L’Ossservatore cariocaIl dilemma della stampa: come chiamare la protesta?

I giornali brasiliani di questi giorni mi ricordano un po' quei vecchi monarchi brontoloni delle commedie, di solito padroni di un maniero, di una gran villa, con i terreni e le alte siepi che, sve...

I giornali brasiliani di questi giorni mi ricordano un po’ quei vecchi monarchi brontoloni delle commedie, di solito padroni di un maniero, di una gran villa, con i terreni e le alte siepi che, svegliati improvvisamente di notte, ci mettono un po’ a capire che sono stati invasi dalla sommossa, dal popolo affamato, e ormai c’è poco da fare. Si consultano con il maggiordomo, confusi, tremebondi, sul nome da dare a quello che sta accadendo nella loro proprietà, perché non lo sanno, non lo capiscono!

Blaterando delle manifestazioni, sicuri che si tratti della solita ragazzata, decidono di apostrofarli con un sempre efficace: «Vandali». Ma quando vedono che i vandali sono 15 su 40mila si affrettano a cercare un’altra soluzione, un altro nome.

Il vecchio monarca, capelli spettinati, giacca da camera allacciata storta, chiede al maggiordomo, stridulo: «E allora, come diavolo li dobbiamo chiamare?». Il maggiordomo ci pensa su qualche secondo e poi: «Studenti!».

Certo! Il monarca si tranquillizza, studenti fa sempre il suo effetto, suona un po’ come ragazzotti, teste calde, marmaglia. E allora ecco che sui titoli comincia a campeggiare: Migliaia di studenti etc etc. Peccato che nelle manifestazioni pacifiche di San Paolo, Rio, Porto Alegre, Brasilia, c’era gente di sessant’anni, settanta, ottanta, bambini, madri, nonne, zie, donne di servizio, professori brizzolati, parrucchiere, nipoti, salumieri, scienziati. Tutti studenti?

Il monarca, contrariato (perché il maggiordomo non lo aiuta, non serve!) si rende conto che neppure studenti può passare, e anche il maggiordomo è d’accordo. E allora? Allora o la va o la spacca: «Attivisti!». Ecco: i titoli cominciano a parlare di attivisti: Migliaia di attivisti etc etc…

Intanto, la notte volge al termine, l’alba, sinistra nel suo pallore, nel suo mistero, comincia a sorgere da qualche parte e a ferire gli occhi vitrei del vecchio monarca delle commedie e del suo maggiordomo. Ma neanche «attivisti» – lo sanno già – affranti, andrà bene.

Dovranno cercare un altro nome, per fare il titolo. Mica facile, pensano. Mica semplice!
Forse «Cittadini»? Azzarda il maggiordomo, ma subito si pente e, come il monarca stanco, scruta preoccupato l’orizzonte…

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