MamboGrillo e Berlusconi, i protagonisti del rush finale sono loro

Berlusconi e Grillo stanno riuscendo ad egemonizzare l’ultimo miglio della campagna elettorale. Il primo deride i suoi concorrenti di centro, alcuni per antico odio, Fini e Casini, l’altro per l’in...

Berlusconi e Grillo stanno riuscendo ad egemonizzare l’ultimo miglio della campagna elettorale. Il primo deride i suoi concorrenti di centro, alcuni per antico odio, Fini e Casini, l’altro per l’invidia del successo internazionale, Monti. Il secondo sta giocando con la tv e l’informazione come una sperimentata stella dello star system. La verità è che questa settimana i due hanno necessità di apparire e di apparire clamorosamente perché la gara finale è fra loro due e può essere l’ultima partita che giocano.

Non c’è solo la gara per il secondo posto, dopo il Pd. Ma anche la gara a riacchiappare i delusi di centro-destra. Berlusconi facendo autocritica sul sostegno a Monti e accompagnandola con la propaganda antitedesca, l’evocazione di congiure e complotti, infine descrivendo il suo successore come un professorino incapace di gestire l’economia vuole dare una speranza a quel centro-destra che lui ha inventato e che all’annuncio del suo ritiro si era anch’esso ritirato nel non voto. Questi elettori sono tentati da Grillo. Del resto c’è in una parte significativa dell’elettorato italiano questa frenesia di andare sempre in soccorso del vincitore. Trovare vecchi dc e vecchi socialisti che dal pentapartito, attraverso Berlusconi e anche An, siano oggi approdati a Grillo non è impresa difficile.

Grillo a questa transumanza crede, come si capisce dal fatto che ha dato alla sua finale campagna elettorale il tono dell’attacco ad alzo zero al Pd, addirittura proponendo di processarne la classe dirigente (e la pena di morte no?). Personalmente sono molto restio a dare a questi voti e a questi elettori il significato della novità e tanto meno del rinnovamento. Questo fenomeno è una novità in un senso solo, cioè che manifesta la nascita di una nuova forza politica anti-sistema rinunciando ad antiche appartenenze con l’obiettivo di tenere in scacco la sinistra riformista, suo vero nemico. Ma non c’è nel grillismo né la novità territoriale, e al limite xenofoba, della Lega né l’antistatalismo del primo Berlusconi.

C’è, più normalmente, un movimento politico che si muove nel solco della tradizione qualunquista –populista largamente analizzata dagli studiosi. C’è l’elogio del popolo virtuoso e normale, c’è la presentazione di un leader ovviamente eccezionale e inafferrabile, c’è l’esaltazione di una democrazia molto controllata dall’alto, c’è l’anticapitalismo del radicalismo di destra e di sinistra, c’è l’ a-fascismo che tanto piace ai sostenitori degli italiani brava gente, c’è il nazionalismo di chi vuole cercare un nemico fuori dai nostri confini, possibilmente nell’odiato tedesco, c’è l’ecologismo delle utopie reazionarie, c’è un gruppo di comando disinvolto che sente il profumo del potere e che si modellerà su questi obiettivi, come accadde anche al fascismo delle origini.

Non sto dicendo, o scrivendo, che Grillo e i suoi sono fascisti. Sto solo raccontando la fotografia di un movimento che viene descritto come ingenuamente dissacratorio e senza finalità, mentre è con tutta evidenza una furbissima macchina per conquistare il potere che viene modellata a seconda dei vari step. Molti a sinistra invitano a riflettere sul grillismo e hanno ragione. Altri sono attratti dal suo furore iconoclasta perchè pensano a un movimento di ingenui che può salvare una politica corrotta. È un abbaglio o peggio un errore.

Può anche darsi che Grillo qualche settimana fa non avesse certezza del proprio successo. È certo invece che lo ha cercato e che vuole impadronirsi dello Stato. La sua è una scalata al potere. Per farne che cosa non si sa. Ma lì vuole arrivare. E Grillo sa che deve tentare la spallata ora perché una altra cosa lo accomuna a Berlusconi. Se nei prossimi cinque anni resta all’opposizione di un governo del fare, tutti e due vanno a casa, chi ad Arcore e chi, finalmente, in Tv.

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