Asia FilesAnche nell’efficiente Singapore cresce il desiderio di pluralismo

Il quadro parlamentare non cambia molto. Il Partito d'azione popolare, padrone indiscusso della politica singaporiana, continuerà a dominare l'assemblea con 80 seggi su 87. Ma le suppletive per la ...

Il quadro parlamentare non cambia molto. Il Partito d’azione popolare, padrone indiscusso della politica singaporiana, continuerà a dominare l’assemblea con 80 seggi su 87. Ma le suppletive per la circoscrizione di Punggol East vinte domenica dal candidato del Partito dei lavoratori che porta a sette i suoi deputati sono un segno d’allarme per il potere ultracinquantennale del Pap.

L’ennesimo campanello. La sconfitta è la seconda in meno di un anno. Lo scorso febbraio in un’altra suppletiva il Partito dei lavoratori era riuscito a mantenere il proprio seggio nella circoscrizione di Hougnag. Questa volta l’opposizione ha invece scalzato il partito del ministro mentore e padre della patria Lee Kuan-Yew che a 89 anni è ora dietro le quinte.

Di più, la 34enne Lee Li Lian si è imposta con il 54,5 per cento delle preferenze, con oltre dieci punti di scarto sul candidato del partito al governo, il miglior risultato per l’opposizione dal 1984. Il risultato, come già le elezioni generali del 2011 quando il Pap pur vincendo perse seggi e preferenze rispetto agli avversari è il segnale che nella città-Stato cresce il desiderio di maggiore pluralismo politico, capace di scalfire l’autorità che il Pap esercita sin dal 1959 con autoritarismo e paternalismo.

La prossima tornata elettorale sarà nel 2016 e in questi tre anni il Pap cercherà di recuperare il terreno perso mentre cresce il malcontento della popolazione per l’aumento del costo di case e trasporti pubblici e per l’afflusso di lavoratori stranieri, caso esploso lo scorso dicembre con lo sciopero degli autisti cinesi di una compagnia di bus, la cui protesta, la prima in 25 anni, per chiedere l’adeguamento dei propri salari a quelli dei colleghi di altre nazionalità ha alimentato le polemiche.I fronti contrapposti vedevano da una parte quanti criticavano l’eccessiva dipendenza dagli stranieri , soprattutto in alcuni settori, dall’altra chi non capiva la reazione di sdegno dei propri concittadini.

Il Pap, nota l’Asia Times Online non è riuscito a capitalizzare in termini di voti gli incentivi concessi per chi fa più figli come periodi più lunghi di maternità, soldi e investimenti in asili. Non è però ancora chiaro se il sistema singaporiano stia evolvendo in un bipartitismo moderno.

Come scrive Asia Sentinel, un dato sembra evidente, il primo ministro Lee Hsien Loong, può aver ereditato dal padre Lee Kuan-Yew il governo, ma non potrà esercitare il potere con la stessa indole dittatoriale né con lo stesso carisma. Successe già a Taiwan con il passaggio di consegne da Chiang Kai-shek a Chiang Ching-kuo.
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