YottabyteIFA Berlino: il barometro segna sereno (o almeno si spera)

Si sta svolgendo n questi giorni a Berlino IFA; la più importante fiera europea del Consumer Electonics e Home Appliance. Complice la tempistica settembrina, quest anno, di un settembre particolarm...

Si sta svolgendo n questi giorni a Berlino IFA; la più importante fiera europea del Consumer Electonics e Home Appliance.
Complice la tempistica settembrina, quest anno, di un settembre particolarmente movimentato (vedi http://www.linkiesta.it/blogs/yottabyte/altro-che-eto-o-l-information-technology-ha-scoperto-ad-agosto-il-piacere-dello-scoo) rappresenta anche un’ottima occasione per tastare il polso del mercato e raccogliere sensazioni su come sia la salute del mondo dell’elettronica. Elettronica in senso lato, ovviamente, con una gamma prodotti che copre dagli accessori per cucine di alta gamma agli hard disc passando per televisori e console di gioco.

Gli assenti sono i soliti ma chi fa parlare di più sono i presenti e in particolare i produttori orientali che vivacizzano i primi giorni della fiera con annunci e presentazioni di nuovi prodotti, fatto cui ci eravamo un po’ disabituati nell’era del web pervasivo.
Acer, HTC, Lenovo, Samsung, Sony, Toshiba (in rigoroso ordine alfabetico) hanno presentato una serie di nuovi prodotti che tutte insieme non si vedevano da parecchio tempo.

Le novità legate al mondo tablet hanno questa volta avuto il contraltare degli ultrabook (vedi http://www.linkiesta.it/blogs/yottabyte/ultrabook-intel-il-dado-e-tratto). La declinazione, lato notebook della nuova mobilità (ad un prezzo popolare). L’attenzione è molto alta e le aspettative vanno di pari passo visti i nuovi prodotti che hanno messo d’accordo la stampa di settore con commenti molto positivi.
Il comparto televisioni ha presentato soluzioni sempre più integrate nella casa con forte spinta sul design e sul 3D, con e senza occhiali mentre i tablet, ormai presentati da tutti i produttori, affilano le armi per una campagna di Natale che vedrà sugli scaffali, finalmente, un’offerta completa oltre al solito campione di vendite iPad.
Infine gli smartphone (in grandissima salute) avranno schermi sempre più grandi e processori sempre più potenti con un produttore, Samsung, che esplora una “nuova” via rispolverando il “pennino” quando ormai sembrava andato in pensione a beneficio del finger-touch.

Insomma il settore mostra segnali di vita positivi e l’ipotetico barometro segna sereno. La sensazione, girando per gli stand, è che pur con prospettive negative di crescita riconfermate anche nelle ultime settimane dagli analisti ci sia fiducia (o speranza) nel futuro.
Ovviamente, però, trattasi di pura sensazione, nell’accezione più animalesca del termine, un po’ come un felino che annusa l’aria circostante, ma è una sensazione percepita da molti.

E gli assenti?
Il futuro di HP resta sullo sfondo mentre il fantasma di Apple, che tanto ha creato scalpore nel mercato, aleggia in lontananza ma, a dimostrazione del fatto di come le direzioni delle due aziende siano molto differenti, nel giorno di apertura Cupertino (la mela markettara) con abile mossa di pr trova il modo di far parlare di sé.
Il ritrovamento di un sample di iPhone5 curiosamente smarrito a San Francisco rimbalza in rete. La notizia viene poi smentita ma a dimostrazione del fatto che è vero ciò di cui si parla, viene ormai data per certa.
Qualcuno più critico si chiede se Apple abbia bisogno di queste cose, è forse il segnale che vedono i concorrenti sempre più agguerriti? La domanda non fa neanche in tempo a posarsi sul tavolo di discussione che subito si aggiunge un nuovo capitolo nella saga Apple/Samsung con il colosso coreano costretto in fretta e furia a oscurare il materiale del proprio talbet (annunciato solo 2 giorni prima) e già oggetto della battaglia legale.

E’ un vero sintomo di paura o è una pura mossa di difesa del proprio know how?
Come al solito la risposta finale la darà il mercato. Stay tuned.

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Linkiesta Paper Estate 2020