De GustibusEco-Cucina rivoluzionaria: la lavastoviglie per cuocere a impatto (quasi) zero

Secondo gli studi di Altroconsumo una lavastoviglie classe A con programma Eco consuma 16 litri d’acqua e 1,5 kwh ed i litri d’acqua raddoppiano quasi con un elettrodomestico di classi inferiori. P...

Secondo gli studi di Altroconsumo una lavastoviglie classe A con programma Eco consuma 16 litri d’acqua e 1,5 kwh ed i litri d’acqua raddoppiano quasi con un elettrodomestico di classi inferiori. Per evitare un inutile dispendio di energia e spreco di acqua, è quindi consigliabile utilizzare la lavastoviglie a pieno carico, il che per microfamiglie, coppie e single, significa lasciare i piatti sporchi in lavastoviglie almeno per un paio di giorni, prima che il carico sia completo e a quel punto diventa difficile utilizzare un lavaggio a basse temperature, anch’esso suggerito per limitare i consumi.
l’idea rivoluzionaria per unire l’utile all’utile, risparmiando tempo ed energie proprie oltre che della lavastoviglie, è usare il medesimo elettrodomestico contemporaneamente per lavare e cuocere. Il vapore che si sprigiona durante il lavaggio fornisce infatti una temperatura a cottura moderata e costante, la stessa che, secondo molti chef blasonati, che utilizzano sofisticati macchinari appositamente creati allo scopo, rimane uno dei migliori metodi di cottura per garantire gusto, sapore e consistenza ottimale. Gli alimenti cotti in lavastoviglie mantengono inalterate le loro proprietà nutrizionali, non si induriscono, non si “sgonfiano” (come quelle fettine che, cotte in padella, assumono proporzioni microscopiche) e si conservano in frigo per più giorni.
Menu per tutte le stagioni ed occasioni sono raccolti in “Cucinare in lavastoviglie”, edito da Gribaudo, una rivoluzionaria bibbia del food eco-friendly. L’autrice, Lisa Casati, esperta in rischi ambientali, è anche un’appassionata cuoca che, unendo la sua passione per il gusto con il gusto per la ricerca, è diventata portabandiera dell’ecologia in cucina.
A completare i suggerimenti per evitare gli sprechi ai fornelli c’è “La Cucina a impatto (quasi) zero”, edito sempre da Gribaudo per la stessa firma. Il Nickname Lisca con cui la Casati firma il blog www.ecocucina.org, che abbonda di dritte ecocompatibili da adottare in cucina, la dice lunga sulla sua capacità di utilizzare tutto, ma proprio tutto, di ogni alimento: torsoli, scorze e bucce vengono riciclati e, lei giura, non sono affatto meno commestibili o saporiti delle parti “nobili” di frutta e verdura.
Ma come si cucina in lavastoviglie? Carne, uova, pesci e molluschi, frutta e ortaggi vanno chiusi ermeticamente in vasetti di vetro o sacchetti per il sottovuoto adatti alla cottura (contenitori che, lavati ed asciugati, possono essere riutilizzati più volte, riducendo ulteriormente gli sprechi) e il tutto va cotto utilizzando il ciclo di lavaggio più adatto alla ricetta, considerando che ad un Lavaggio eco corrisponde una cottura a bassa temperatura (50° – 55° C), ad uno normale una cottura a media temperatura (60° – 65° C) e a quello intensivo una cottura a temperatura medio alta (70° – 75° C).
Ecco quindi un breve vademecum del perfetto eco-chef: organizzate un invito a cena con lavastoviglie a metà carico, preparate i vasetti delle varie portate, calcolate che il tempo di cottura (pardon, lavaggio) coincida con l’arrivo dei vostri ospiti. Schiacciate start, andate sotto la doccia e preparatevi con tutta calma. Apparecchiate con le stoviglie appena lavate (che in più avranno il pregio d essere piacevolmente tiepide) e per un effetto Eco-High-tech, che fa molto professionista del fornello, servite le monoporzioni direttamente nei vasetti e nelle buste sottovuoto, senza dimenticare di aggiungere la forbice alle posate. A cena terminata, riponete piatti e bicchieri in lavastoviglie e scegliete dalle ricette di ecocucina.org cosa desiderate a colazione, quindi programmate la partenza ritardata e troverete l’uovo alla coque pronto per la colazione, tra una pirofila e lo scolapasta.

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