Pizza ConnectionArmi illegali e videopoker, la discussione che non c’è

Un rimbalzare di accuse da tutto l'arco parlamentare, che ha contagiato anche i discorsi da bar e pure i meme sui social, da quelli di Grillo al dito medio di Gasparri. Poi improbabili teorie, i so...

Un rimbalzare di accuse da tutto l’arco parlamentare, che ha contagiato anche i discorsi da bar e pure i meme sui social, da quelli di Grillo al dito medio di Gasparri.

Poi improbabili teorie, i soliti ‘cui prodest?’ e il tentativo di creare consenso attorno a un duplice tentato omicidio proprio davanti a Palazzo Chigi architettato con una lucidità impressionante.

Eppure dietro a quegli spari e dietro alla rovina di un uomo ci sono due mondi che quasi nessuno ha tirato in ballo almeno per provare ad analizzare le cause di quanto successo, e non solo dibattere sulle conseguenze e sulle parole.

Ebbene, dietro al gesto di Preiti c’è quella mania per il gioco d’azzardo, che ogni anno diventa sempre di più una piaga sociale incentivata anche negli spot televisivi, e, una componente passata inosservata, cioè la facilità di reperire armi al mercato nero.

Preiti ha infatti sparato con una Beretta calibro 7.65 con matricola abrasa acquistata al mercato nero delle armi quattro anni fa nell’alessandrino (ha rivelato nell’interrogatorio di ieri nel pomeriggio, anche se gli investigatori non escludono che possa averla acquistata in Calabria, dove si era trasferito dai genitori). Un mercato nero delle armi quello del basso piemonte gestito in gran parte dalla criminalità organizzata calabrese, che proprio nelle zone in cui risiedeva Preiti ha gettato basi e creato, come rivelato dalle inchieste più recenti, una rete di protezioni che attraversa gli anni e i territori. Basti pensare agli arresti recenti di Sebastiano Strangio in un bar di Castelnuovo Scrivia e del trafficante internazionale Domenico Trimboli a Medellin (Colombia) per cui parte delle indagini sono state svolte proprio ad Alessandria dove risede la famiglia del broker della droga da 2-3mila chili di cocaina per volta.

Due temi, tre aggiungendo quello non meno importante e anzi, forse anche il più urgente, del lavoro, che potrebbero (e dovrebbero) essere al centro del dibattito quest’oggi, e che invece dopo un cenno tornano dietro le quinte per lasciarci allo spettacolo del teatrino con annesso ping-pong di accuse. Evidentemente una discussione seria su videopoker, facilità di reperimento delle armi al mercato nero e mercato del lavoro, non sono temi accattivanti per attirare consenso. Meglio esortare gli elettori al tifo da stadio.

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