E se fosse stato D’Alema a spedire Renzi in euro tour?

Era da settimane che uno come Massimo D’Alema gli mandava messaggi a mezzo stampa, o attraverso i collaboratori più stretti. Messaggi che potevano essere fraintesi. Al punto che la vulgata, o se vo...

Era da settimane che uno come Massimo D’Alema gli mandava messaggi a mezzo stampa, o attraverso i collaboratori più stretti. Messaggi che potevano essere fraintesi. Al punto che la vulgata, o se vogliamo il chiacchiericcio politichese, mormorava frasi del tipo: «Massimo ha mollato Matteo. Non c’è più niente di fare». Invece l’obiettivo del lìder maximo era proprio il contrario: spronare il “giovanotto” fiorentino per far conoscere la sua leadership oltre i confini italiani. Così pare.

Il buon “Matteo” ha incassato il colpo: c’è perfino «rimasto male», assicurano alcuni fedelissimi. «Non debbo chiedere il premesso a Massimo D’Alema per candidarmi. Il Pd piuttosto si dia una mossa e la smetta di seguire le mie mosse. Si dessero loro una mossa». Un’affermazione impulsiva, che l’inner circle dell’ex presidente del Consiglio non ha nemmeno preso in considerazione: «È figlia dell’inesperienza», avrebbe spifferato D’Alema. Tant’è. Ma mentre incassava il colpo, il primo cittadino Firenze scaldava i motori ascoltando «i preziosi consigli» dell’ex Ministro degli Esteri. Giovedì scorso, facendo filtrare a pochi cosa avrebbe fatto nel weekend, ha iniziato un tour europeo. Un incontro a Berlino con Angela Merkel, erano in pochissimi a saperlo, che si è saputo a giochi fatti. Dall’entourage della Cancelliera filtrano pochissime parole: «Hanno parlato di competitività e d’Europa». Un modo «diplomatico», ci assicurano, per garantire riservatezza alle relazioni internazionali, in primis della Cancelliera, e in secondo luogo del primo cittadino di Firenze.

Ma il tour europeo, che scherzosamente a Largo del Nazareno chiamano «tour elettorale», non sarebbe finito. Perché Renzi si recherà anche a Parigi dove incontrerà il segretario del Psf Harlem Désir, e alcuni ministri. Insomma il «giovanotto» di Firenze non scherza: ascolta persino i consigli di Massimo D’Alema, ed è più che convinto di poter arrivare a Palazzo Chigi. Dallo stato maggiore del Pd la notizia non viene accolta positivamente. E lo si nota dalla dichiarazione di Davide Zoggia, fedelissimo di Pier Luigi Bersani, oggi fra i consiglieri di Guglielmo Epifani: «Non voglio fare polemiche ma c’è un problema di protocollo e di forma. Anche perché forse un capo del governo può in queste occasioni provare a risolvere delle questioni. Certo si può chiedere anche una visita privata, ma se poi le si dà risalto è inopportuno. Vedrà Letta. Forse io sono un po’ all’antica…». Ma l’obiettivo del primo cittadino di Firenze è la risposta di Massimo D’Alema. «D’Alema è rimasto in silenzio. Quindi questa volta Matteo ha fatto centro».

Twitter: @GiuseppeFalci

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