grand-tourArchitetture usa e getta

Manca poco all'inizio del Milano Film Festival questo venerdì sera, con quattro proiezioni in contemporanea, e nel "giardino" del Castello Sforzesco come ogni anno si illuminerà fino a notte fonda ...

Manca poco all’inizio del Milano Film Festival questo venerdì sera, con quattro proiezioni in contemporanea, e nel “giardino” del Castello Sforzesco come ogni anno si illuminerà fino a notte fonda la casa del festival, la Fastweb Media Tower: un volume leggero come sospeso sotto il quale ristorarsi piacevolmente tra una proiezione e l’altra, godendosi Milano in uno dei momenti migliori, sul finire dell’estate.

Durano poco queste belle architetture effimere, che si costruiscono in poche settimane, in tempi brevi e materiali leggeri, eppure sono intelligenti e sofisticati dispositivi d’accoglienza che meglio di tante architetture “pesanti” ridisegnano la nostra esperienza della città. Chi volesse approfondire troverà ormai molti libri in circolazione, uno degli ultimi è questo appena uscito… temporary architecture now!

C’è da dire che non tutte questi progetti sono così belli, segno che anche gli architetti fanno la differenza. Pensate ai molti accrocchi che sbocciano qui in città ad aprile durante il Salone del Mobile, così forse per la spiccata vocazione commerciale, o le più convenzionali strutture per lo più pacchiane del festival lagunare, ma lì si sa hanno ben altri problemi… al posto del Palazzo del Cinema c’è un grosso buco. (segue post)

Ma questo davvero è un festival giovane unico nel suo genere, con due neo direttori appena trentenni, architetti e grafici senza studi alla moda, che investe molto sugli spazi pubblici e sulla loro architettura, ottimizzando le risorse ma curando ogni dettaglio.

Da non perdere anche la casa dei registi, tutti riuniti nel nuovo ostello di Milano che davvero mancava, Ostello Bello appunto, aperto da quest’estate e già sempre pieno. Un po’ di buona architettura toccherà anche questa Milano capitale del della moda e del design? Noi lo speriamo, e evidentemente l’esser giovani conta qualcosa…

Per chi storcesse il naso per la prossimità al monumento simbolo della città, sul sito esterni ricordano la storica vocazione all’ospitalità del Castello, “che oggi è in sostanza un falso storico voluto da Luca Beltrami, potente e prepotente architetto che visse tra XIX e XX secolo.”

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