Colpo di taccoNarducci si dimette, de Magistris pensa a Ligabue ma parla con Bersani…

Non sorprendono nessuno ma fanno parlare tutti, le dimissioni dell'assessore alla legalità, Giuseppe Narducci, segnano in maniera forte il primo anniversario dell'amministrazione arancione, anche ...

Non sorprendono nessuno ma fanno parlare tutti, le dimissioni dell’assessore alla legalità, Giuseppe Narducci, segnano in maniera forte il primo anniversario dell’amministrazione arancione, anche se, c’è da dirlo, erano ampiamente pronosticate.

Solo pochi giorni fa i due si erano beccati apertamente, il Sindaco infatti piccato dalla continua posizione di veti dell’ex pm della Procura di Napoli ebbe a dire nei suoi confronti «mi scrisse con un sms di voler entrare in giunta, viveva probabilmente un momento di difficoltà in magistratura» e si beccò la replica secca di quest’ultimo: «Non sono io, mi pare, quello che ha avuto problemi e ha dovuto lasciare il mestiere di pm». Per de Magistris è stato come gettare sale su una ferita aperta da tempo, da quando Raphael Rossi venne cacciato dall’ Asìa, scelta che Narducci non condivise per nulla, fino alla famosa delibera 206, quella dell’Insula dell’Antica Dogana, che si estende dall’area del porto fino al teatro Mercadante, area dove tra l’altro, insiste proprio un albergo di Romeo, in merito al quale il soprintendente Gizzi ha rilevato ben quattro tipologie di abusi. L’operazione potrebbe estinguere il debito di circa 50 milioni di euro che Romeo vanta con il comune di Napoli, ma a Narducci non va giù e non vota la delibera. Allora de Magistris decise di non impugnare l’ascia di guerra ma oggi fa sapere: «si tratta di provvedimenti presi sempre nel rispetto della legge, rispetto a cui questa amministrazione non prende e non prenderà mai da nessuno lezioni ‘ex cathedra’, soprattutto tenendo conto che la legalità non si strumentalizza a fine politico ma si pratica nell’interesse collettivo».

L’uscita di scena dell’ex pm della procura di Napoli potrebbe essere però solo la punta dell’ iceberg, Narducci infatti non è il solo a nutrire malumori: «Questione ASIA, vicende Raphael Rossi e Romeo sono state, per noi, sin dal primo momento, assolutamente inaccettabili. La decisione dell’Assessore rafforza questo nostro pensiero ed impone un chiarimento nella maggioranza», queste le parole dei consiglieri di Napoli è Tua, Gennaro Esposito e Carlo Iannello. Quest’ultimo, come si vocifera nei corridoi di palazzo San Giacomo, avrebbe avuto un diverbio col Sindaco, in occasione della cena tra i componenti di “Napoli è Tua”, organizzata da de Magistris in virtù della costruzione di una eventuale lista per le elezioni nazionali, una lista civica composta senza badare troppo all’appartenenza politica, un passo che potrebbe causare dei malumori tra i suoi stessi consiglieri, un passo che alcuni imputano alla longa manus di Pierluigi Bersani in vista di un probabile apparentamento nazionale…

Il PD appunto, ora i suoi quattro consiglieri potrebbero tornare utili per rafforzare un equilibrio oramai sempre più precario. E se il segretario regionale Amendola è più attendista, il responsabile comunicazione provinciale Nicodemo rilancia subito l’entrata dei democratici all’interno della giunta… magari il nome potrebbe essere quello della professoressa Paola De Vivo, che alcuni davano come vicesindaco un anno fa, ai tempi della prima composizione della squadra arancione. Nel frattempo il ruolo di Narducci potrebbe essere affidato al tenente colonnello Auricchio, capo gabinetto di de Magistris, posizione che verrebbe coperta dal suo vice Nardi. Anche se proprio in queste ore, durante la presentazione del concerto di Ligabue (a Napoli il 20 luglio), pare che il Sindaco abbia chiesto al rocker:«Vuoi fare l’assessore? A me ne serve uno…».

Insomma, pare averla presa con filosofia, ma a dirla tutta, se così fosse, non si spiegherebbe l’opera di demolizione mediatica ai danni del suo ex assessore, infatti, nel comunicato fatto diramare si legge:«Doveva realizzare una struttura efficace contro la corruzione e il malaffare ma non ha portato nessun risultato in tal senso» – e poi rincara la dose, per assicurarsi il pieno appoggio dell’ala movimentista – «spesso è accaduto che declinasse la politica non come risoluzione dei problemi volta alla tutela dei più deboli nell’orizzonte della legalità e del diritto, ma come cieca intransigenza e furioso formalismo della norma, spesso paradossalmente accanendosi con i più deboli, arrivando a confondere legalità formale con legalità sostanziale, strumentalizzando politicamente il rispetto della legge e della Costituzione che devono necessariamente realizzare la giustizia sociale (penso a quanto accaduto con la vicenda di via Bologna)». Parole forti, fortissime, de Magistris sa bene che l’uscita di Narducci non è paragonabile a quella di Rossi o Vecchioni, che il clima è molto più teso anche perchè ora all’ordine del giorno c’è l’approvazione del bilancio. Per questo le dimissioni dell’ex pm sono un duro colpo, un colpo ben assestato, che potrebbe trasformare lo slogan “amma scassato” in “ci stiamo (moderatamente) scassando”

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