Latitudine ZeroOmaggio al signor Ortiz, morto ieri da eroe

Nel tiepido sole di ieri mattina il signor Miguel Ortiz, 57 anni, è andato a lavorare come ogni giorno in un palazzo a pochi passi da casa mia, dove faceva il portinaio. Alle 11.30, un distinto sig...

Nel tiepido sole di ieri mattina il signor Miguel Ortiz, 57 anni, è andato a lavorare come ogni giorno in un palazzo a pochi passi da casa mia, dove faceva il portinaio. Alle 11.30, un distinto signore asiatico si è recato alla banca che c’è ad un isolato da qui, ha effettuato un ritiro al bancomat, e si è diretto verso casa.

Da quelle parti passavano anche tre delinquenti armati ed esperti di sacapintas. Si dice che gli eschimesi abbiano 50 vocaboli per definire la neve, qui abbiamo un vocabolo particolare che definisce le rapine ai danni di chi ha appena prelevato contanti in banca. I tre, in moto, hanno seguito il signore asiatico fin sotto casa, presso il palazzo dove lavorava il signor Ortiz. Lì hanno eseguito la loro classica procedura d’assalto.

Mentre il rapinato se la vedeva brutta, in quei pochi secondi d’inferno, il signor Ortiz è corso fuori per aiutarlo. Non deve averci pensato due volte, né a cosa rischiava, nè a cosa sarebbe stato dei suoi tre figli qualora il suo gesto gli fosse costato la vita. Anche i tre delinquenti non hanno pensato due volte a quanto facevano, e gli hanno sparato dritto in petto, al cuore.

Hanno sparato anche al signore asiatico vittima della rapina, che è stato colpito fra spalla e cuore ma non è in pericolo di vita. Il signor Ortiz, in un giorno qualunque, è morto nel percorso verso l’ospedale. Non tornerà più a casa dai suoi tre figli, tutti adolescenti, e non vedrà più le sue amate partite di calcio alla televisione, passione che i suoi ragazzi gli avevano trasmesso alcuni anni fa. Nessuno lo osannerà e lo celebrerà come merita, perchè non è il primo nè l’ultimo a fare questa fine.

Nei palazzi della zona bene di Quito, dove vivono molti stranieri, non abbiamo le chiavi per una questione di supposta sicurezza: il portinaio è presente 24 ore su 24 e apre la porta quando arrivi e quando esci di casa. Tutti i giorni lo incrociamo, mentre con la sua aria umile e dimessa esegue il suo compito e ti chiama “signora”. Se gli chiedessimo se è disposto a dare la sua vita per noi, forse a freddo direbbe di no. Del resto, probabilmente anche noi diremmo di no, se ci chiedessero di darla per lui.

Eppure, ieri mattina, il signor Ortiz è morto nel tentativo di salvare un quasi sconosciuto che viveva dove lui lavorava, un uomo più ricco di lui, con una casa più bella, un lavoro forse più appagante. Per quel che può valere, il signor Ortiz è morto da eroe. Che la terra gli sia lieve.