Pizza ConnectionNello scontro Grasso-Caselli c’è tutta la forza della mafia

Non voglio usare questo spazio per riscrivere l'ennesima analisi sui movimenti interni alla Procura di Palermo quando ci arrivò come capo l'ex Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso. Lo ha f...

Non voglio usare questo spazio per riscrivere l’ennesima analisi sui movimenti interni alla Procura di Palermo quando ci arrivò come capo l’ex Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso. Lo ha fatto, per esempio, e con lucidità, con un linguaggio più o meno condivisibile, e con giudizi più o meno condivisibili, Filippo Facci in questo pezzo su Libero.

Poi si potrebbe parlare di magistrati che più o meno hanno applicato il metodo Falcone, quello del “la cosa peggiore è avere delle intuizioni e non poterle provare. Ma sino a quando non ho le prove, io non parlo”. Sempre quella vecchia storia che portò Leoluca Orlando ad accusare Falcone di tenere le inchieste chiuse nei cassetti.

Quel che pare evidente è che l’affaire Travaglio-Grasso-Caselli sia una riedizione dei veleni di Palermo, e che Travaglio sia solo stato un tramite per la riaccensione di un conflitto mai sopito e continuato a Piazza Pulita da Grasso che risponde alle accuse di Travaglio e con Caselli che invia una lettera al Consiglio Superiore della Magistratura.

La riflessione che volevo porre qui, è quella che ho riassunto nel titolo: in questo scontro, in questi veleni, fomentati da ambo le parti, c’è tutta la forza della mafia. Forza della mafia che risiede nella debolezza delle istituzioni qui riassunte alla perfezione, prima nei vecchi veleni, poi alla rincorsa alle smentite televisive e poi alle lettere al Consiglio Superiore della Magistratura. Insomma, come diceva qualcuno la forza della mafia sta fuori dalla mafia, e questa ne è la dimostrazione più lampante.

Questi signori avrebbero potuto lanciare un segnale di forza decidendo magari di chiarire quella stagione tra quattro mura, e invece siamo punto e a capo, per la gioia di chi a questa debolezza delle istituzioni, tutte, ha sempre fatto dipendere una buona parte di affari criminali.

Questa mattina in una intervista uscita sul Fatto Quotidiano, il pm di Caltanissetta, Nico Gozzo, in chiusura dice “se fossi stato al posto di Formigli, gli avrei chiesto (a Grasso, ndr): perché hai spaccato l’ufficio in modo talmente radicale che ancora oggi le divisioni sono accese? Perché ancora adesso invece di spegnerle, le fomenti?”. Ecco, perché queste domande è necessario farle via giornali e giornalisti? Oggi, per fare domande e chiarirsi, ci si può incontrare di persona, mandarsi una mail, chiamarsi al telefono, e se non ci si riesce, è il segnale di una debolezza di cui si scriveva sopra…

Twitter: @lucarinaldi

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