Come ai tempi di Ballarò, Silvio chiama Sportitalia. E lo studio invoca: “Torni in campo!”

C'era una volta Silvio Berlusconi. Premier, patron e uomo di tv che telefonava in diretta al processo di Biscardi per parlare del suo Milan. State tranquilli: il Cavaliere c'è ancora, seppur ben m...

C’era una volta Silvio Berlusconi. Premier, patron e uomo di tv che telefonava in diretta al processo di Biscardi per parlare del suo Milan. State tranquilli: il Cavaliere c’è ancora, seppur ben mimetizzato dietro le quinte della scena politica. E sopravvive pure quella verve calcistica che non poteva spegnersi in un’estate di bollenti trattative. Proprio giovedì infatti, Berlusconi ha deciso di alzare la cornetta nel corso della trasmissione “Speciale calciomercato”, in onda sulla tv tematica Sportitalia.

Il programma condotto da Michele Criscitiello, che del canale è volto noto e primadonna, si stava occupando della vicenda Thiago Silva quando ecco giungere la telefonata di Silvio Berlusconi. Come ai vecchi tempi, come quando Aldo Biscardi invitava i suoi ospiti in studio a non parlare “in più di tre o quattro per volta che sennò non si capisce niente”.

Cambiano contesto e conduttore, ma il protagonista resta lui. “Il vecchio cuore rossonero di Silvio Berlusconi ha permesso di rifiutare questa offerta, Thiago Silva è un grande uomo”. E poi ancora parole di miele per Galliani e un occhio alla crisi perché “anche la mia famiglia è stata colpita da un grande salasso, una vera e propria rapina del millennio, versando 564 milioni di euro in contati per il Lodo Mondadori”. Un Silvio show con la solita grinta comunicativa che lo contraddistingue.

La notizia vera però sta nella reazione di Michele Criscitiello, piuttosto incredulo ed emozionato per la telefonata ricevuta. Dopo vari ringraziamenti, il conduttore sveste i propri panni e rivolge a Berlusconi un appello politico: “torni presidente, dopo il calcio torni anche in altri ambiti perché qui ci stanno massacrando con le tasse“. Endorsement o sbrodolamento? Ai telespettatori l’ardua sentenza (e la nostra solidarietà).

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Linkiesta Paper Estate 2020