Elezioni in Iran: i primi risultati

In Iran il conteggio delle schede è proceduto lentamente per tutto il giorno. I giornalisti attendono, con poco entusiasmo, che vengano dati i risultati. Risultati che sono stati già pronosticati d...

In Iran il conteggio delle schede è proceduto lentamente per tutto il giorno. I giornalisti attendono, con poco entusiasmo, che vengano dati i risultati. Risultati che sono stati già pronosticati da alcune piccole anticipazioni nel corso della giornata, e dai sondaggi di un regime che non si fa scrupolo di truccare il voto. La prima notizia che è stata data è la sconfitta della sorella del presidente Ahmadinejad, candidata nella sua circoscrizione per un posto in parlamento. Perché uno dei messaggi chiari che il regime vuole che passi da queste elezioni è che il presidente è politicamente finito.

I leader del movimento verde, che avevano osato sfidare (e probabilmente battere) Ahmadinejad alle scorse elezioni, sono agli arresti domiciliari e hanno lanciato una campagna di boicottaggio dell’elezione. Per la Repubblica islamica un basso turnout sarebbe un segnale della mancanza di legittimazione, pertanto ha fatto di tutto per evitarlo. Ma per quanti sforzi si siano fatti per portar le persone a votare, il regime ha puntato su altri metodi per non perdere la faccia davanti al mondo, come truccare i dati o alterare la percezione del risultato tramite i media.

Il primo dato truccato? E’ il turnout. Mentre il dato ufficiale parla di un’affluenza alle urne del 65 per cento, in realtà dovrebbe essere di molto inferiore. Secondo alcune analisi intorno al 40 per cento. Il regime non ha permesso agli osservatori internazionali di controllare la regolarità delle operazioni di voto, ma ha lasciato che qualche decina di giornalisti avesse la possibilità di fare un tour nella capitale: sono stati accompagnati a visitare alcuni seggi, ma è stato loro vietato allontanarsi dalla “visita guidata”, probabilmente per paura che vedessero di persona scene che sono facilmente reperibili su internet: seggi molto meno frequentati di quelli aperti ai reporters. I giornalisti italiani sono stati più furbi degli altri e sono riusciti a documentare di persone la messinscena.

Ma il risultato delle elezioni è importante non solo per quanto riguarda il numero di gente che vota, ma anche per chi viene eletto, per cui forse qualche numero sarà rivisto anche lì. Il Leader Supremo Khameneì, la massima carica del paese da 23 anni, non va più d’accordo con il presidente Ahmadinejad, e sta facendo il possibile per relegarlo ai margini della vita politica del paese.

Ecco i risultati provvisori delle elezioni.

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Linkiesta Paper Estate 2020