Rotta verso il mercatoFinalmente Firenze avrà un aeroporto vero

Ancora qualche ostacolo da superare, ma oggi al Consiglio regionale toscano è stata presa una decisione storica per l' aviazione italiana: l' aeroporto di Firenze potrà avere una nuova pista di dim...

Ancora qualche ostacolo da superare, ma oggi al Consiglio regionale toscano è stata presa una decisione storica per l’ aviazione italiana: l’ aeroporto di Firenze potrà avere una nuova pista di dimensioni normali al posto dell’ attuale, che è troppo corta per far decollare a pieno carico gli aerei più comuni (Boeing 737 e Airbus 320) e per atterrare in piena sicurezza con cattivo tempo, quando i voli devono essere cancellati o dirottati in altri aeroporti, anche per la vicinanza di un ostacolo, il monte Morello.

Ora la pista di Firenze Peretola è corta, con una misura che in Europa somiglia solo a quelle degli aeroporti di Lugano, incastrato fra montagna e lago e London City, limitato dalla dimensione dell’ isoletta nel Tamigi che lo ospita. Gli aeroporti normalmente hanno a disposizione un chilometro di pista in più. La pista attuale non può essere allungata, quella nuova sarà non più longitudinale rispetto all’ Autostrada del Sole, ma quasi parallela, in modo da minimizzare il rumore nelle aree circostanti.

La decisione è stata molto sofferta, per lunghissimi anni l’ area aeroportuale è stata elevata a feticcio ambientalista come la Val di Susa e la sinistra si è illusa di poter evitare decisioni difficili utilizzando il periferico aeroporto di Pisa, che ha avuto un buon successo fra i passeggeri delle linee aeree low cost, più disponibili ad accettare il lunghissimo trasferimento dal capoluogo toscano, ma non fra gli altri e in particolare fra chi viaggia per affari.

Tuttavia Firenze, che è un’ attrazione turistica di primissima grandezza a livello mondiale, è restata ai margini dello sviluppo del traffico aereo e rischia che General Electric le tolga il quartier generale del Nuovo Pignone, perché manca una rete di collegamenti aerei affidabili in ogni condizione atmosferica.

Paradossalmente a far precipitare la situazione è stata la ferrovia, l’ AV che porta in poco tempo e ora anche a pochi soldi a Bologna e a Roma e ai loro aeroporti. Così com’ è Peretola non avrebbe un futuro, molti voli sono operati da un modello quadrigetto, costosissimo da gestire e che fra pochi anni verrà ritirato dalle linee aeree.

Facendo gli scongiuri e dunque sperando che verranno superati anche gli ultimi ostacoli, una pista di dimensioni standard permetterà affidabilità degli orari, attirando quindi un più alto numero di compagnie aeree, consentirà voli di lunghezza molto maggiore e il collegamento non solo con gli hub europei, ma anche con quelli mediorientali ormai punto di snodo fondamentale nelle relazioni con l’ Asia. Si useranno aerei standard che, potendo volare a pieno carico e senza costose soluzioni speciali, consentiranno collegamenti a costi inferiori non solo ai turisti di tutto il mondo, ma a tutto il tessuto produttivo toscano. Insomma si previene un declino che, aspettando ancora, diventerebbe irreversibile.

La pista più lunga consentirà anche un margine di sicurezza ulteriore rispetto all’ attuale, che rispetta le normative, ma soltanto con un voto di sufficienza. In caso di guai, sia in atterraggio che in decollo, una pista più lunga può salvare la vita a centinaia di persone.

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