Punto di non ritornoIl Passo dei Contrabbandieri e la prima guerra mondiale

A 2681 metri tra Trentino Alto Adige e Lombardia, sospeso nelle memorie della Prima Guerra Mondale c’è anche la storia del rifugio A. Bozzi che prima era una casermetta costruita nel 1910 dal Geni...

A 2681 metri tra Trentino Alto Adige e Lombardia, sospeso nelle memorie della Prima Guerra Mondale c’è anche la storia del rifugio A. Bozzi che prima era una casermetta costruita nel 1910 dal Genio Militare con l’obbiettivo di impedire il contrabbando e presidiare il confine con il Tirolo Austriaco. Durante la Grande Guerra, la casermetta, fu adibita a sede del comando della 50^ e della 52^ compagnia del battaglione Edolo e della 245^ compagnia del battaglione Val d’Intelvi. L’edificio venne inaugurato come Rifugio alpino nel 1968. E’ un racconto a cielo aperto della ‘Guerra Bianca’ dove rimangono i resti del villaggio militare e delle trincee: spari, lotte, freddo, urla e silenzi sotto questi massi.

Raggiungerlo lungo il sentiero che sale dal Passo del Tonale è un modo per essere, camminare e capire cos’è la fatica. Calpestare il suolo che i soldati hanno difeso cercando di offrire un tributo a qualcuno, a qualcosa, forse al Dio che si eleva fino a qui, è il modo migliore per onorarli.

Una frase ha retto la mia mente in questa salita:

La filosofia, così come io l’ho intesa e vissuta fino ad oggi, è vita volontaria tra i ghiacci e le alture – ricerca di tutto ciò che l’esistenza ha di estraneo e problematico, di tutto ciò che finora era proscritto dalla morale.

F.Nietzsche, Ecce Homo.

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