Grillini: più che il Parlamento sembra Gardaland

All’Italiano, si sa, piace essere preso un po’ per il culo. Forse grazie a una particolare molecola presente nel DNA. O forse perché troppo abituato dal contesto storico-culturale che lo circonda....

All’Italiano, si sa, piace essere preso un po’ per il culo.
Forse grazie a una particolare molecola presente nel DNA. O forse perché troppo abituato dal contesto storico-culturale che lo circonda.

Fatto sta, che dopo un ventennio di promesse più vane che sane, più maneggiabili che realizzabili, i nuovi Salvatori della Patria, i “cittadini onorevoli” a 5 stelle hanno pensato bene di non farci rimpiangere i bei tempi andati. E per rievocare alla memoria Onorevoli del calibro di Nino Strano (quello che alla caduta del governo Prodi stappò una bottiglia di spumante accompagnato da fette di mortadella), hanno voluto dare anche loro prova della capacità dell’Homo Italicus di rallegrare uno dei luoghi ormai troppo spesso ridicolizzato: il Parlamento.

Come? Elencando i processi estinti per prescrizione di Berlusconi, descrivendo città (Piombino) utilizzando fonti autorevoli come Wikipedia, citando massime attribuibili a professori d’infanzia se non più volgarmente a detti popolari («alla fine di ogni equazione c’era un’unità di misura, sennò o erano pere o erano mele»). Il tutto durante una seduta della Camera dei Deputati in cui si sarebbe dovuto discutere del disegno di legge di conversione del decreto emergenze, che includeva interventi per il rilancio dell’area industriale di Piombino e delle zone terremotate dell’Emilia Romagna, la ricostruzione in Abruzzo, e così via. Argomenti di scarsa rilevanza insomma, specie per quelle decine di persone chi si trovano tutt’ora in tendopoli e container.
Motivo della pagliacciata: non aver avuto il tempo di analizzare ed esaminare il testo, oltre al fatto che gli emendamenti presentati fossero stati bocciati perché rischiavano di non rientrare nei limiti temporali.

Non si contesta la legittimità di leggere, emendare, virgolettare e quant’altro.
Ma se lo scopo di questi “cittadini onorevoli”, che tanto si proclamano diversi dai propri colleghi solamente onorevoli, è quello di trasformare ciò che per molti anni è stato sede di momenti imbarazzanti in uno spettacolo comico (magari per sentirsi più in sintonia con le performance di cui il loro guru Grillo è un abile precursore), mi sa che hanno sbagliato luogo di recitazione.

Siamo stanchi di buffoni, giullari, e predicatori moralisti che nei comportamenti contraddicono quanto dicono a parole.
Se siete così diversi dagli altri come volete far credere, mostratelo concretamente. Per esempio, tramite proposte di legge sui temi che tanto avete sbandierato in campagna elettorale, al posto che dibattere su scontrini e rimborsi spese.
La vostra credibilità (quel poco che ne resta, a mio avviso) dipende da gesti significativi, che però non siano buttare fuori uno dopo l’altro deputati e senatori dal vostro movimento.
Altrimenti, sarete soltanto l’ennesima delusione in un Paese che ormai vive e si alimenta continuamente di rassegnazione e disinteresse verso le istituzioni e chi le presiede.

Francesco Villa @frav89

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Linkiesta Paper Estate 2020