Crank-Up… sport loves devotionRagionamenti sul “Codino”

Rischio forse di parlare a sproposito perché non ho ben chiaro quali siano i meccanismi alla base di quello che è uno degli sport più strapagati del mondo. Posso però dire di aver amato e odiato Ba...

Rischio forse di parlare a sproposito perché non ho ben chiaro quali siano i meccanismi alla base di quello che è uno degli sport più strapagati del mondo.
Posso però dire di aver amato e odiato Baggio. L’ho amato e idolatrato quando giocava nel Bologna e ci faceva sognare, l’ho odiato e ripudiato quando ha sbagliato quel rigore nei Mondiali del 1994. L’ho nuovamente amato, quando con un po’ più di maturità ho rivisto la scena di quel rigore sbagliato e del suo sguardo spaventato e distrutto di chi è stato sopraffatto dalle emozioni.
Sempre molto rispettoso, sempre lontano dalle telecamere, quasi un giocatore di un altro sport vista la riservatezza e la pacatezza che ha sempre manifestato in tutta la sua carriera. Giocava col cuore: segnava, vinceva e si ritirava dalla scena, quasi come un “uomo comune”, quasi come se svolgesse con normalità il suo lavoro e al termine della giornata lavorativa si ritirasse a casa da moglie e figli per mangiare un piatto di pasta e raccontarsi la routine quotidiana.
Non so cosa l’abbia spinto a lasciare il suo ruolo all’interno della Federazione, non so quale sia la vera motivazione, se abbia torto o ragione, e vi dirò, nemmeno mi interessa. Dico solo che mi ha molto colpita la sua frase “Non amo occupare poltrone, amo fare!”. Forse non c’è ancora spazio per persone del genere, forse non nel calcio dove gravitano cifre da svariati zero.
Forse Robby (o dovrei chiamarti Codino??) ci vorrà ancora un po’ di tempo prima che si passi dalla fuffa ai fatti, però ti ringraziamo per averci almeno provato!!

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