FuoriserieL’omosessualità non è contagiosa. E mo’ basta.

C'è bisogno di scriverlo a caratteri cubitali, perché ogni volta che in un qualche telefilm si parla di omosessualità c'è qualche associazione cattolica che scatta sull'attenti. Okay, ve lo ripetia...

C’è bisogno di scriverlo a caratteri cubitali, perché ogni volta che in un qualche telefilm si parla di omosessualità c’è qualche associazione cattolica che scatta sull’attenti. Okay, ve lo ripetiamo ancora una volta, è una cosa scientifica: non è contagiosa, non è una malattia. Eppure l’Aiart (Associazione Italiana Ascoltatori Radio e Televisione), la Onlus fondata nel ’54 per iniziativa dell’Azione Cattolica, non sembra esserne convinta, tant’è che ha chiesto la sospensione di Fisica o chimica, la serie spagnola trasmessa da Rai4 nel primo pomeriggio. Il motivo? “La serie – si legge nel comunicato dell’Aiart – propone scene dirette che inducono i giovani al “sesso spinto”, all’omosessualità”.

Per una volta dalla Rai è arrivata una risposta rincuorante, che fa pensare che forse anche per la bigotta TV nazionale qualcosa è cambiato: Carlo Freccero, direttore del canale, ha subito preso le difese di questa serie ambientata in un immaginario liceo di Madrid.

Trovo tutto ciò scandaloso – ha detto a TV blog – , perché la serie in questione la ritengo assolutamente pedagogica, tratta i temi del razzismo, dell’omosessualità fra i giovani, certo questi argomenti nella serie TV sono affrontati con realismo, ma sempre in chiave didattica. […] Mi chiedo come in un paese europeo, laico come è l’Italia, si possa chiedere in modo così perentorio ed integralista la sospensione di questa serie. Lo ripeto, sono profondamente scandalizzato e allibito.

La polemica tra Luca Borgomeo, presidente dell’Aiart, e Luca Freccero si è poi spostata sul piano personale con le accuse di quest’ultimo nei confronti dei primi (definiti “fondamentalisti”) che avrebbero impedito a Freccero di approdare a Rai1. Come andrà a finire lo stabilirà un giudice, dato che l’Aiart ha querelato il direttore della rete.

Ma dei battibecchi personali, onestamente, poco ci importa. Quello che vale la pena sottolineare è che davvero ne abbiamo le scatole piene di tutte le associazioni che ogni occasione è buona per chiudere un programma perché non rispecchia i classici standard cattolici. Siamo uno Stato laico, quindi, pietà, risparmiateci polemiche sterili e inutili che all’alba del 2012 non hanno proprio motivo di esistere. Davvero, ‘mo basta.

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