Aquí Madrid – Tertulias y cafésUno spagnolo su quattro è senza lavoro

Uno su quattro non ce la fa. Parola di Istituto nazionale statistico di Madrid. L’età e la volontà di lavorare in Spagna ci sono, eccome. Ma non si può. È la cifra più alta nella storia della democ...

Uno su quattro non ce la fa. Parola di Istituto nazionale statistico di Madrid.
L’età e la volontà di lavorare in Spagna ci sono, eccome. Ma non si può.
È la cifra più alta nella storia della democrazia iberica: 5.778.100 persone senza lavoro.
Il tasso di disoccupazione chiude nel mese di settembre al 25.02%. In sostanza nemmeno la stagione estiva ha aiutato l’economia del Paese, che vive la sua seconda recessione in poco più di due anni, mentre i tagli del governo soffocano la crescita.
Nell’ultimo anno la disoccupazione è aumentata di 799.700 persone, un 16%.
Numeri da far tremare i polsi. Numeri che a ricordarli, si torna indietro al 1976. Perché nessun trimestre ha mai registrato un dato così alto.
Da luglio a settembre 2012 sono andati in fumo 96.900 posti di lavoro. Cinquantamila solo nelle amministrazioni pubbliche, sforbiciate per ridurre il deficit.
Insomma a lavorare, in Spagna, sono rimasti in 17 milioni. Almeno secondo i dati ufficiali.
Perché per gli spagnoli che non sono disoccupati, c’è il rischio di appartenere alla sempre più grossa sfilza di fijos discontinuo. Lavoratori a tempo indeterminato, ma con scadenza. Stagionali, per intenderci.
Certo, tutto legale nei settori, come quello turistico, dove questo tipo di contratto è necessario. Un po’ meno quando ad applicarlo sono tutti gli altri.
Ma per ora si tira avanti così: cinque o sei mesi di lavoro, sei o sette mesi di sussidio. Che se poi in azienda arrivano i becarios (gli apprendisti stagisti), anche quel posto lì è meglio tenerselo stretto. Altroché.
Per lo meno però rimane il sorriso. E visto che il Gangnam style spopola ecco la parodia iberica dove si parla di crisi, disoccupazione e dei tagli del governo Rajoy.

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