Al Nazareno fanno finta di non conoscere Genovese

Nel giro di 48 ore un sistema di potere, che per anni ha dominato la cosiddetta provincia “babba” della Trinacria, sembra essere crollato. Renato Accorinti, “il saraceno” (copyright Carmelo Caruso ...

Nel giro di 48 ore un sistema di potere, che per anni ha dominato la cosiddetta provincia “babba” della Trinacria, sembra essere crollato. Renato Accorinti, “il saraceno” (copyright Carmelo Caruso sull’edizione palermitana di Repubblica), il professore di educazione fisica che entra per la prima volta a piedi nudi a Palazzo Zanca, «per restare con i piedi terra», è il protagonista del momento. Eletto dai messinesi con la lista “No-Ponte”, smantella la rete di potere del democratico Francantonio Genovese, erede del democristiano Nino Gullotti. Così anche questa volta la Sicilia, il laboratorio politico per eccellenza, torna ad inviare un messaggio ai palazzi del potere romano. Un messaggio che parla chiaro: “In Sicilia si guarda già avanti, e oltre Grillo ci sono movimento come quello di Accorinti ai quali i cittadini guardano con interesse”. Punto. 

A completare il quadro c’è proprio un’inchiesta della Procura di Messina che riguarda il sistema della formazione professionale del capoluogo di provincia, e che colpisce il plenipotenziario del Pd “Francantonio”. Nell’elenco degli indagati ci sono anche il cognato Franco Rinaldi, parlamentare regionale fra le fila dei democratici, la sorella di Genovese, la moglie Chiara Schirò, la cognata Giovanna Schirò, il nipote Marco Lampuri. L’ipotesi di reato su cui lavora la Procura messinese è di associazione è di associazione a delinquere finalizzata al peculato e alla truffa comunitaria continuata. Un’inchiesta che non scompone “Francatonio”, che proprio stamane sull’edizione palermitana di Repubblica prova a minimizzare: «Si tratta di un avviso di proroga delle indagini per alcune ipotesi di reato. Non posso proprio aggiungere altro. E ribadisco la massima fiducia nella giustizia. Dicendo che sono a disposizione per qualsiasi chiarimento». 

E pensare che proprio qualche giorno fa nei corridoi di Montecitorio circolava l’ipotesi di un accordo fra Pd e Pdl per far diventare segretario d’aula proprio Francantonio Genovese. «Un’assurdità», bollava ieri lo scenario un parlamentare di rito renziano. In questo contesto sembra riaprirsi la questione “morale” all’interno di Largo del Nazareno. Con il segretario regionale Giuseppe Lupo a minimizzare: «Non si commentano gli avvisi di garanzia». E con i vertici nazionali del Pd silenti, come se nell’isola non fosse successo nulla. Un caso? «E se nella stessa inchiesta fosse stato un parlamentare nazionale del Pdl o di centro cosa avrebbero detto in casa Pd?», si domandano da ieri nella sede regionale del Pdl. 

Twitter: @GiuseppeFalci

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