grand-tourPaesaggi da esporto

A New York c’è un paesaggio italiano omogeneo e cristallizzato che abita nei menu dei ristoratori. E’un distillato di ciascuna regione, che arreda gli ambienti, colonizza gli angoli e le specchiere...

A New York c’è un paesaggio italiano omogeneo e cristallizzato che abita nei menu dei ristoratori. E’un distillato di ciascuna regione, che arreda gli ambienti, colonizza gli angoli e le specchiere, si insinua persino nei tendaggi e nei tessuti.

Carico di nostalgia, è irrimediabilmente reso prosaico dalla lettura del numero di ingredienti di ciascun piatto (sempre 1 0 2 di troppo), ma rimane uno spaccato interessante della percezione all’estero di cosa sia l’Italia e il suo territorio.

Pur essendo stucchevole, cenare in un ristorante tipico rassicura e rende più inclini a teorizzare l’esistenza di una qualità residua del paesaggio in Italia, o almeno della sua esistenza nell’immaginario collettivo

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