grand-tourA Bolzano un museo che si apre alla città. In nome dell’arte.

Come riconoscere una buona architettura? Forse da quanto e come scambia con il suo immediato intorno, non solo fisico: la città, il paesaggio e la comunità che li abita. Ancor di più se la sua voca...

Come riconoscere una buona architettura? Forse da quanto e come scambia con il suo immediato intorno, non solo fisico: la città, il paesaggio e la comunità che li abita. Ancor di più se la sua vocazione è quella di edificio pubblico; ancor di più se la sua collocazione è strategica, cerniera tra città vecchia e città nuova, e se chi viaggia lentamente, a piedi e in bici, è quasi costretto a passare di lì, con suo grande piacere.

(sopra: Othmar Prenner, “Karl auf der Mauer“, Museion 2011, facciata mediale. Foto di Othmar Seehauser)

Tutto questo sembra coincidere in Museion, il nuovo Museo di Arte Moderna e Contemporanea della città di Bolzano, inaugurato nel 2008 e opera dello studio KSV Krüger Schuberth Vandreike, che ne ha ridisegnato anche gli spazi esterni con tanto di ponti per attraversare il fiume Talvera, esclusivi per ciclisti e pedoni, separatamente.

In contrasto con la flessuosa e ondivaga geometria dei ponti, l’edificio del museo è una scatola squadrata ma permeabile alla città, trasparente e luminosa, un contenitore funzionale alle multiple attività del museo: le grandi facciate strombate a tutt’altezza, per esempio, davanti e dietro, sono state disegnate proprio per far da schermo a grandi proiezioni su commissione; un dispositivo curioso, intelligente e duttile, che ben funziona anche ad una certa distanza.

(sotto: Teresa Margolles, “Frontera”, exhibition view, Museion 2011. Foto di Othmar Seehauser)

Il piccolo museo è sempre in trasformazione. Il piano terra a breve non ospiterà più le mostre, ma un allestimento di Martino Gamper, designer con base a Londra ma originario di qui vicino, che ne farà ancor di più un punto d’incontro della città. Sul fianco del museo, separato dalla pista ciclabile, un piccolo edificio isolato, una casa atelier a disposizione degli artisti in arrivo in città per lavorare. Al piano seminterrato una biblioteca aperta fino a mezzanotte, cinque giorni su sette, un patrimonio di 25.000 volumi specializzati nelle arti visive, e collocati accanto al patrimonio librario della quasi attaccata Facoltà di Design e Arti.

(sotto: Museion, casa atelier. Foto di: Ivo Corrà)

In un futuro molto vicino, a quanto pare, il museo si potrà attraversare fino a tarda sera, da parte a parte senza pagare un biglietto, come fosse uno spazio pubblico, e volendo sostare anche solo per un caffè, nel bar dentro il museo o appena fuori, nei prati illuminati lungo il fiume.

Se passate da quelle parti questo venerdì, in occasione della lunga notte dei musei, non perdetevi la serata di performance dal vivo per l’apertura di “La collezione attiva”, la nuova mostra sulla collezione con cui il museo chiude la stagione espositiva 2011.

Lo stesso giorno verrà inoltre presentato alla stampa il nuovo progetto di arredamento ideato per la casa atelier di Museion dal designer Harry Thaler. Chissà che non riusciate a entrare per dare un’occhiata… se non siete artisti potrebbe essere l’unica occasione!

(sopra: Carl Andre, Museion 2011/2012. Foto di : Augustin Ochsenreiter)

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