MamboCari Bersani e Renzi, il paese è più grande del Pd: diteci come volete governare

Le primarie del Pd rivelano la singolarità della situazione italiana. Il dibattito infuria attorno alla contesa fra Bersani e Renzi, con Vendola outsider, senza che finora nessuno dei candidati app...

Le primarie del Pd rivelano la singolarità della situazione italiana. Il dibattito infuria attorno alla contesa fra Bersani e Renzi, con Vendola outsider, senza che finora nessuno dei candidati appaia più forte dell’altro. Il giorno del voto probabilmente andranno nei gazebo milioni di italiani spezzando questo clima di sfiducia nella politica alimentato e gonfiato dai recenti scandali. Tuttavia i sondaggi non fanno schiodare il Pd da quel 25-27% che lo pongono al di sotto dalla cifra raggiunta da Veltroni. Questo dato dovrebbe far riflettere i candidati. In primo luogo Bersani che ha compiuto il miracolo di aver messo il suo partito a disposizione dell’unica operazione politica in grado di scalzare Berlusconi senza provocare una mezza guerra civile, che ha sostenuto la durezza delle misure dei “tecnici”, che ha accettato di mettere in gioco la sua precaria leadership invece di blindarsi come hanno fatto tutti i suoi predecessori.

Ma qualche domanda dovrebbe farsela anche Renzi la cui resistibile ascesa appare evidente e che morde ben oltre i suoi coetanei e anche oltre la cinta del suo partito. Né Bersani né Renzi, neppure in competizione fra loro, riescono, tuttavia, a dare al proprio partito un risultato elettorale soddisfacente in grado di garantire futura governabilità. Siamo anzi di fronte a un possibile risultato che avrà bisogno della droga del premio di maggioranza per esprimere un governo e che farà poggiare la dura realtà dei sacrifici futuri sulle spalle gracili di una minoranza sociale della popolazione che porterà su di sé l’intera responsabilità del governo. Il tema del governo con più solida maggioranza non è un’ipotesi campata per aria perché se era forse non vero, come diceva il buon Berlinguer, che non si poteva governare con il 51%, più vero è che non è possibile affrontare il 2013 e oltre con il voto favorevole, e reale, di poco più del 30% degli italiani.

Chiediamoci perciò perché sia Renzi sia Bersani non riescano, a stare ai sondaggi, a schiodare il Pd dal suo modesto risultato probabile. Se di Bersani si può dire che ricorda la vecchia sinistra e che quindi respinge tutti gli avversari di questa aggregazione, Renzi dovrebbe rappresentare la nuova sinistra liberata dai suoi orpelli ideologici e persino della sua nomenklatura. Eppure neppure questo basta. Allora la questione è più di fondo e dovrebbe spingere Renzi e Bersani a fare qualcosa di più ovvero a dire qualcosa di più. Prendiamo il caso dello scontro fra Renzi e Marchionne. Bene ha fatto il sindaco di Firenze a bacchettare Marchionne. L’uomo sta diventando buffo con i suoi tic e le sue promesse mancate. Vuole fare l’americano ma è tragicamente molto italiano con le sue promesse infondate e le sue minacce tracotanti. Tuttavia bacchettarlo non significa dire quel che si vuole. Perché gli italiani vorrebbero, credo, sapere, se oltre alla polemica c’è un progetto. Cioè la Fiat ci serve o no? E quali sacrifici possiamo fare per tenercela? Più o meno le stesse domande a cui ha risposto Obama di fronte alla crisi dell’auto americana.

Né Renzi né Bersani dicono mai cose chiare su quel che deve fare il paese per non affondare. Intendo con quel “fare” non le necessarie misure per calmierare la politica né le discussioni sul metodo ma fatti concreti che facciano capire dove il paese dovrà poggiare le sue speranze. Ci saranno meno o più fabbriche? Saranno al Nord o al Sud? Produrremo merci e servizi ad alta tecnologia o faremo prodotti di nicchia? L’agro alimentare e il turismo saranno il nostro futuro? Insomma abbiamo bisogno di sapere queste cose che dovranno essere sintetizzate in uno slogan che faccia presa. La rottamazione appassiona nelle discussioni serali e nel dibattito sui giornali, ma per pilotare al voto vero, quello delle politiche, milioni di persone c’è bisogno che queste risposte ci siano soprattutto ora che il mostruoso bambolotto di pezza con le sembianze di Berlusconi non fa più paura ad alcuno. Il Pd non sfonda perché è ancora troppo anti e anche Renzi è troppo anti (questa volta con lo sguardo ai suoi nemici interni). Proponete di più se volete avere voti veri, altrimenti dopo che sarete gonfiati reciprocamente di botte dovrete richiamare in servizio Mario Monti. 
 

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