Altro Che SportOlimpiade di Sochi e Dubai Tour, quello sport tagliato su misura per la tv

      Da poche ore si è conclusa la cerimonia di inaugurazione dell’Olimpiade di Sochi. Che è stata spettacolare, bellissima e roboante come spesso sono quelle cerimonie – ma quasi invisibile per g...

Da poche ore si è conclusa la cerimonia di inaugurazione dell’Olimpiade di Sochi. Che è stata spettacolare, bellissima e roboante come spesso sono quelle cerimonie – ma quasi invisibile per gli spettatori che vi hanno assistito dal vivo. Per loro si è trattato della tradizionale sfilata degli atleti partecipanti (circa 3˙000 per questa edizione 2014 delle Olimpiadi invernali – l’evento sportivo più importante del 2014 a parte, forse, il Mondiale di calcio del prossimo mese di giugno) corredato dal tradizionale show di massa con centinaia di figuranti. Molto di più hanno visto gli spettatori del resto del mondo, collegati via televisione oppure via web.

Un fenomeno simile si sta verificando negli Emirati Arabi in questi giorni, mentre è in svolgimento il Dubai Tour di ciclismo. Per il pubblico presente sulle strade, in un Paese di scarsa tradizione ciclistica, si tratta di una anormale passerella di corridori che passano per pochi secondi a interrompere il flusso della vita quotidiana. Per i telespettatori, soprattutto quelli appassionati di architettura, è invece una gioia continua per gli occhi.

Qualche immagine dello spettacolo olimpico è stata pubblicata dall’HuffingtonPost (qui il link in internet) da cui si capisce che il punto di vista migliore non era quello dentro lo stadio olimpico bensì quello esterno, dagli elicotteri della tv. Da lì si potevano vedere i vari impianti che ospiteranno le gare dall’8 al 23 febbraio, costruiti tutti vicini, con i loro rivestimenti esterni illuminati, il braciere enorme nella piazza tra di essi, i fuochi d’artificio.

Addirittura, dall’interno, non si vedeva uno degli effetti più speciali dell’evento: l’enorme carta geografica cangiante che mostrava sul terreno le varie nazioni del mondo quando i loro atleti entravano in scena. Quella lì era una cosa solo per la tv – in particolare, in Italia, per il canale Cielo del digitale terrestre gratuito.

Qualche informazione sul Dubai Tour l’ha pubblicata soprattutto la Gazzetta dello Sport (qui una pagina online) anche perché la gara è organizzata dalla Rcs. Dal punto di vista agonistico si tratta di una delle corse di apertura della stagione ciclistica internazionale, alla quale prendono parte 127 corridori tra cui molti di quelli più in vista, come Vincenzo Nibali (vincitore del Giro d’Italia 2013) e Mark Cavendish, dominatore degli sprint nelle ultime stagioni.

Ma l’evento agonistico, trasmesso in Italia con ampia copertura da Rai Sport, passa ampiamente in secondo piano rispetto a quello che mostra la televisione. Il percorso di questo Tour, che si dispiega in 4 tappe dal 5 all’8 febbraio, si dipana intorno alla città di Dubai, che sta vivendo uno sviluppo edilizio sensazionale. E i corridori ci sono, sì, da qualche parte laggiù su autostrade a 16 corsie, grattacieli alti più di 800 metri, penisole artificiali dalle forme di alberi e palazzi dalle forme islamiche ma con gli steroidi, gigantesche, azzardate… insomma belle, per usare una parola sola.

Tutte cose che le telecamere installate sugli elicotteri mostrano per 3 o 4 ore di seguito, a chi sta seduto su un divano a migliaia di chilometri di distanza. Chi è in loco, vede tutt’altro.

Lo sport c’è ancora, da qualche parte. Giustifica spese (per allestire gli impianti di Sochi si sono spesi più di 40 miliardi di euro, per esempio) e ambizioni. Poi arriva la tv, e tutto cambia.

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