YottabyteAltro che Eto’o: l’information technology ha scoperto ad agosto il piacere dello scoop

Il tormentone di Eto’o (e i milioni di euro collegati) non sono stati male ma anche l’information techonology ad agosto non ha voluto essere da meno.Si è partiti con l’annuncio ferragostano di Go...

Il tormentone di Eto’o (e i milioni di euro collegati) non sono stati male ma anche l’information techonology ad agosto non ha voluto essere da meno.

Si è partiti con l’annuncio ferragostano di Google. 12,5 Miliardi di dollari per acquisire il know-how e il brand Motorola nella telefonia. Immediata la ripresa su tutte le testate sia verticali sia generaliste e i parallelismi con Apple. Google sulle orme della Mela? Al via l’integrazione verticale hardware/software?
Le voci si stavano ancora rincorrendo che ecco Hewlett Packard che annuncia, dalla via voce del management di voler destinare ad altro uso WebOS (il sistema operativo acquisito con Palm), di voler uscire dal mercato dei tablet e di voler valutare la vendita della divisione PC (prima per quota di mercato nel mondo). Valutazione stimata circa 12 miliardi di dollari (un numero che ritorna).

La notizia questa volta era troppo grossa.
Il primo produttore che lascia i tablet (i risultati di vendita non erano confortanti ma la rapidità di scelta di entrata/uscita da questo settore ha lasciato decisamente basiti molti ossevatori) e decide di valutare lo spin-off o la cessione del ramo (scarsamente remunerativo) dei PC per focalizzarsi sul software con l’offerta per Autonomy. HP sulle orme di IBM (quando vendette a Lenovo)? Scelta l’integrazione orizzontale in netta contrapposizione a Google ed Apple? Le voci si rincorrono. E iniziano i rumors. Chi può permettersi l’acquisto? Lenovo (dopo IBM pronta al secondo step)? Samsung con l’acquisto di Gianfranco Lanci (ex Acer e grandissimo conoscitore del mercato e soprattutto dei produttori orientale di cui si serve HP)? Dell in grado in questo modo di fare un salto acquisendo un brand americano per di più?

Sembrava che di carne al fuoco ce ne fosse a sufficienza e invece questa mattina (in Europa) arriva l’annuncio di Steve Jobs (http://www.linkiesta.it/steve-jobs-si-e-dimesso): iResing! “Sfortunatamente quel giorno è venuto” rassegno le dimissioni e indico in Tim Cook (il numero due aziendale) il mio successore. Inutile dire che l’attenzione si è catalizzata su questa notizia. La conferma dello stato di salute (Jobs era in permesso medico da gennaio) e una notizia che tutti sapevano sarebbe arrivata….tanto certa che in borsa l’azione Apple ha subito perso 7 punti percentuali (per poi recuperarne 2). Di certo la notizia è di quelle da scoop di mercato e per Apple arriverà il momento della verità di mostrare al mercato di essere sani, solidi e non così tanto Jobs dipendenti mostrando che i risultati hanno solide basi.

Per tutto i mercato un momento importante di cambiamento e transizione, in attesa anche di capire come si muoveranno ufficialmente tutti gli orientali. E come al solito la risposta la darà il mercato (che per ora è in sofferenza). Stay tuned.

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