Asia FilesGli attesi colloqui tra le Coree? Sono saltati

Due file di sedie vuote e un tavolo sgombro accompagnano l'articolo con cui il Korea Times dà notizia dell'annullamento dei previsti colloqui inter-coreani di domani. Da giorni montava l'attesa per...

Due file di sedie vuote e un tavolo sgombro accompagnano l’articolo con cui il Korea Times dà notizia dell’annullamento dei previsti colloqui inter-coreani di domani. Da giorni montava l’attesa per l’appuntamento cui si è arrivati dopo mesi di tensioni nella penisola coreana, iniziate con il test terzo nucleare condotto dal regime di Pyongyang lo scorso febbraio.

Domenica i rappresentati del Nord e del Sud sono stati impegnati in 17 ore di trattative. Un filo di speranza nella ripresa del dialogo era stata la scorsa settimana la decisione di riattivare la linea di comunicazione nel villaggio della tregua di Panmunjon, tagliata a marzo all’apice delle minacce e dei toni bellicosi nordcoreani contro il Sud, gli Stati Uniti e il Giappone. Tutto sembra saltato, ufficialmente per motivi di protocollo. Sicuramente quelli di domani, ma non è ancora chiaro se anche giovedì non ci sarà alcun incontro.

A dividere le parti è stata la composizione delle delegazioni. Inizialmente il governo sudcoreano prevedeva che a guidare la propria fosse il ministro per l’Unificazione Ryoo Kihl-jae. La controparte sarebbe invece dovuta essere guidata da Kim Yang-gon, a capo del Dipartimento per il fronte unite del Partito unico al potere a Nord del 38esimo parallelo.

Proposta bocciata. Anche per questo tra domenica e lunedì la stessa stampa sudcoreana non sapeva se parlare di colloqui ministeriali o a livello governativo. Pyongyang puntava invece sulla figura di Kang Ji-yong, direttore del Comitato per la riunificazione pacifica della Corea, ossia l’organismo preposto a trattare gli affari con il Sud. Carica che per Seul corrisponde a quella di un viceministro, da qui la scelta di mettere a capo della propria delegazione Kim Nam-shik, numero due del dicastero per l’Unificazione. Ed è allora che il banco è saltato.

Sempre il Korea Times nota che gli ostacoli posti dal Nord sono iniziati con la fine del vertice informale in California tra Obama e il presidente cinese Xi Jinping. La questione nordcoreana era uno dei temi in agenda. La predisposizione del regime al primo incontro di alto livello dopo sei anni di muro contro muro può forse essere letta come un favore al leader cinese. Le aperture di Pyongyang erano d’altra parte arrivate dopo il viaggio a Pechino di Choe-Ryong-hae, emissario di Kim Jong-un mandato a parlare con il principale alleato e partner commerciale del regime.

Al momento tutto sembra essersi nuovamente fermato. Un po’ come la produzione nel complesso industriale congiunto di Kaesong, la cui riapertura doveva essere al centro dei colloqui. Il distretto è chiuso da maggio, da quando cioè il Nord richiamò i 53mila operai impiegati dalle piccole e medie imprese del Sud, bloccando di fatto uno degli esperimenti più riusciti della distensione tra le due metà della penisola.

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