Rimetti a noi i nostri debiti – 1

Da oggi comincia su questo blog una piccola rassegna di post dedicati al debito pubblico da un punto di vista storico. Mai come in questi giorni c'è voglia di "educazione finanziaria".             ...

Da oggi comincia su questo blog una piccola rassegna di post dedicati al debito pubblico da un punto di vista storico. Mai come in questi giorni c’è voglia di “educazione finanziaria“.

La gente vuole capire, non solo per salvare i propri risparmi, ma anche per il semplice desiderio di partecipare non passivamente alla mole di informazioni che ci bombarda ogni ora.

Ieri passeggiavo per via della Moscova, a Milano. Due donnone, eleganti entrambe e imbacuccate nel gelo di fine novembre, conversavano tra loro.

“Devo cominciare a pensare ai regali. Andiamo alla Rinascente oggi pomeriggio?”diceva la prima, di fronte a un semaforo rosso

“Devo fare un salto dalla sarta. Mi s’è aperto uno spread nella gonna” la risposta della seconda mentre lanciava una risata alla Eddy Murphy e si accarezzava gli orecchini.

Una bella intervista a Matteo Motterlini mostra il ruolo della paura e dell’irrazionalità in fasi profondamente critiche, quali quella attuale.

In ‘Rimetti a noi i nostri debiti‘, attraverso episodi illuminanti dei secoli scorsi, cercheremo di far luce su questioni attuali stringenti: accumulazione del debito, interessi, stampare moneta.

Ogni due giorni una piccola cronaca dal passato, che ancora, riteniamo, ci può insegnare molte cose. Lo faremo con lentezza e, speriamo, con simpatia: “la Lumachella de la Vanagloria, ch’era strisciata sopra un obbelisco, guardò la bava e disse: – Già capisco che lascerò un’impronta ne la Storia“.

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