (e per tutti i giornali italiani, tranne la Stampa, che oggi si sono inutilmente entusiasmati per il “licenziamento” di Karl Rove)

“Rove’s ‘return’ to full-time political work is reminiscent of Michael Jordan’s return to basketball after a stint in baseball’s minor leagues”.
Comunicato del Democratic Leadership Council, l’ala clintoniana del Partito Democratico
Si aggiunga che l’

20 aprile


Scoop del Sunday Times affossa il Nigergate di Rep: l’Iraq cercò davvero l’uranio in Africa

20 aprile


Il Sessantotto e l’undici settembre

Intervista a Paul Berman per Nessuno Tv

20 aprile


Ahhhhhh

Sto vedendo Matrix. Per la prima volta in vita mia sto con Tonino Di Pietro. Mi sento male. Non solo sta devastando l’insostenibile posizione dell’avvocato deputato di Forza Italia Nicolò Ghedini, ma ha pure dato una lezione ai colleghi del centrosinistra dichiarandosi a favore del controllo delle schede nulle nella Giunta per le elezioni del Parlamento.

19 aprile


CONTRO l’ONU

Non ridete: l’Iran eletto vicepresidente della Commissione Onu sul disarmo.

19 aprile


Occhio all’ultima

I giornali italiani online raccontano che Rove è stato fatto fuori dalla Casa Bianca a causa della guerra in Iraq e del Ciagate. Non hanno capito niente. Rove resta alla Casa Bianca come vice capo dello staff e si occupa di guidare i repubblicani alla vittoria alle elezioni di novembre. Chissà domani Caretto.

19 aprile


E ora il governo

La Cassazione dà la vittoria all’Unione e la sconfitta a Previti.

19 aprile


Magari il Signore

Qui si dice che Ferruccio De Bortoli potrebbe diventare direttore di Repubblica.

19 aprile


I due occidenti

19 aprile


I demoni di Ahmadinejad

breve saggio di The New Republic, pubblicato ieri dal Foglio assolutamente da non perdere.

19 aprile


Il blog di Giorgio Israel (e le “ambiguità” di Fassino oggi sul Corriere)

19 aprile


Alle 22,30

Domani sera, mercoledì, su Nessuno Tv (canale 890 di Sky) una mia intervista a Paul Berman per la serie “Neoamericani – 10 interviste per sfatare l’America”.

18 aprile


Qui la nota del Dipartimento di Stato…

…emanata ieri, e ripresa oggi soltanto dal Foglio, secondo cui i risultati delle elezioni italiane sono ancora “controversi”.

18 aprile


In attesa dei dati ufficiali, ecco il caos provvisorio punto per punto

Per il Dipartimento di Stato non c’è ancora un vincitore

18 aprile


“E quei 30 mila embrioni della circoscrizione Veneto 1?”

Possibile nuova mossa del Polo, qualora dovesse andare male l’ipotesi Calderoli.

17 aprile


Ahem

Il Financial Times di oggi dice che l’Italia rischia l’uscita dall’euro. Il giornale dell’establishment finanziario scopre che “Prodi offre il tipo sbagliato di riforme. Che consiste nello stesso tipo di riforme che sono fallite in altri Paesi europei”. Complimenti e auguri.

17 aprile


Sorpresa

Le informazioni su Valerie Plame contenute nel famoso memo del Dipartimento di Stato portato da Powell in volo sull’Air Force One non erano segrete. Finora si era detto il contrario, ma nessun giornalista aveva visto il memo. Ieri l’ha visto il New York Sun: le indicazioni su Plame non erano segrete. Non è stato commesso nessun reato, infatti il procuratore non ha indagato nessuno per questo.

17 aprile


Finale

Allora le cose stanno così. Primo devo chiedere scusa a Stella, malgrado abbia sbagliato i numeri della Florida, quelli nazionali di Gore e la faccenda dell’Ici. Però sul Senato ha in parte ragione. Qual è il punto? Questo: nel computo nazionale del Senato fornito dal Corriere sulla base dei conteggi non ufficiali del Viminale non sono compresi i voti della Val D’Aosta e del Trentino. Non per una bizzarria del Corriere o del Viminale, ma perché lo prevede la legge elettorale. Il motivo è che lì si è votato con un sistema diverso, uninominale e maggioritario esclusivamente in quei collegi, per garantire la rappresentanza parlamentare alle minoranze linguistiche. Non è facile, e forse non è neanche corretto, sommare i voti espressi in questi collegi alle due coalizioni, intanto perché il sistema elettorale è diverso, poi perché in Trentino a volte l’Unione s’è presentata insieme ai sudtirolesi della Svp, a volte da sola. Certo, però, è che il saldo è a favore dell’Ulivo. Non so fare i calcoli, ma prendo per buoni quelli di Stella. Dunque: il Cav. ha preso 450 mila voti in più al Senato Italia, ne ha presi 89 mila in meno all’estero e qualcos’altro in meno in Trentino. Stella dice che il saldo è a favore del Cav. di 130 mila. Bene.
Alla Camera, invece, i voti del Trentino sono computati (si è votato col proporzionale come nel resto d’Italia), ma non quelli della Valle d’Aosta (dove l’Unione non s’è presentata in quanto tale). Al fine dell’assegnazione del premio di maggioranza non sono conteggiati nemmeno i voti esteri, cosa che mi pare un’assurdità perché o si considerano quei senatori e quegli elettori di serie B oppure semplicemente non è giusto. Pensate a cosa sarebbe successo se l’estero della Camera fosse andato al Polo di 50 mila voti, invece che all’Ulivo. Si sarebbe avuta l’assurda situazione di una maggioranza popolare a favore del Polo, ma il premio di maggioranza all’Unione. Per fortuna non è andato così. Resta il punto che, per legge, gli elettori esteri sono considerati di serie B, perché non contribuiscono ad assegnare il premio di governabilità. Il risultato finale è questo: il Cav. ha preso più voti considerando gli elettori di serie A (al Senato anche con quelli di serie B), ne ha presi di meno considerando anche quelli che la legge considera di serie B (update: no, ne ha presi 17 mila in più anche considerando quelli di serie B, perché una lista valdostana va considerata indipendente e non unionista). Il mio giudizio positivo sulla legge comincia a traballare. 
La cosa di Calderoli, mi dicono non stia in piedi. L’unica cosa che resta in ballo è l’unica che è sempre stata in ballo: il conteggio, non il riconteggio, ufficiale della Cassazione. L’Unione fa finta di non considerarlo e, di nuovo, fa finta di non sapere che i dati del Viminale non sono ufficiali (il Viminale non ha visto né mai vedrà un verbale di seggio). I giornali gli vanno dietro, come sempre. Il centrodestra è un disastro. Non solo non è riuscito a comunicare una cosa semplicissima, cioè che si devono aspettare i conteggi ufficiali, non i riconteggi né le schede nulle, prima di dichiarare vittoria, visto il margine così ristretto. Ma pare che non si stia occupando seriamente di pretendere dalle Corti d’Appello il conteggio dei voti sulla base dei verbali. Pare, infatti, che le Corti stiano tendendo a confermare i voti del Viminale, malgrado solitamente non succeda questo: alle ultime elezioni del 2001, per esempio, 57 mila voti hanno cambiato appartenenza. L’errore sulle schede contestate (in un primo momento erano 43 mila, poi si è scoperto fossero 5 mila) dimostra quanto siano approsimativi i dati che via fax o via telefono nelle due concitate ore post elettorali sono stati trasmessi dai seggi ai comuni, dai comuni alle prefetture e dalle prefetture al Viminale. Un casino. Ah, ce n’è un’altra. Pare che i senatori esteri non possano trasferirsi in Italia, ma per legge debbano risiedere la maggiorparte del tempo nei loro collegi, cioè all’estero. Doppio casino, maggioranza ancora più difficile. Specie se si considera che i 15 partiti dell’Unione praticamente non sono d’accordo su niente. Fossimo un paese normale si dovrebbe rivotare. Non lo siamo, sarebbe una campagna elettorale troppo astiosa. Paradossalmente la cosa migliore è il grande inciucio senza la Lega e senza i comunisti eccetera, in modo da far finire per sempre la delegittimazione reciproca. Non si farà. Appena saranno confermati i risultati, Prodi farà il governo e proverà di volta in volta a convincere qualcuno eletto dall’altra parte, fino a consunzione.
PS
Qui i dati di Luca. Infine abbiamo raggiunto le stesse conclusioni. Siamo amici.

16 aprile


Il senso di Gianantonio Stella per i numeri

Oggi, sul Corriere, per sfottere tutti quelli che sparano numeri a casaccio dice che Bush vinse in Florida di 300 voti, invece vinse di 537. (Di 300 voti vinse Gore in New Mexico, ma è un’altra storia). Dice Stella che Gore vinse i voti popolari nazionali di 220 mila, invece vinse di

17 aprile


Euston, abbiamo un Manifesto

Ecco il testo integrale dell’Euston Manifesto per una sinistra liberatrice, democratica, antitotalitaria di cui ho parlato sabato sul Foglio.

16 aprile


Broken record

Neil Young sta registrando “Impeach the president”, chiaro riferimento al presidente Moratti.

16 aprile


Tutte le opzioni contro i turbanti atomici

Reuel Marc Gerecht sul Weekly Standard

16 aprile


Per una sinistra tosta

The Euston Manifesto, in Gran Bretagna

15 aprile


Heritage Foundation preoccupata da Prodi

Paper del centro studi di Washington che non leggerete sulla stampa italiana (tranne oggi sulla solita eccezione)

15 aprile


Mattacchione, your sister

Luca replica con una mezza dozzina di post al mio qui sotto, come neanche l’onorevole Bertolini o come si chiama. Al dunque: lui sostiene che non è vero che Berlusconi abbia preso più voti di Prodi, malgrado abbia perso le elezioni (ma per i conti esatti bisogna ancora aspettare i risultati della Cassazione. No, non le poche schede contestate, ma i conteggi dei verbali – ma questa è un’altra storia). Prima cosa: Luca dice che il centrosinistra ha preso più voti, poi però scrive che al Senato il Polo è avanti di soli 130 mila voti (fonte Gianantonio Stella, lo stesso che l’altro giorno ha scritto che il Parlamento non può cancellare l’Ici). Al di là della bizzarria contabile (ne ha presi di meno, però ne ha presi di più), al Senato in realtà il Polo ha preso 450 mila voti in più rispetto all’Unione, non 130 mila. Aggiungendo il voto estero (+ 99 mila per l’Unione), il Cav è avanti di 360 mila voti. Punto.
Alla Camera, invece, la differenza a favore dell’Unione è di 24 mila voti. (Aggiungo: ci sono anche gli 89 mila voti degli italiani all’estero in più per l’Unione alla Camera, ma il saldo non cambia. Tra l’altro non capisco: perché i voti esteri non risultano nel computo nazionale, quello che darebbe un margine per il premio di maggioranza ben più ampio all’Unione?). Questi due dati, visto che in Italia vige il sistema bicamerale, vogliono dire senza discussione che ci sono stati più voti per il Polo che per l’Unione. La legge elettorale della Camera (che ha funzionato alla perfezione) ha garantito alla coalizione che ha vinto una maggioranza sufficiente a governare. Al Senato no, non a causa della porcata di Calderoli ma per l’intervento di Ciampi (ricordate?) che fece togliere il premio di maggioranza nazionale al Senato perché potenzialmente confliggente con la Costituzione. Luca, allora, sostiene che questa somma Camera più Senato non si può fare. In un primo momento sembrava avesse abrogato il Senato, come quel gruppo di proto-sudamericani nella notte di lunedì a SS. Apostoli, poi ha scritto che no, non è per questo, lui non è un leghista che vuole abrogare il Senato. Il suo punto è: al Senato votano soltanto gli over 25, alla Camera tutti. Quindi, a spanne, la differenza a favore del Cav. al Senato sarebbe dovuta a 450 mila diciottenni che per la camera alta non hanno potuto votare. Questa è fenomenale, anche perché vorrebbe dire che gli italiani siano tutti soldatini della Ddr che votano allo stesso modo nelle due Camere a prescindere dai candidati, dai partiti, dalle motivazioni personali eccetera. Non è così, ovviamente. Per esempio il nostro amico comune Daniele Bellasio ha votato per il Cav. alla Camera e per Prodi al Senato. Del resto le differenze di risultato, anche di tre punti, tra alcuni partiti alla Camera e al Senato sono lì a dimostrare che la gente vota come gli pare, non come decide Luca. Certo, non è detto che abbia necessariamente votato in modo disgiunto. Ma i voti sono lì proprio per questo, per non perdersi in interpretazioni di parte. E i voti per il Parlamento italiano (nota: per il Parlamento, non per la Camera, non per il Senato, per il Parlamento) sono andati in maggioranza al centrodestra. Tra l’altro oggi tutti i giornali raccontano che col vecchio sistema la maggioranza l’avrebbe avuta il centrodestra (anche se secondo me, non è detto: le dinamiche sarebbero state diverse con i collegi e i candidati uninominali). L’Unione ha vinto le elezioni, se i dati saranno confermati, grazie alla legge fatta modificare da Ciampi e grazie all’errore del centrodestra di essersi presentato separato all’estero. Tutto ciò non conta, la legge era questa e l’Unione ha vinto e basta. Però i numeri di Luca sono falsi. La sua interpretazione secondo cui si deve contare solo la Camera non sta in piedi, perché non si vota (e non si governa) soltanto per una Camera, ma per il Parlamento che è formato da due Camere. L’ultimissima interpretazione di Luca – chi ha votato Casini e Fini non voleva Berlusconi premier quindi pappero pappero abbiamo preso più voti noi – è così stupida da farmi fermare qui.
PS
Gentile Christian Rocca, Le segnalo che alla fine del suo convincente post dove dice “chi ha votato Casini e Fini………..pappero pappero,” ha erroneamente scritto la giocosa filastrocca, che si scrive “pappapero pappapero” questo secondo il Devoto Oli e secondo mia figlia Rosa di 5 anni, manca in effetti nella sua versione una A, solo una lettera, ma cambia il senso della filastrocca, un po come un voto che cambia il senso di un elezione. Cordiali saluti Emanuele

15 aprile


Grande coalizione, piccola coalizione

Il centrosinistra vincente nella computa dei seggi ha ragione a non accettare le proposte berlusconiane di grande coalizione. Ha vinto, vuole fare da sé. Giusto. Mi pare evidente, però, che non potrà governare. Già quando i sondaggi davano un ampio margine all’Unione si diceva che non ci sarebbe riuscita, figuriamoci ora che è minoranza popolare e al Senato deve contare sulla presenza di tutti, compresi novantenni non eletti e senatori oceanici. Fa davvero bene, dunque a insultare le proposte del Cav (ehi, Luca, dico anche a te)? Considerate inoltre che, dicendo di no, si chiude ogni possibilità di contrattare con il Polo sui singoli provvedimenti e ci si autocondanna a un’opposizione senza se e senza ma che non gli consentirà di fare nulla. Ditemi, please, una singola cosa di quelle promesse in campagna elettorale si potrà realizzare con questi numeri? Accettasse adesso, invece, avrebbe il pallino in mano, sarebbe in una posizione di forza, l’accordo si farebbe alle sue condizioni. Fallisse il tentativo di fare un governo da solo, o di governare, si troverebbe in una posizione più debole se volesse cominciare a trattare con l’opposizione per eventuali larghi intese. Oppure sarebbe costretto ad andare al voto, in seguito a cotanto fallimento. Le vincerebbe?

14 aprile


Sempre sulla notizia

Giorgio Bocca, oggi sul Venerdì di Repubblica: “Non una parola sul fatto che il capo della mafia Provenzano è latitante da una quarantina di anni”. Nemmeno una, in effetti.

14 aprile


Pacs Christi

Ron Turano, il senatore indipendente eletto in Nordamerica nelle liste dell’Unione, si definisce “moderato” e si iscriverà al gruppo della Margherita. Come votera sui Pacs?, gli chiede Alan Patarga del Corriere canadese
«Sono una persona legata alle tradizioni, per me la famiglia è un valore molto importante. Penso che sarei contrario se si votasse su questo tema».

14 aprile


Questo mese il latte per i bambini non mancherà

Apertura dell’Economia di Repubblica (pagina 34):
“Tira l’export, frena il deficit commerciale – L’Istat: conti migliorati di un miliardo dopo il rosso di gennaio”

14 aprile


Promemoria per Al Cav e George W. Prodi

Il Foglio, 14 aprile


Nota per Capezzone

Corriere della Sera: Porte aperte anche alla Rosa nel Pugno?
Massimo D’Alema: “Aperte a tutta l’area socialista, che fu parte fondativa di questo progetto. Mi pare che la Rosa nel Pugno fosse solo un cartello elettorale”.
PS
Daniele replica a D’Alema

14 aprile


E chi non è d’accordo è un coglione

Titolo di apertura di Repubblica Milano: “Ferrante: così taglierò l’Ici”
(da Luca Sofri)

14 aprile


Basta (senza neanche cominciare)

Come mai, secondo voi, i giornali italiani (tranne uno) non hanno dato spazio a copertina ed editoriale dell’Economist?
“Mr Prodi capisce che l’Italia ha bisogno di cambiamenti. Ma non è un liberista orientato verso il libero mercato, e la sua coalizione a 13 gruppi comprende due partiti comunisti che sono visceralmente contro le riforme. Sotto la loro influenza, una delle prossime sicurezze garantite dal centrosinistra è il ribaltamento della legge Biagi fatta dal centrodestra che ha permesso un boom nel lavoro interinale e part time”

14 aprile


Caimani?

“Le operazioni di verifica delle schede contestate e’ tutt’ora in corso presso le Corti d’Appello italiane e che spetta alla suprema Corte di Cassazione il pronunciamento ultimo e definitivo di legittimita’ dei voti attribuiti. Un pronunciamento che non si e’ ancora avuto”
Comunicato della direzione DS

13 aprile


Ma questo, nelle 281 pagine, c’era scritto?

“Chiediamo ai parlamentari eletti per il Prc di non votare la fiducia al governo Prodi, di non permettere la nascita di un altro governo basato su un programma “lacrime e sangue”. L’auspicio è che perlomeno i parlamentari delle minoranze interne raccolgano quest’invito e facciano mancare i numeri per la fiducia a Prodi. Occorre salvaguardare l’opposizione comunista al governo Prodi, voluto e sostenuto da Confindustria: per questo, se non ci saranno immediatamente passi indietro da parte di Bertinotti, promuoveremo fin da subito la scissione da Rifondazione comunista”.
Francesco Ricci, portavoce della sinistra del Prc

13 aprile


Io l’ho detto che sono più vicini al Caimano

ELEZIONI: ROSA NEL PUGNO RICORRE CONTRO ESCLUSIONE DAL SENATO (AGI) – La Rosa nel Pugno ha presentato ricorso presso le Corti d’Appello contro la sua esclusione al Senato annunciata dal Ministero dell’Interno.

13 aprile


Allah Po di distruzione di massa


13 aprile


Definitivo

Filippo Facci sul Giornale

13 aprile


Capezzone risponde

A quanto ho scritto l’altro giorno. Gli risponderò.

Il Foglio


Michael e Gianni

Ledeen sul WSJ e Riotta sul New York Times raccontano agli americani le elezioni italiane. Sono entrambi miei cari amici, ma l’analisi di Michael, apparentemente più di parte di quella di Gianni, mi pare più fair e meno opinionated.

13 aprile


Al direttore

Rivoluzione all’italiana (all’estero): representation without taxation.
Christian Rocca

13 aprile


“Che si gioca per vincere e chi vince è perduto”

Francesco De Gregori, Cardiologia, 2006

13 aprile


“A Libby non fu chiesto di svelare il nome, dicono le carte”

Washington Post. Luca Sofri si chiede, ironicamente, come titoleranno i giornali italiani ora. Semplice. Non hanno titolato.

13 aprile


Riconteggio una cippa

Non c’è in corso nessun riconteggio, in corso c’è il conteggio. Quello vero, quello ufficiale, l’unico. I deputati e i senatori sono proclamati dalla Corte di Cassazione che ancora non ha proclamato nessun eletto. Deve prima, attraverso la magistratura locale e gli uffici circoscrizionali, recuperare i verbali dei seggi, fare le somme e i conteggi ufficiali e poi infine proclamare gli eletti. Entro il 28 aprile. I dati del Viminale non sono ufficiali, non lo sono mai stati, il Viminale non si occupa di proclamare gli eletti. Quelli del Viminale sono dati informali raccolti dalle Prefetture. Qui c’è spiegato tutto. Peppino Calderisi dice che, a ogni elezione, tra i dati informali e quelli ufficiali c’è un discostamento di 40-60 mila voti. Questa volta ci potrebbero anche non essere, oppure potrebbero esserci a favore del centrosinistra. Ma, ovviamente, anche a favore del Polo. Aspettiamo, vista l’esiguità dello scarto. Questa è la prima cosa. Poi c’è la questione delle schede “contestate”, cioè quelle non assegnate ai seggi, ma formalmente contestate dai rappresentanti dei partiti. Sono 43 mila. I magistrati dovranno controllarle e, eventualmente, assegnare i voti alle liste. Di nuovo, potrebbe non cambiare niente o potrebbe rafforzare l’Unione, ma anche  assottigliare lo scarto oppure far vincere il Polo. Fine. Non c’è nessun riconteggio. Berlusconi farebbe bene ad aspettare, tacendo. Prodi farebbe bene ad aspettare, pur forte del risultato informale del Viminale, ma senza fare lo smargiasso.

13 aprile


Lunione

Ho visto un pezzo di Liberitutti. Daniele Capezzone si è sentito dire che “nel nuovo Parlamento i radicali non contano niente, per fortuna”, che in Italia “la rivoluzione liberale è stata già fatta”, che sono “della stessa razza dei leghisti”, che in realtà loro sono “di estrema destra”. Le gentilezze non gli sono arrivate dagli avversari, ma da un deputato suo alleato. Il quale tra le altre cose ha detto di “vantarsi” di stare dalla parte del regime cubano che reprime i dissidenti e i militanti dei diritti umani. Nella stessa trasmissione un altro alleato di Daniel Cap. ha detto che con il governo di centrosinistra finalmente ora “si redistribuiranno le ricchezze”. Auguri all’Agenda Tafazzi.

13 aprile


Frase più idiota e più ricorrente del chiacchiericcio post elettorale nei talk show

“Non siamo più in campagna elettorale”.

13 aprile


Palestinesi all’estero

Cacciato dal Parlamento palestinese, Fatah entra nel Parlamento italiano. Eletto con Rifondazione l’ex ambasciatore di Arafat, Alì Rashid.

12 aprile


Quattro amici alla Camera

Quattro miei cari amici sono diventati deputati per la prima volta: due sono dei Verdi (believe it or not), uno è rosapugnista, uno radical-forzista.

12 aprile


Dopo Provenzano, altri primi effetti del governo Prodi

Da Repubblica: “Industria, la produzione a febbraio
in rialzo del 3,3%, +0,8% su mese”

12 aprile


Un pugno alla Rosa senza voti

Fossi iscritto ai radicali chiederei un congresso per eleggere Della Vedova segretario

12 aprile


Al direttore

Gli italiani all’estero regalano la vittoria all’Unione. Tutto, piuttosto che avere Umberto Eco tra i coglioni.
Christian Rocca

12 aprile


Ancora i giornali non hanno capito

Che all’estero il Polo non ha perso perchè ha preso meno voti, ma perché i suoi partiti al contrario dell’Unione si sono presentati separati. Quindi tutte le analisi sul tradimento degli italiani all’estero sono campate in aria, sebbene aver avuto un ministro che per 5 anni ha girato il mondo e non ha portato a casa il risultato è imbarazzante.

12 aprile


Previsione

Prodi farà il governo, otterrà la maggioranza con i novantenni senatori a vita e con i senatori oceanici. All’inizio rifondazione, diliberto, verdi e Mastella non faranno casino, anzi la strizza di questi giorni li renderà più compatti e cauti. Non rimetteranno le tasse sulle successione. Non ritireranno la legge Biagi. Saranno cauti sull’Iraq. I radicali saranno imbarazzati, ma essendo presenti soltanto alla Camera dove numericamente non contano ai fini della maggioranza faranno un po’ di sana ammuina liberale (e torneranno a piacermi). Gli unici che, secondo me, potrebbero creare problemi sono i 4 dipietristi al Senato e la spinta propulsiva dei girotondi, di Micromega, dell’Unità, dei giorgibocca e dei tabucchi e dei guzzanti che non accetteranno la resa ulivista alla vittoria berlusconiana. Quanto più, saggiamente, Ds e Margherita cambieranno atteggiamento aggressivo nei confronti del leader della coalizione che ha preso più voti, il meraviglioso mondo dei Marco Travaglio farà un bordello pazzesco.

12 aprile


Come Bush-Gore una cippa

L’idiozia secondo cui “anche Bush ha governato prevalendo d’un soffio su Gore in Florida” è, appunto, un’idiozia. Il presidente americano eletto ha gli stessi poteri e la stessa capacità d’azione sia che vinca di un voto sia che vinca con tre milioni di scarto. Lì c’è un sistema presidenziale. In Italia c’è un sistema parlamentare, Prodi deve conquistarsi la maggioranza giorno dopo giorno in Parlamento.

12 aprile


Una legge elettorale eccezionale

La legge “porcata” è stata perfetta, maggioritaria, eccezionale. Perlomeno alla Camera. Ditemi quale altro sistema al mondo sarebbe riuscito a dare una maggioranza netta alla Camera alla coalizione che ha prevalso dello 0,07 per cento?
(Certo, al Senato, però ha avuto l’effetto contrario).

12 aprile


“Enrico Mentana somiglia a Neil Cavuto”

Leggetevi questo post sulle elezsioni italiane scritto da Michael Barone, un genio. E’ il più grande conoscitore di politica americana, ora mi accorgo che ci dà punti anche sull’Italia

11 aprile


A oggi ci stiamo Berlusconi, Claudio Caprara e io

Al governissimo. Io l’avevo scritto alle 2 di notte.

11 aprile


La Rosa nel Pugno fa plaf ma è decisiva per il risultato di Prodi

L’articolo è stato chiuso quando sembrava che la Rosa avesse ottenuto 2 senatori. Non ne ha ottenuto nemmeno uno

11 aprile


Confusione orchestrata sul caso Plame

11 aprile


Inciucio

11 aprile


Berlusconi non concede

Notare che alla conferenza stampa del centrodestra Pierferdi Casini non c’era, sostituito da Cesa. Avea altro di più importante da fare?

11 aprile


Appunto

ELEZIONI: SE CDL FOSSE UNITA ALL’ESTERO, AVREBBE SENATO (AGI) – Roma, 11 apr – I risultati dello scrutinio del voto per gli italiani all’estero evidenziano un dato clamoroso. La Cdl si e’ presentata divisa anche nelle ripartizioni Nordamerica e Africa-Asia-Oceania, che eleggono ciascuna un senatore. Se la Cdl si fosse presentata unita, otterrebbe entrambi i senatori. Al Senato il risultato sarebbe rovesciato: la Cdl batterebbe l’Unione 158 a 156. I dati del Nordamerica per il Senato sono definitivi: Unione 37,95%; Fi 30,51%; Per l’Italia nel mondo con Tremaglia 13,47%; Udc 11,23%. I dati della ripartizione Africa-Asia-Oceania per il Senato riguardano 111 enti su 113: Unione 45,53%; Fi 36,25%; Per l’Italia nel mondo con Tremaglia 9,57%; Udeur 3,1%; Ft 2,93%; Lega 2,6%

11 aprile


Il Senato all’Unione (38 senatori comunisti, più Franca Rame e altri 3 marescialli dipietristi), ma per la fiducia servono 4 senatori a vita e gli aerei dall’Oceania sempre in orario

Anche nelle circoscrizioni estere il Polo ha preso più voti, ma non vale il voto per la coalizione (come in Italia). L’Ulivo dunque vince 4 seggi esteri perché si è presentato unito e da solo, mentre il Polo si è presentato separato con FI, Tremaglia, Udc, Lega, Mussolini eccetera
Riepilogo: il Polo ha preso più voti in Italia e all’Estero, ma a causa della legge elettorale del Senato con i premi di maggioranza regionali anziché nazionali come alla Camera, a causa della legge Tremaglia e della stupidaggine di essere andare separati nelle ciricoscrizioni estere ha perso il senato. Detto questo, se l’aereo da Melbourne ritarda e qualche senatore a vita ha il raffreddore, al Senato Prodi non ha la maggioranza.

11 aprile


Il vincitore

E’ The Right Nation, ci aveva azzeccato sia al Senato sia alla Camera meglio del sondaggio americano. Complimenti

11 aprile


La festa dell’Ulivo è da paese del terzo mondo

Spero che i radicali, almeno loro, non mi facciano vergognare.
Luca, tu non hai niente da dire?

11 aprile


La dichiarazione di Fassino, alle 2.40

Dimostra che la sinistra italiana non meritava il voto. Che vergogna.

11 aprile


Camera a Prodi, Senato a Berlusconi

Politicamente una sconfitta per l’Unione, clamorosa. Straordinario recupero del Caimano. Il margine popolare è più sottile a favore dell’Unione alla Camera (0,07%), più ampio al Senato per il Polo (1,25%). In generale Berlusconi ha preso 325 mila voti in più e supera il 50% al Senato, mentre l’Unione non ci riesce alla Camera. Ma a causa della legge porcata, la maggioranza di seggi è più ampia alla Camera, più piccola al Senato. Bisogna ancora vedere i seggi esteri. Arriva un governissimo? Ora vediamo se la sinistra è in grado di essere una sinistra civile. Viste le avvisaglie di ieri sera contro Matrix, sono cazzi.

11 aprile


Angius ha appena scaricato Prodi

A Porta a Porta

11 aprile, ore 1.53


Bilancio web

Sito di Repubblica vergognoso. Sito del Corriere strepitoso.

11 aprile


BUSH, SENZA GOVERNO SI VA VERSO CAOS E BAGNO DI SANGUE = (AGI/AFP)

Tranquilli, parla dell’Iraq

11 aprile


Peppino Calderisi eroe civile

Io sono stato il suo assistente parlamentare nei primi anni 90

11 aprile, ore 00.56


Qui lo dico

Al Senato vince l’Ulivo grazie alla legge elettorale porcata.
PS
Ha vinto di un seggio il Polo, nonostante un punto percentuale di vantaggio (ma mancano i 6 stranieri)

11 aprile, ore 00.12


Una sola cosa in mente

IL SONDAGGIO AMERICANO

10 aprile


157 a 152 (alle 20.02)

Per il Polo.

10 aprile


Rosapugnetta

Al momento la Rosa nel Pugno porta a casa una debacle (2,5%), ma può vantare di essere stata decisiva a far vincere l’Unione (e quei 41 senatori comunisti in maggioranza)

10 aprile (ore 20)


W l’Italia

Il Senato italiano, stando alla quarta proiezione, avrà 41 senatori comunisti (più 4 marescialli dipietristi e 3 mastelliani)

10 aprile (ore 20)

Dichiarazioni del giorno

“Una stagione si chiude e se ne apre una nuova all’insegna della serietà e per il bene dell’Italia”
(Patrizia Toia, Margherita)

“Vita l’Italia che non ha paura”.
(Anna Finocchiaro, Ds)

“Sarebbe un segnale davvero importante se le prime parole dei vincitori di queste elezioni politiche fossero di sostegno alla Locride e al vescovo Giancarlo Brigantini”
(Andrea Oliviero, presidente Acli)

“Un comportamento di Berlusconi e di Forza Italia che si può paragonare a quello del conte Ugolino che invece dei figli, per tenere, stanno mangiando gli alleati
(Vannino Chiti, Ds)

“Il vento di scirocco che oggi soffia da sud spingerà le vele del tuo governo. E’ tornata la primavera”
(Leoluca Orlando)

10 aprile


Quant’altro

“Abbiamo raddoppiato i voti e credo che sia una grande, straordinaria affermazione che risponde alla nostra politica di tutela dei valori fondamentali come la famiglia, la vita e quant’altro”
(Mario Baccini, Udc)

10 aprile


Prepariamoci a 5 anni terribili/3

Oggi Repubblica definiosce con convinzione “l’Anna Frank del Vietnam” una fanatica vietcong.

10 aprile


Prepariamoci a 5 anni terribili/2

Oggi Giovanna Melandri, sul Corriere, spiega a Hillary Clinton come si fa politica in America.

10 aprile


Prepariamoci a 5 anni terribili

E’ tornato Claudio Lolli. Il suo cd si intitola “Borghesia”. Uno dei brani si intitola “Majakovskij e la scoperta dell’America” e parla di “sfratto occidentale” e “economia del capitale”.

10 aprile


Questo fne mese ce la faremo a comprare il latte

Questa cosa che, improvvisamente, Repubblica scopre che “la ripresa è già ripartita” va oltre ogni possibile immaginazione.
(titolo di prima pagina ieri, pagina 11 oggi)

10 aprile


Guantanamo? “It was great”

Uno dei ragazzini afghani prigionieri a Camp Delta, ora rilasciati, dice al Guardian (dico: al Guardian): “Sono stato fortunato di essere stato lì, e ora mi manca”.
Estratti:
– He spent a typical day watching movies, going to class and playing football.
– Prison life was good, he said shyly, nervous to be receiving a foreigner to his family’s mud-fortress home.
– The food in the camp was delicious, the teaching was excellent, and his warders were kind. “Americans are good people, they were always friendly, I don’t have anything against them,” he said. “If my father didn’t need me, I would want to live in America.”
– “Americans are great people, better than anyone else,”
– “Americans are polite and friendly when you speak to them. They are not rude like Afghans. If I could be anywhere, I would be in America. I would like to be a doctor, an engineer or an American soldier.”
– Naqibullah, Asadullah and Mohammed Ismail were moved into one large room, which was never locked. They were taught Pashto (their own language), English, Arabic, maths, science, art and, for two months, Islam. “The American soldiers ate pork but they said we must never do that because we were Muslim,” said Naqibullah. “They were very strict about Islam.”
– The boys played football every day, and sometimes basketball and volleyball with their guards.

9 aprile


Piazzale Loreto

“Si avvertono i signori condomini che martedì 11 aprile alle 8.30 sarà chiusa l’erogazione dell’acqua negli appartamenti della scala A”.

9 aprile


Voto

Ho votato Caimano, per la prima volta (e credo ultima) alle elezioni politiche. Per sicurezza ho guardato soltanto dopo le liste dei candidati. Be’, quella del Senato è veramente orribile.

9 aprile


Voto nel Pugno

Telefonata: “Sono andato a votare Rosa nel Pugno, poi ho visto che capolista era Ugo Intini e non ce l’ho fatta. Ho votato Forza Italia”

9 aprile


No pedagoghi, no perbene

Giuliano Ferrara sul voto

8 aprile


The Right Cover

L’Economist e la copertina anti Cav. che in America diventa manifesto pro Caimano

8 aprile


Don Imbroglioni

Repubblica dà notizia del pezzo del Wsj su Berlusconi intitolato “Don Coglioni” e riporta, per dire quanto il Wsj abbia scaricato il Cav., questa frase: “Are there enough coglioni in Italy to take him at his word again?”. Peccato che la frase continui così: “Or to risk ignoring him?“.

8 aprile


Anche oggi

Le cronache dei giornali su Libby sono indegne.

8 aprile


Clic

Al direttore – Ieri sera mi ha telefonato un carissimo amico molto ulivista, molto vicino a Walter Veltroni e molto indignato: “Ma come cazzo fai a votare Forza Italia?… Ma come fai a votare quelli lì?”. Clic. In un attimo, me l’ha spiegato lui.
Giuseppe Cruciani

8 aprile


Vi ricordate?

… tutti gli osanna per la (non) riforma del Consiglio Onu sui diritti umani e tutti quegli editoriali sui giornali italiani che parlavano di ritorno al realismo e di passo indietro di Bolton, Rice, Cheney e Bush? Vi ricordate che vi avevo avvertito? Bene. Gli Stati Uniti non si candideranno al nuovo Consiglio di Ginevra. Il 9 maggio, giorno dell’elezione, capirete perché

7 aprile


Quando non fa scattare le manette è simpatico

Marco Travaglio ha scritto una lettera di rettifica al suo giornale:
“Cara Unità, ieri ho scritto che Irene Pivetti era stata presidente del Senato. In realtà, lo era stata della Camera. Me ne scuso con i lettori. E soprattutto con il Senato”.
(da Dagospia)

7 aprile


David Brooks, come Michele Serra meno la spocchia

Modelli Americani/6

Style – Il Corriere della Sera, aprile


Il voto e gli interessi

7 aprile


Don Coglioni

Il Wall Street Journal pubblica “Don Coglioni” (assonanza fonetica in inglese con Don Corleone), ritratto del Cav. al voto. E’ citato un prestigioso giornalista italiano. Non Severgnini, l’altro.

7 aprile


Ho scoperto che ci sono anche i radicali di sinistra

No, non parlo dei rosapugnisti. Ma di un partito, addirittura, che si chiama radicali di sinistra schierato coi Verdi. Oggi hanno pubblicato a pagina 39 di Repubblica una pubblicità elettorale comparativa rispetto alle posizioni dei rosapugnisti (con qualche errore). Però non sanno che qual è si scrive senza apostrofo.

7 aprile


Sì, sono incredibili

7 aprile


I giornali italiani sono incredibili

Dunque, Lewis Libby ha detto al procuratore federale che, tramite Cheney, è stato autorizzato da Bush a declassificare il National Intelligence Estimate (i documenti dei servizi che provavano i programmi nucleari di Saddam) alla giornalista del New York Times Jiudith Miller. Bush gli ha anche dato l’ok a fare il nome di Valerie Plame? Ecco che cosa scrivono i giornali americani (questo è il Los Angeles Times): “The court filing by Fitzgerald makes no allegation that Bush encouraged or authorized the disclosure of the identity of Plame to anyone“. Quindi no, anche perché Libby non è indagato per aver fatto il nome della Plame. Che cosa scrivono i giornali italiani online? Ecco La Repubblica: “La fuga di notizie che fece saltare la copertura dell’agente Cia Valerie Plame fu autorizzata dal presidente George W. Bush”. Più ambiguo il Corriere. Vedremo domani Caretto. Bene La Stampa (“Non ci sono indicazioni negli atti processuali che Bush o Cheney abbiano autorizzato Libby a smascherare l’identità di spia di Plame. Non ci sono neanche indicazioni che, nell’autorizzare Libby a divulgare informazioni top secret, Bush abbia violato la legge”). Tenete conto che la notizia era già uscita a febbraio e già allora i giornali italiani avevano scritto il falso.

6 aprile


“BASTA
Time for Italy to sack Berlusconi”

Sobrio titolo di copertina dell’Economist, di domani

6 aprile


Sobrio titolo di copertina di Panorama, di domani

“La mia Italia senza tasse”

6 aprile


Motivazione

Non ho mai votato il centrodestra, voto stavolta il Caimano perché, almeno a parole, su politica estera, economica e del lavoro propone cose che condivido pienamente. D’accordo, politica estera a parte, quelle cose che dice poi non le fa, non le ha fatte. E’ vero (anche se è un po’ ingeneroso: la riforma del mercato del lavoro e quella delle pensioni e una semplificazione fiscale le ha fatta). Il punto è che gli altri, cioè gli avversari, sono conservatori che quelle riforme non le vogliono fare nemmeno a parole, anzi una volta al governo le ritireranno o depotenzieranno. E poi c’è un’altra cosa: preferisco la visione della vita e della società del Caimano a quella cattocomunista.

6 aprile


Conosco molti cretini

Ma mai quanto quelli che hanno contestato i giocatori della Juve ieri sera

6 aprile


Uno dei miei deputati

Uno dei pochi deputati che stimo si chiama Gianni Vernetti, è della Margherita. Radicali a parte, probabilmente è il solo parlamentare di centrosinistra con un’idea di politica estera realmente filo-occidentale. Ha aperto un blog. Speriamo diventi ministro o sottosegretario.

6 aprile


Che cosa voterei oggi (-2, fine)

Deciso: voto Caimano.
(Sul Foglio, come votano i Foglianti: 40 a 37 per il centrodestra)

6 aprile


Trovati resti di bambini bolliti. L’altroieri. In Cina

Se questa storia è vera, siete (quasi) tutti coglioni
(grazie a Leibniz)

6 aprile


NeoAmericani

L’intervista a Michael Barone, stasera alle 22,30, su Nessuno tv (canale 890 di Sky), anticipata sul Foglio
Chi è Barone
Le 10 interviste

5 aprile


Senza Welfare State

Il piano di Charles Murray per sostituire lo stato assistenziale con un assegno da 10 mila dollari

5 aprile


Che cosa voterei oggi (-3)

Ho fatto un rapido riepilogo dei miei voti al Parlamento e mi sono reso conto che ho sempre perso le elezioni. Non solo, tranne che nel 1987, ho sempre votato per partiti che non hanno mai ottenuto il quorum per entrare in Parlamento, quindi sempre con l’eccezione del 1987, non ho mai avuto un mio rappresentante. Nel 1987 ho votato Partito Radicale, che ebbe 12 o 13 deputati. Nel 1994, 1996 e 2001 ho annullato la scheda del maggioritario e votato le varie liste pannella o bonino che mai hanno raggiunto il 4 per cento. Nel 1994 ho votato ad Alcamo. Nei collegi uninominali di Camera e Senato c’erano tre candidati, sei in totale. Alla Camera, per il Polo, c’era un ex sindaco Dc, mentre per i Progressisti c’era un altro ex sindaco Dc. Poi c’era un candidato della Dc, cioè del Partito Popolare. Ho annullato la scheda. Al Senato, invece, per il Polo c’era un ex sindaco Dc, mentre per la sinistra c’era un altro ex sindaco Dc. Infine c’era il candidato senatore del Partito Popolare. Insomma, ho annullato la scheda. Nel 1996 e nel 2001, a Milano, non avrei votato la sinistra, ma non ho votato Polo perché nel mio collegio alla Camera c’era Bossi e al Senato Buttiglione, o viceversa. Insomma, non ho votato. (Leonardo da Alcamo mi fa notare che gli ex sindaci erano soltanto due, il terzo era un omonino, il quarto democritiano e basta. Insomma c’erano sei ex dc, uno dei quali anche pediatra mio e di Leonardo)

5 aprile


Ma la sconfitta a cui tengo di più

è quella del 1992. In quel caso non ho votato la Lista Pannella, che invece entrò in Parlamento. Ma una lista alla quale ho lavorato attivamente (ero il coordinatore organizzativo) e che non ha raggiunto il quorum per qualche migliaio di voti a Roma. Era la lista Sì-Referendum di Massimo Severo Giannini, che tra i candidati aveva Giovanni Negri, Ernesto Galli della Loggia, Lisa Giua Foa, Massimo Teodori, Nicola Matteucci, Marcello Pera pre-papalino, Federico Zeri, Bruno Zevi, Peppino Calderisi, Giacomo Marramao, mentre tra i promotori aveva Rita Levi Montalcini, Victor Ukmar, Antonio Martino e Ferdinando Adornato. Alcuni di loro non ci sono più ma, pensateci, non sarebbe ancora oggi una lista (quasi) ideale?
Ho deciso: voto Caimano. Per perdere anche stavolta.

5 aprile


No Corrections

Ma, sbaglio, o Corriere e Repubblica non hanno scritto una riga sulla citazione sbagliata di Prodi?
E il bravo Gianantonio Stella che, sulla seconda pagina del Corriere di ieri, eras riuscito a scrivere questa grossolanità sull’Ici (e sul funzionamento del nostro ordinamento): “E che si tratta di una tassa, come dice la parola stessa, comunale e dunque estranea ai poteri del Governo così che il Cavaliere spaccia un sogno che non può spacciare”? S’è letto sul Corriere, per caso, una correzione?

5 aprile


Pippo è il più grande

4 aprile


Quest’anno il 5 maggio è venuto il 4 aprile

4 aprile


Una candidata dei Verdi dedica poesie a Bin Laden e ci spiega che il terrorismo è sopravvalutato

(qui le poesie, anche qui)

4 aprile


Che cosa voterei oggi (-4)

Mi pare si sia capito che la possibilità di votare Rosa nel Pugno sia definitivamente scartata, specie oggi che ho scoperto faccia parte della partita uno dei più grandi avversari ideologici dei radicali (e dei socialisti) negli ultimi 15 anni: l’avvocato comunista poi retino e “antimafioso”, Alfredo Galasso. Uno che, al confronto, Marco Travaglio vuole abolire le carceri. Chissà che cosa ne direbbe Leonardo Sciascia?

4 aprile


Caimano? Intanto hanno vinto gli Alligatori

Il titolo Ncaa
(grazie a Star Sailor)

4 aprile


Va bene Prodi, ma Zucconi?

Vittorio Zucconi, oggi, su Repubblica: “…Berlusconi, uomo di troppe vaghe letture per sapere che era una vecchissima citaziene di Bernard Shaw”. Peccato fosse di Andrew Lang.

4 aprile


“Non partecipo a una gara a chi le spara più grosse”

Prodi, ieri sera, a proposito della proposta berlusconiana di abolizione dell’Ici sulla prima casa. I fighetti di sinistra si sono subito mobilitati, giri di mail, indignazione eccetera.
Ora leggete qui.
(grazie a Fabio)

4 aprile


Sono stati più bravi

Chi aveva già deciso chi votare, non avrà certo cambiato idea dopo il dibattito. Ma resta il dubbio che Prodi tasserà e Berlusconi no. Quindi, tecnicamente, il dibattito è stato vinto Berlusconi – specie con la trovata dell’Ici, rovinata soltanto da un finale troppo artefatto. Berlusconi perderà, ma se avesse indovinato la svolta sul fisco qualche mese prima chissà. E, una volta che avrà perso, si ricordi di chi l’anno scorso gli ha impedito di ridurre le tasse, cioè di vincere le elezioni.

3 aprile


Il nuovo sito del New York Times

Fa schifo. Con caratteri piccolissimi, ora che anche Wittgenstein finalmente li ha allargati.

3 aprile


Ricevo e volentieri pubblico/2

“A scanso di denunce per minacce, specifico che si trattava di una frase ironica in quanto essa stessa in profondità paradossale: i neoconigli come te non hanno sangue, ma merda nelle vene. Che fatalmente gli arriva al cervello.
Lucio Iacono.
P.S. Fai un corso di scrittura, non dico di assumere uno stile giornalistico accettabile, non tutti possono essere dei Curzio Maltese e dei Michele Serra, ma ho purtroppo, per me, visto che scrivi davvero da far cagare. Ecco spiegato l’incarico per il Foglio”

3 aprile


Ricevo e volentieri pubblico

“Ciao Cristian Rocca, se mi trovassi da solo con te e senza testimoni, con i guanti, ci sono il 99 per cento di possibilità che ti taglierei la gola e ti berrei il sangue. Senza nulla di personale.
Lucio Iacono”.

3 aprile


Che cosa voterei oggi (-5)

Visto Sofri-Ferrara, ieri sera al Litta. Secondo me anche Luca, nel segreto dell’urna, voterà Caimano.

3 aprile


Non resta che ripetersi

Il disco dei “Non resta che Clara” che ieri Luca mi ha passato è imbarazzante

3 aprile


In realtà

Mi è piaciuta anche un’altra scenda del Caimano, quella di Margherita Buy che al telefono prova a raccontare il prepartita di calciotto.

3 aprile


Neoamericani – 10 interviste per sfatare l’America
(mercoledì ore 22,30 su Nessuno Tv – canale 890 di Sky)

Se vi è piaciuto Dalla Parte degli Angeli, o se l’avete perso, sappiate che da mercoledì, su Nessuno tv, comincia una serie in dieci puntate intitolata “Neoamericani – 10 interviste per sfatare l’America” di Stefano Pistolini, Francesco Bonami e me medesimo su Nessuno tv, la televisione di area Ds. Dieci puntate da 25 minuti ciascuna con analisti, editorialisti e uomini di cultura e spettacolo americani. Si parte mercoledì (a Juventus quasi eliminata) alle 22.30, con una mia intervista a Michael Barone, il più profondo conoscitore di dinamiche politiche ed elettorali di Washington.
La lista dei 10
Michael Barone
Ed Crane
Gary Schmitt
William Galston
Paul Berman
Marina Abramovic
Jeff Koons
David Byrne
Vito Hannibal Acconci
Stefano Tonchi

2 aprile


Il professor Barisone

A una domanda di Maria Grazia Bruzzone, a pagina 3 della Stampa di sabato, su Prodi, dice: “Lui è il front runner, l’inseguitore”.
(grazie a Simone)

2 aprile


I vincitori e i perdenti (della campagna elettorale, non delle elezioni)

I rosapugnisti sono i vincitori assoluti, sono ogni giorno sui giornali come se fossero il partito più grande dell’Unione e sui loro temi hanno costretto alla difensiva le altre componenti della coalizione. I diessini sono i perdenti, i più perdenti. Schiacciati dai centristi margheritici e dai socialisti liberali della Rosa nel Pugno, oltre che dalla sinistra antagonista, sono stati sulla difensiva su tutto e non hanno proposto nulla. Mi ricordano molto Mario Segni: come lui nel 1993, i diessini tre mesi fa avevano in mano l’Italia, ora ce l’ha in mano Rutelli. La Margherita è stata zitta e buona, ma con i rosapugnisti e Bertinotti è l’unico partito che si è mosso in modo intelligente e che avrà a dire nella prossima legislatura. Un altro vincitore è Bertinotti, ha messo nel frigo Caruso e si candida ad essere il nuovo Pertini. Dopo le elezioni chiuderà Rifondazione, aprirà Sinistra Europea e si papperà il correntone Ds che non entrerà nel partito unitario Ds-Margherita. Buon successo per Di Liberto, segretario di un partito inesistente che ora, grazie al neo-moderatismo di Bertinotti ma anche grazie alla sua performance a Matrix contro il Cav, è pronto per diventare il leader dei duri e puri. Inutili gli altri partiti. Appena tutto ciò si sistemerà, partirà il giochetto per la successione di Prodi.
Nel centrodestra ha vinto soltanto Berlusconi, con Tremonti. Gli altri sono stati soltanto comprimari. Però Fini in televisione è molto bravo. Forse il più bravo di tutti.

2 aprile


Che cosa voterei oggi (-6)

Visto l’imbarazzante Caimano. Lo voto.
PS
Una sola scena mi è piaciuta, quella con Silvio Orlando e Margherita Buy che si salutano da una macchina all’altra dopo la vendita della casa. Ma forse è merito di Damien Rice.

2 aprile


Sono loro che non ci vogliono andare

Imbarazzante articolo di Howard Kurtz, esperto iper liberal di media e dintorni per il Washington Post, a proposito del fatto che il 90 per cento dei giornalisti dei grandi giornali è di sinistra e proviene da riviste radicali. Secondo Kurtz, non sono i grandi giornali a ignorare i giornalisti di destra, sono i giornalisti conservatori che non se la sentono di lasciare le loro piccole riviste dove scrivono editoriali per andare a seguire la cronaca nera o quella locale in un grande giornale. Solo Michele Serra sarebbe riuscito a essere più chic.

2 aprile


Non è come le due Simone

2 aprile


Il guerriero freddo

Richard Perle ricorda Caspar Weinberger, il ministro della Difesa di Reagan che sconfisse il comunismo. (L’intelligente ma succube di ogni possibile spin del NYT, Paferrobyday, farebbe bene a leggere)

2 aprile


Le due società e il 9 aprile

Bisognerebbe scrivere un manifesto della società libera, contro la società del divieto

1 aprile


Bocca oggi

Sul Corriere dice che è colpa di Berlusconi se Giampaolo Pansa ha scritto “quei vergognosi libri”

1 aprile


I know what I like (colpo basso di Capezzone)

Che cosa voterei oggi DOPO AVER VISTO QUESTO (-7)

1 aprile


Che cosa voterei oggi (-7)

Visto Mentana. Voto Caimano.

1 aprile


“Il cosiddetto terrorismo”

Clementina Forleo, giudice in Milano, nella sua prefazione al libro di Ferdinando Imposimato, La grande menzogna.
“Ma è anche la tragica verità che emerge dall’elevatissimo numero delle vittime civili che tali conflitti bellici, mascherati dal fine di esportare la democrazia in tutto il mondo, hanno generato, con mezzi di distruzione ad altissima potenzialità offensiva ed in totale spregio del diritto internazionale umanitario. Accanto ed in connessione a tali orrori, non bisogna dimenticare quelli di non minore gravità legati alla situazione dei prigionieri di guerra, Guantanamo e Abu Graib, ormai portati nella loro cruda realtà a conoscenza di tutto il mondo e avallati da strutture istituzionali. Né possiamo tacere della compromissione delle garanzie difensive che ha accompagnato, purtroppo, parte dell’operato degli apparati inquirenti delle suddette democrazie nella lotta contro il cosiddetto terrorismo internazionale all’indomani di quel fatidico11 settembre 2001, data che sicuramente ha incrinato quel sistema di valori politici, ma soprattutto culturali e giuridici, baluardo del mondo occidentale”.
Walking Class (grazie) ne riporta altri estratti qui,
qui,
qui

1 aprile


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