ÈvvivaFaccio outing: oltre a questo ho un altro blog. E oggi sono stata intervistata per quello.

Lo ammetto. Ho un altro blog. In realtà chi si è preso la briga di leggere il mio profilo qui sopra lo sa già. Si chiama ilariapuglia, è schematico ed essenziale nella grafica e ci sono molto affez...

Lo ammetto. Ho un altro blog. In realtà chi si è preso la briga di leggere il mio profilo qui sopra lo sa già. Si chiama ilariapuglia, è schematico ed essenziale nella grafica e ci sono molto affezionata. Si trova qui: http://ilariapuglia.wordpress.com/ Ad abbattere pilastri ho iniziato lì, neppure un anno fa. Ieri mi ha contattata Alessandro Chetta, del Corriere del Mezzogiorno, per intervistarmi nella rubrica “Essere blogger a Napoli”. E sono soddisfazioni, cose belle, che vale la pena riportare qui, nel posto che di soddisfazioni pure, finora, me ne ha date assai. L’intervista la trovate qui: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/arte_e_cultura/2012/11-luglio-2012/i-napoletani-si-credono-specie-protetta-ma-cosi-non-vita-ma-sopravvivenza-201972052149.shtml

Un chiarimento circa la storia del pilastro. Come ho detto nell’intervista, “Mai più dietro un pilastro” è un mantra. Vuol dire superare i propri limiti e le difficoltà. Solo che voglio spiegare perché. Ho sempre voluto scrivere, per vivere, ma ho sempre avuto problemi economici e, poiché di scrittura è difficile campare, ho più volte abbandonato l’idea dedicandomi alle occupazioni più svariate. Scelsi Scienze Politiche perché pensavo fosse un passaporto utile per la carriera giornalistica. Vent’anni fa iniziai a scrivere per un’agenzia di stampa, Campania Press, presi il tesserino di pubblicista e poi abbandonai il giornalismo per la carriera universitaria. Dopo quindici anni passati in Archivio e in aula a far lezione, il caso ci ha messo lo zampino ed è iniziata la mia collaborazione con il Napolista. Da lì mi sono ritrovata quasi per caso a scrivere sul Mattino e su alcuni giornali on line, compresa Linkiesta. Insomma, il cerchio si è chiuso e sono tornata all’origine. È questo che vuol dire “mai più dietro un pilastro”: se la vita ti dà una seconda possibilità, inaspettata, hai il dovere di coglierla.

Insomma, voglio uscire da qua dietro. E passo passo ce la farò.

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Linkiesta Paper Estate 2020