Crank-Up… sport loves devotionQuando la velocità non è ammessa dal regolamento

Immaginatevi se ad un concorso letterario non vi facessero partecipare perché “Troppo bravi nello scrivere saggi brevi….articolo 1 del regolamento del 2012”. Oppure pensate se al Festival di Sanrem...

Immaginatevi se ad un concorso letterario non vi facessero partecipare perché “Troppo bravi nello scrivere saggi brevi….articolo 1 del regolamento del 2012”. Oppure pensate se al Festival di Sanremo la regola chiave fosse “Non ammessi tutti coloro che sanno prendere la nota giusta…ammessi solo stonati o urlatori”. Sarebbe tutto assurdo, non trovate? Beh, per me e per altri miliardi di sportivi è assurdo che Alex Zanardi non sia stato ammesso alla Maratona di New York. E la motivazione principale non è perché positivo all’anti doping o perché abbia violato qualche regola essenziale, ma semplicemente perché..troppo veloce!! Sì sì, avete capito bene…perché troppo veloce. E allora non ammettiamo Bolt ai 100 metri, la Ferrari alla prossima gara a Suzuka, Federer ai prossimi tornei di tennis…. Penso allo sgomento di Alex: ore e ore di allenamento, ore e ore di fatica, di costanza, di dedizione e poi…NON AMMESSO PERCHé TROPPO VELOCE!! Assurdo, vero? È anche vero che in una società come la nostra dove la meritocrazia praticamente non esiste nemmeno nella terminologia comune, dove si ha paura a premiare i meriti di una persona, dove è meglio far passare avanti l’amico di famiglia piuttosto che il meritevole, non c’è da stupirsi. Se tutto ciò fosse successo in Italia, ci sarei rimasta male, ma me lo sarei potuto anche aspettare, ma che succeda negli USA, nella grande Mela, nella città che professa libertà e fratellanza..un po’ lascia l’amaro in bocca e mi porta a dire che ormai davvero tutto il mondo è paese.

Ad ogni modo, noi siamo e saremo sempre con te Alex, perché le emozioni che ci hai regalato a Londra non si possono dimenticare, perchè sei un campione, perché il tuo coraggio e la tua forza sono d’esempio per tutti noi. E se non sarà a New York, sarà altrove, ma quel traguardo lo supererai e sempre con l’orgoglio e l’umiltà dei veri campioni.

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