ÈvvivaQuando un giorno di lavoro ti COSTA 38,00 euro. Per due bambini.

Otto giorni alla chiusura dell’asilo dei bambini. Al netto dei sabato e delle domeniche. Solo otto. Cazzo. È cominciata così la mia giornata. Come un grido di battaglia. Così, alle 12, mi trovo fuo...

Otto giorni alla chiusura dell’asilo dei bambini. Al netto dei sabato e delle domeniche. Solo otto.
Cazzo.
È cominciata così la mia giornata. Come un grido di battaglia. Così, alle 12, mi trovo fuori alla struttura che ospita il campo estivo dove ho deciso di iscrivere i miei figli. È adiacente alla scuola dell’infanzia che frequentano, stesso complesso, un’area esterna non troppo grande ma ombreggiata e strutture interne abbastanza confortevoli. Normalmente, una scuola elementare, poi, a giugno e luglio, campo scuola. Insomma, per la moria delle vacche che ci accoglie ogni giorno in una città come Napoli, è, tutto sommato, un posto decente dove pensare di far stare i tuoi figli per almeno due settimane. Il campo è aperto dalle 9,00 alle 16,00. La mattina ci sono le attività sportive: i bambini più grandi vengono portati al vicino Stadio Collana (sotto questo sole???) per fare calcetto, basket e pallavolo, poi si torna a scuola per il pranzo e il pomeriggio ci si dedica ai laboratori manuali e all’allestimento di spettacoli e tornei di calcetto.
Detto così sembra uno spasso. E magari per loro lo è. Ma costa. Costa assai. 190,00 euro a settimana per tutti e due, considerato lo sconto di 10,00 euro per il secondo figlio. La prima settimana, poi, devi caricarci anche l’assicurazione per entrambi e aumentare l’importo di 20,00 euro.
Ma alternative non ce ne sono, perciò lo faccio. Pago l’iscrizione e buonanotte. Esco da lì più leggera economicamente e con gli stessi pensieri e rimorsi di sempre. Quando eravamo piccoli noi c’erano i tre mesi di vacanza, amici e nonni che ci ospitavano al mare, meno pericoli e più attenzione, magari anche noi bambini eravamo meno svegli e pericolosi dei nostri figli, meno impegnativi, era tutto più facile. Adesso: o campo estivo o la morte, lavorativa, soprattutto.
Insomma, il portafogli è più leggero, le preoccupazioni stanno là. Penso a quando il più piccolo vedrà il fratello maggiore andare al Collana a fare attività sportiva e lui resterà nella struttura con i più piccoli. Penso: “e come faranno a tenerlo buono?”. Penso: “dovrò prepararlo all’eventualità”. Poi penso: “sticazzi, non c’è scelta”. E allora riempio lo zainetto di cui parlavo tempo fa (http://www.linkiesta.it/blogs/evviva/nessuno-e-perfetto-fatevene-una-ragione-e-vivrete-meglio-0) di tutti i rimorsi e i sensi di colpa e torno a casa a lavorare, che otto giorni sono d’oro. Soprattutto se quelli successivi ti costano 38,00 euro per sette ore di campo estivo. Santiddio.

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Linkiesta Paper Estate 2020