Il picchio parlanteBrunetta sempre a caccia del Nobel

Che la semplificazione normativa sia una delle "vitamine della crescita" siamo d'accordo tutti, anche se detto da lui sarebbe motivo di facili battute. Ma dire basta al certificato antimafia sembra...

Che la semplificazione normativa sia una delle “vitamine della crescita” siamo d’accordo tutti, anche se detto da lui sarebbe motivo di facili battute. Ma dire basta al certificato antimafia sembra più un regalo alla criminalità organizzata che un vero incentivo alla crescita. Siamo tutti stanchi di fare le file agli sportelli e di passare le giornate da un ente all’altro; su questo non si discute.

Certo è che il certificato in questione non è un eccellente deterrente contro le inflitrazioni mafiose, ma è pur sempre uno strumento che consente di denunciare chi ha avuto tentativi di infiltrazioni mafiose in passato. Si dirà che non sarà un banale documento a fermare l’azione illegale dei mafiosi, che hanno sempre più vita facile a guadagnare appalti tramite prestanome, ma non sarà grazie all’eliminazione di questo certificato che la situazione migliorerà.

Sempre in attesa di vedere realizzate le promesse del ministro Brunetta nel suo settore, ovvero la diminuizione dei costi della Pubblica Amministrazione(stimata intorno ai 20 miliardi-ipse dixit- 3 anni fà) ed una maggiore innovazione grazie alla digitalizzazione degli atti amministrativi, mi trovo in accordo con un’altra misura paventata, ovvero la soppressione del Durc(certificato unico di regolarità contributiva per le imprese).

Facciamo si che le aziende che fanno credito ai diversi enti, non debbano attendere troppo tempo per il pagamento della fornitura di beni e servizi; in alcune circostanze, questi ritardi si protaggono per anni e spesso queste aziende sono a rischio fallimento proprio per queste inadempienze. Diminuiamo questi tempi d’attesa e fare impresa sarà un tantino più semplice.

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