GesellschaftE’ colpa dei media: l’iperbole della spettacolarizzazione

La dichiarazione del premier fatta stamattina sintetizza in maniera esemplare questo ventennio. Il suo potere politico, ampiamente descritto da manuali e saggistica, può chiudersi con questa solenn...

La dichiarazione del premier fatta stamattina sintetizza in maniera esemplare questo ventennio. Il suo potere politico, ampiamente descritto da manuali e saggistica, può chiudersi con questa solenne e semplice locuzione: “E’ colpa dei media!”.
Nato con i media, una vita vissuta per i media, un’ascesa politica fatta a suon di media. La sua figura ha radicalizzato il rapporto tra pubblico e privato, esacerbando la relazione tra sistema mediatico e quello politico procurando non pochi danni sugli equilibri tra i due poteri.
Ma a quanto pare “è colpa dei media” anche la sua lenta (lentissima) uscita di scena. Sì, scena è il termine esatto proprio per comprendere l’iperbole che lo ha caratterizzato come uomo politico.
Il processo di spettacolarizzazione è stato uno dei punti centrali della comunicazione politica del premier. Dal contratto con gli italiani fino al predellino non c’è stato momento della vita politica del premier non soggettto alle regole dello spettacolo. Vita pubblica e privata per lui non hanno avuto distinzione. Parlamento o studi televisivi hanno avuto per lui lo stesso valore e – il più delle volte – quasi la stessa funzione.
Un corpo spettacolarizzato, reso politico, radicalizzato nelle sue forme rappresentative.
E potrei andare avanti per ore.
Ma chi conosce bene le regole della società dello spettacolo sa come funziona il sistema di produzione e accumulazione del capitale mediale. Esso produce ma – come ogni merce – è soggetta alle leggi del consumo.
Il capitale mediale accumulato è logoro. Non basta più accusare la sinistra, i comunisti, chi alza le tasse. Non basta più ricorrere alle boutade di fine campagna elettorale. Non basta più sostenere che c’è una parte della stampa italiana che è contro di lui. Non basta più scendere tra gli immigrati e piangere per i respingimenti. Non basta più consegnare chiavi di casa a terremotati.
A quanto pare il premier conosce questa iperbole e sa appunto cosa effettivamente sta accadendo al suo carisma mediatico.

E per una volta mi trovo d’accordo con lui.
“E’ colpa dei media” se il suo impero sta crollando.

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