StampatelloCampagna elettorale a somma zero

Silvio Berlusconi sta tutto intero in un consiglio che diede ai vertici Fiat quando l’azienda, prima della cura Marchionne, mangiava la polvere delle altre case d’auto:“Fossi in Montezemolo mette...

Silvio Berlusconi sta tutto intero in un consiglio che diede ai vertici Fiat quando l’azienda, prima della cura Marchionne, mangiava la polvere delle altre case d’auto:

“Fossi in Montezemolo metterei il marchio Ferrari a tutte le Fiat”

Era il 2002. Oggi Berlusconi mangia la polvere e cerca di recuperare l’elettorato “moderato” provando a incastrare nella calandra del Pdl il marchio di Mario Monti. Per farlo, deve pagare dazio all’auto-proclamatosi concessionario unico del Monti-bis, Pierferdinando Casini, che gli ha chiesto di sfilarsi.

Dall’altra parte, nel Pd, si dice agli elettori che il partito è pronto a governare. Si organizzano primarie per scegliere un candidato per palazzo Chigi. Di fronte ai militanti si finge di non sapere che il giorno dopo le elezioni non ci sarà nessuna figura in grado di formare un governo che non venga spazzato via da quattro giorni di spread alle stelle. Nessuna figura eccetto Mario Monti.

I partiti cercano di sopravvivere e si organizzano per influenzare il prossimo esecutivo che, sulla scorta di questo, saranno “costretti” ad appoggiare.

Ma è un gioco a somma zero.

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