grand-tourGenova lungomare

Cammina cammina, ci siamo fatti a piedi fino al centro di Genova, partendo da Boccadasse. Non che sia un granchè, una mezzoretta. Una passeggiata un primo mattino di qualche giorno fa, dopo un bag...

Cammina cammina, ci siamo fatti a piedi fino al centro di Genova, partendo da Boccadasse. Non che sia un granchè, una mezzoretta. Una passeggiata un primo mattino di qualche giorno fa, dopo un bagno sacrosanto prima di colazione, nella spiaggetta deserta ancora in ombra.

Ma il mare camminando si vede appena, diciamo la spiaggia, insomma quel confine ormai immaginario che sta fra l’acqua e la sabbia. Ecco: il bagnasciuga.

A noi architetti un po’ diverte tutta questa congestione, un’accozzaglia informe di cose senza un progetto, tutte perfettamente legali con regolari permessi, ma come affastellate senza un criterio che non sia la massima attrazione possibile, la soddisfazione di ogni capriccio del turista di massa.

Sarà la natura del divertimento vacanziero che ci sfugge, quel solo piacere della distrazione, certo, che solo un insieme eterogeneo di campi, cabine, tavolini, capanni, condutture, piscine, coperture, reti elastiche, lettini, passerelle, trampolini, tendaggi, calciobalilla può garantire.

In queste circostanze all’architetto viene sempre in mente Leça da Palmeira, Portogallo, un progetto e un paesaggio fusi insieme dal maestro portoghese, in un lontano 1966. Perchè in Italia le cose così sono complicate?

Arrivati al centro di Genova ci lasciamo il mare alle spalle e riprendiamo il treno. La prossima volta anche a noi proveremo l’idromassaggio a venti metri dall’acqua salata del mare, altro che passeggiare. Ci darà pur una qualche emozione che evidentemente ignoriamo!

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