TigerenteLa doppia linea dei risarcimenti tra Berlino ed Atene

Proseguono le tensioni tra Berlino ed Atene. Questa volta però lo scontro si sposta dai corridoi di Bruxelles alle aule di tribunale. Alla fine di febbraio dello scorso anno, con la crisi greca orm...

Proseguono le tensioni tra Berlino ed Atene. Questa volta però lo scontro si sposta dai corridoi di Bruxelles alle aule di tribunale. Alla fine di febbraio dello scorso anno, con la crisi greca ormai aperta, il settimanale tedesco Focus andò in edicola con una copertina a dir poco provocatoria. Accanto al titolo: “Traditori nella famiglia dell’Euro” campeggiava la dea greca Afrodite con il dito medio alzato; dito rivolto presumibilmente agli altri paesi dell’Eurozona costretti ad allargare i cordoni della borsa per paracadutare la Grecia. La provocazione non piacque affatto ad Atene e ai suoi giornali, che replicarono con la più scontata delle accuse: nazisti. Il 29 giugno prossimo l’allora direttore della rivista Markwort e nove suoi collaboratori dovranno presentarsi di fronte ad un tribunale della capitale greca. L’accusa della procura è quella di oltraggio e vilipendio ai simboli della Repubblica ellenica.

Ciò porta alla mente un’altra querelle che oppone attualmente Berlino ed Atene. Nel gennaio scorso l’esecutivo di Papandreou ha infatti comunicato di voler intervenire nella controversia che oppone Germania ed Italia di fronte alla Corte internazionale di Giustizia dell’Aja. La questione è complessa e riguarda un principio fondamentale del diritto internazionale: l’immunità degli Stati dalla giurisdizione di altri Stati. Tanto le corti greche quanto le corti italiane hanno infatti negato l’immunità giurisdizionale alla Germania per le gravi violazioni dei diritti umani perpetrate dai nazisti ai tempi della II guerra mondiale, intimando a Berlino di pagare un risarcimento alle vittime costituitesi parte civile.

Da una parte la dea, dall’altra i nazisti. In mezzo: l’euro.

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