PAPAGENO - Incursioni nella musica d’oggiSpeciale Antalya 2

Breve conversazione con Fazil Say a proposito della sua musica, in occasione del concerto inaugurale dell'Antalya International Piano Festival. Di suoi brani in programma c'erano il Concerto per tr...

Breve conversazione con Fazil Say a proposito della sua musica, in occasione del concerto inaugurale dell’Antalya International Piano Festival. Di suoi brani in programma c’erano il Concerto per tromba op. 31 e la Istanbul Symphony op.28.

Qualche titolo delle tue opere: Mesopotamia, Istanbul Symphony, concerto per violino Le mille e una notte, i concerti per pianoforte e orchestra Silk Road e Silence of Anatolia. Titoli esotici, che ci guidano nella tua terra.

E’ vero, sì. In questi brani ci sono numerosi elementi della musica turca, che appartiene a una cultura molto ricca: il folclore turco, la musica del serraglio di Istanbul, musica religiosa e musica di numerosi popoli. Per centinaia di anni ci sono stati tanti armeni, greci ed ebrei, che vivevano insieme in Istanbul. Oggi meno. Ispirato da tutte queste diverse culture esistenti in Turchia, desideravo mostrarle nei miei brani musicali. In Istanbul Symphony sono protagonisti tre strumenti della tradizione turca: il flauto nei, il canon e alcuni strumenti a percussione.

Strumenti antichissimi. Il Flauto Nei è un flauto persiano, suonatori di ney sono rappresentati sulle pareti delle piramidi egizie. L’invenzione del canon, strumento monocorde, è attribuita a Pitagora.

E’ musica descrittiva?

Non è del tutto musica a programma. Certo, c’é una storia dietro a tutto. Ad esempio, nel primo movimento della Istanbul Symphony si torna al 1453, quando gli Ottomani, guidati dal Sultano Maometto II entrano in Istanbul e vincono i bizantini, i turchi prendono Istanbul. La musica lo racconta. Molte cose, nei miei pezzi, riguardano fatti di questo genere, e come si possono raccontare con la musica. Sai, ho cominciato a comporre e a suonare il pianoforte, le due cose insieme, quando avevo 5 anni. Il mio maestro, che era un eccellente maestro, era stato allievo di Alfred Cortot, a Parigi, mi diceva sempre: “prima di tutto, prima di ogni lezione, un po’ di improvvisazione”. Mi chiedeva: “cosa hai visto oggi? Dimmi, raccontami con il pianoforte”. Dovevo raccontargli, attraverso le note, che avevo visto automobili, il traffico in città, imitavo i suoni e il carattere di queste cose. Gli raccontavo ad esempio che avevo giocato a calcio, suonando il pianoforte. L’improvvisazione ha l’obiettivo di raccontare qualcosa con la musica.

ll primo movimento di Istanbul Symphony, Nostalgia.

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