grand-tourAl MAXXI un’installazione tutta da riciclare. Dove finirà?

Archiviata definitivamente l'estate, il freddo è arrivato anche a Roma, e dopo una proroga, il sette novembre sarà smantellata l'installazione temporanea inaugurata a giugno all'entrata del MAXXI, ...

Archiviata definitivamente l’estate, il freddo è arrivato anche a Roma, e dopo una proroga, il sette novembre sarà smantellata l’installazione temporanea inaugurata a giugno all’entrata del MAXXI, il progetto WHATAMI dello studio romano starTT, vincitore di una selezione ad inviti per architetti under 35, frutto di una nuova collaborazione tra il MAXXI e il MoMa di New York.

Un puzzle di isolotti artificiali, alcuni mobili su ruote, tutto sintetico, in cui sono impressi arredi da spiaggia e conficcati giganti papaveri rossi, così da far ombra di giorno, e accendersi di notte, “una piccola area verde nella piazza del museo, per accogliere i concerti e gli eventi della stagione estiva del museo”, come da comunicato stampa.

La cosa forse più interessante, al di là dell’aspetto fin troppo ludico, più vicino alla fiera del mobile milanese che a un museo d’arte contemporanea, è che “l’allestimento prevede un doppio processo di riciclo: le colline saranno realizzate prevalentemente con materiali di riuso (paglia, membrana geo-tessile, plastica) e, dopo lo smontaggio, saranno donate al quartiere per essere riutilizzate, insieme con gli elementi luminosi.”

Ora, la questione è che, dalle poche notizie che abbiamo, non è molto chiaro se questo accadrà e dove, insomma in quale spazio pubblico della capitale verrà re-installato il progetto, mentre ci sembra che sia forse l’unica cosa da garantire, per un buon esito dell’iniziativa.

Bisogna anche dire, nonostante qualcuno provi a sostenere il contrario, che l’installazione gemella negli spazi del PS1 a New York, Holding Pattern di Interboro Partners, ha l’aria più leggera ed è per definizione legata al quartiere, anzi è proprio un contenitore ben confezionato che si riempie, quasi per osmosi, di un’eclettica raccolta di panchine, specchi, tavoli da ping-pong, lampioni: “uno spazio finalizzato a stimolare il senso della comunità creando un ambiente incentrato sul pubblico più che sulle performance”, e anche le soluzioni di design, al di là dei concetti e delle metafore, sono meglio risolte.

Comunque ci auguriamo che anche la giocosa installazione nella piazza del MAXXI vada a buon fine, finisca il suo ciclo per la completa soddisfazione dei giovani progettisti, che come ci assicura Luca Diffuse nel suo report qui a questo aspetto sono molto sensibili. Dunque una volta smontata a giorni, in tempi brevissimi speriamo finisca per colorare un pezzo di città, e non in un qualche magazzino sperduto a mangiar polvere.

Se non fosse così, sarebbe l’ennesima dimostrazione che, nonostante l’illustre gemellaggio, alle migliori intenzioni…

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