Caccia al tesoroUn disegno salverà un pezzo di storia

Una domenica di sole, un po' di vento dalle montagne a rinfrescare l'aria, un casa degli Anni ’30 in pieno centro. E' Villa Necchi Campiglio, uno dei luoghi più nascosti della città, a cinque minut...

Una domenica di sole, un po’ di vento dalle montagne a rinfrescare l’aria, un casa degli Anni ’30 in pieno centro. E’ Villa Necchi Campiglio, uno dei luoghi più nascosti della città, a cinque minuti a piedi da Piazza San Babila. Pieno centro, per intendersi.
Qui, questo gioiello che il FAI ha riportato pochi anni fa a nuova vita, non è solo una scusa per tornare in piena epoca fascista, per ammirare le architetture e gli interni dalle linee nette, squadrate.
E’ un luogo dove si può sostare seduti nel giardino, tra la piscina e il campo da tennis, leggendo o sorseggiando un caffé.

In questi giorni, e fino all’8 maggio (orario di visita, dal mercoledì alla domenica, dalle 10 alle 18), entrando dal retro della villa e salendo due piani di scale, ecco un’interessante mostra a ingresso libero. “La mano del grafico” raccoglie 367 disegni autografi di 108 tra i più grandi grafici contemporanei.
La mano del grafico racconta il lavoro che precede il progetto di comunicazione visiva: dal disegno di una lettera al layout di una pagina di giornale, dalla progettazione di una mappa allo schizzo di una microscopica icona, da un manifesto a un sito web, dalla segnaletica di un ufficio postale all’interfaccia di un programma per computer”.

Impressionanti le differerenti tecniche utilizzate nei bozzetti come l’abilità nell’utilizzo di penne e matite di Italo Lupi e Giancarlo Iliprandi, gli inchiostri e i pennini del calligrafo James Clough, i collage di Atelier Vostok, i giochi di carta di Fanette Mellier, gli schizzi digitali di Esther Lee. Non potevano mancare, gli studi che hanno portato il grande Bob Noorda a creare la mitica “M” della metropolitana.

Disegni, idee e bozzetti strettamente legati alla realtà che ci circonda e che spesso la trasformano. Una selezione dei disegni sarà poi messa all’asta, il 12 maggio, per raccogliere fondi che aiutino il FAI a mantenere proprio Villa Necchi Campiglio.

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