Camillo di Christian RoccaUccelli di Rove

Macho-sessismo – La rivolta di Loretta
“Dice in giro che sono una puttana”, racconta al giornale The Politico Loretta Sanchez, deputata democratica al Congresso di Washington eletta in un collegio della California. L’accusa della Sanchez è rivolta al collega deputato californiano Joe Baca, presidente del caucus ispanico, il sottogruppo formato da 21 deputati latinos del Partito democratico. Baca nega e dice che le accuse sono false, ma Sanchez va avanti e aggiunge: “Baca tratta le donne come fossero merda”. Così s’è dimessa dal gruppo ispanico, seguita da altre due congresswomen, Hilda Solis e Linda Sanchez, quest’ultima sorella di Loretta, che confermano il macho-sessismo del presidente. La battaglia ispanico-democratica che si sta consumando al Congresso gira sui blog e sta sconvolgendo la delegazione californiana alla House of Representatives. E’ cominciato tutto a novembre, quando Baca è stato eletto presidente dei deputati ispanici, malgrado il voto contrario di Loretta Sanchez e l’astensione di quattro deputate. L’opposizione a Baca, allora, sembrava soltanto politica. Al massimo, le cinque deputate contestavano irregolarità nelle procedure di votazione. Qualche settimana fa sei deputati del sottogruppo ispanico sono usciti dal comitato di azione politica collegato al caucus, mentre all’inizio di gennaio quattro deputate hanno chiesto di ripetere la votazione con cui Baca è stato eletto presidente.
Amico caro – Ne parla tutta San Francisco
A San Francisco ci si diverte molto. Gavin Newsom è il sindaco star della capitale culturale della west coast, il politico democratico non ancora quarantenne che due anni fa decise improvvisamente di legalizzare le nozze omosessuali e di sposare migliaia di coppie gay che, per non perdere l’occasione, invasero San Francisco da tutta l’America mettendosi in fila per giorni davanti a City Hall. Il gradimento di Newsom da parte dei suoi concittadini è altissimo, oltre il 70 per cento, mai scalfito né dalle voci di una sua omosessualità nascosta né dal divorzio con la bella moglie anchor-woman della destrissima Fox News né da una recente storia con una studentessa ventenne né dal suo portavoce beccato dall’Fbi a scrivere sotto falso nome sui blog cittadini. Nei giorni scorsi, però, gliene è capitata una più difficile da gestire. Il suo grande amico Alex Tourk, architetto delle sue vittorie come Karl Rove con Bush, s’è dimesso da capo della campagna di rielezione perché la moglie gli ha confessato di aver avuto una relazione col sindaco ai tempi in cui lavorava nel suo ufficio come assistente personale. Newsom s’è scusato e dai suoi fan si sono sentite le prime critiche perché questa volta non si tratta di pruderie sessuale, praticamente assente in città, ma di aver tradito la fiducia di un amico e di essersi dimostrato un uomo senza principi. Ruby Rippey-Tourk ha raccontato al marito della sua storia con Newsom solo nello scorso weekend, come parte di un programma di riabilitazione dall’abuso di sostanze stupefacenti. Ai tempi della loro relazione, Newsom si stava separando dalla moglie Kimberly Guilfoyle, nota per le sue inchieste legali su Fox e per essersi presentata a un evento newyorchese per i diritti dei gay al posto del marito con queste parole: “So che molti di voi volevano vedere mio marito e che qualcuno aveva delle domande… Volete sapere se ci sa fare? Sì… Volete sapere se ce l’ha grosso? Sì… E’ bisessuale? No, a meno che non siate capaci di fargli (mimando il gesto di mangiare una banana)… migliori dei miei”.
Figlio mio – La scelta di Mary (Cheney)
La figlia lesbica (e incinta) di Dick Cheney ha partecipato a un evento newyorchese organizzato dalla rivista Glamour e ha difeso la decisione di avere un figlio spiegando che le coppie dello stesso sesso sono capaci di far crescere i bambini come gli eterosessuali. Mary Cheney sapeva che la sua scelta non sarebbe stata “la più popolare delle decisioni”, ma ha ribadito che la sua gravidanza non è “un manifesto politico”, è “un bambino, il dono di Dio, non può essere argomento di dibattito tra i partiti, è mio figlio”.

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