Quello che non c’èQuello che non c’è: Utilità

Servirebbe a qualcosa ammettere che il nostro Premier ha almeno in parte ragione sulla squallida maniera con cui l'Italiano Medio affronta la crisi, tanto da dubitarne; riflettere su come il mio Si...

Servirebbe a qualcosa ammettere che il nostro Premier ha almeno in parte ragione sulla squallida maniera con cui l’Italiano Medio affronta la crisi, tanto da dubitarne; riflettere su come il mio Sindaco invece somigli a quei commercianti che perchè hanno subito un ammanco rincarano la merce per gli avventori successivi; lamentarsi che il vento puzza di chiuso; dire al mondo che The Walking Dead è l’unica serie talmente lenta che a doppia velocità nemmeno i dialoghi sembrano veloci; chiedere ai comici di cercare in qualche modo di ricominciare a farci sorridere e smetter di prestarsi alle propagande; chiedere ai giornali di propaganda di smettere di farci ridere; pregare la signora di parcheggiare meglio?

No. Non servirebbe a niente. Come non è utile scrivere un romanzo con l’ambizione di scrivere un grande romanzo: un grande romanzo è quello scritto per dire qualcosa. Non è utile fare il politico, il giurisprudente, il medico per i lauti compensi: cioè, non è utile agli altri, e nemmeno alle proprie coscienze. Non è utile gridare a gran voce che viviamo in un mondo corrotto, che andrà sempre peggio, che non c’è futuro: sarebbe utile rifiutare la corruzione, tentare di migliorare le cose, e calcolare che dopo il No Future sono trascorsi altri 34 anni. Non è utile suonare il clacson in coda al semaforo: sarebbe stato utile andare al lavoro coi mezzi. Non è utile un medico della mutua disponibile due pomeriggi a settimana e solo su appuntamento: no, non è utile e basta. Non è utile una bicicletta in una città senza piste ciclabili: è autolesionismo. Non è utile avere sempre da ridire su tutto: ma che ci posso fare, è come il pettegolezzo, un peccatuccio così divertente…

E questo post, non è utile per niente. Non è neanche divertente.

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