La notaStartup Italiane: Nel giorno delle startup italiane, c’è da guardare il paese.

Siamo verso la campagna elettorale che ci porterà nelle urne il 4 di marzo. Oggi a Roma c'è una tavola rotonda dove ci sono tutti i protagonisti dell'innovazione. Uno StartUp day da cui potrebbero ...

Siamo verso la campagna elettorale che ci porterà nelle urne il 4 di marzo. Oggi a Roma c’è una tavola rotonda dove ci sono tutti i protagonisti dell’innovazione. Uno StartUp day da cui potrebbero uscirne contributi ed idee interessanti. Sul Web invece si parla invece della necessità di uno StartupAct in cui si richiedono cose auspicabili come incentivi sia per chi fa startup sia per chi ci investe. In primo luogo forse sarebbe da cominciare a ridurre l’eccessiva frammentazione di investitori pubblici. Sarebbe forse necessario centralizzare in un unico contenitore tutte le masse d’investimento come intelligentemente si sta facendo in Francia. Dal punto di vista dell’investitore ci vorrebbe un principio progressivo nella compliance e negli oneri in relazione alla massa gestita per evitare che nelle scelte strategica si protenda a costituire veicoli d’investimento all’estero perchè più facili e più gestibili. Questo porterebbe a più capacità di investimento degli operatori che nella pratica ‘buttano’ via denaro che potrebbe essere sicuramente investito meglio. L’attività di investimento in Venture Capital è di base un’attività che deve essere veloce e smart ed è un’attività che oltre ad essere finanziaria è di apporto di esperienza nelle idee e progetti da trasformare poi in aziende che si spera possano diventare unicorni. Il nostro paese ha una forte offerta di talento in tutto il mondo dell’innovazione non limitandosi a quello che è quello più comune cioè Digital/It/Media. Oggi possiamo trovare iniziative interessanti anche ad esempio nel mondo dell’Agritech o in settori in cui l’innovazione va semplicemente a migliorare con tecnologie avanzate processi e servizi molto ‘facili’ da comprendere, come ad esempio il coltivare un vigneto od un uliveto. E’ quindi un problema di ecosistema, questo paese viaggia a due velocità. Grande offerta di talento e di idee da nord a sud contrapposto a burocrazia, cuneo fiscale e come ben guardano gli investitori internazionali sofisticati, ma in molti casi molto veloci poca certezza del diritto e delle responsabilità . In questo paese tutto è difficile, tutto è lungo ed è tutto pericoloso. Ci si augura un cambiamento. Sopratutto bisogna capire se rientrà nei programmi dei prossimi governanti la priorità di sostenere le nuove aziende e quelle già esistenti con tutto il loro bagaglio di lavoro, tradizione, innovazione , etica e leadership. Se esiste un disegno giustamente ‘nazionale’ di far si che le buone idee ed i talenti restino nel nostro paese restino senza prendere il volo per posti dove sicuramente stanno meglio sia dal punto di vista economico che umano.

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