La notaCoronavirus: “Alessandro Sannini in diretta su Algoritmo Umano con Francesco Facchini sull’Algoritmo della Paura”

Ispirandosi al libro di Robert Harris intitolato l'Indice della Paura Alessandro Sannini è live su Algoritmo Umano con il mobile journalism evangelist Francesco Facchini discutendo sull'Algoritmo d...

MIGUEL MEDINA / AFP

Ispirandosi al libro di Robert Harris intitolato l’Indice della Paura Alessandro Sannini è live su Algoritmo Umano con il mobile journalism evangelist Francesco Facchini discutendo sull’Algoritmo della Paura derivato dalla diffusione del corona virus in Italia. Danni economici e follia sociale. L’uomo contro qualcosa di nuovo e di fatto ignoto. Le nostre certezze che diventano incertezze e portano a scene di follia collettiva come assalti a supermercati e reazioni poco ortodosse. Inevitabile l’impatto della veloce diffusione del virus sull’andamento dei titoli, tanto che l’evento è classificabile come un “cigno nero”, ovvero un evento la cui portata può crescere in maniera esponenziale, anche se le probabilità di conseguenze molto gravi sono basse. Rimangono però due fattori di rischio da non sottovalutare per i mercati finanziari: il primo è che il virus diventi una pandemia globale, il secondo è l’impatto che potrebbe avere sulla crescita delle aziende.

Ilcastello di carte della finanza strutturata che dodici anni fa rovinò con fragore si era manifestato – per molti osservatori, solo con il senno di poi – nelle sembianze di un “cigno nero”, evento raro e imprevedibile, secondo la fortunata espressione dell’ex trader di Borsa Nassim Nicholas Taleb, il cui omonimo saggio filosofico è diventato non a caso un best seller. Il guaio è che eventi catastrofici di tale portata non consentono di fare previsioni in base alle ordinarie modellizzazioni statistiche. Impossibile dire se la debacle dei mercati sia una semplice (e salutare) correzione dopo i massimi degli ultimi mesi o l’inizio di una vera e propria inversione di tendenza. Con fenomeni come l’impacchettamento e rivendita dei mutui ad alto rischio oppure, oggi, la pandemia, si entra infatti in un’altra dimensione epistemologica. Dove a regnare sono i processi stocastici, la matematica della complessità o quella finanza frattale che per un’altro genio dei numeri, Benoit B. Mandelbrot, era l’unico strumento in grado di analizzare l’andamento dei mercati, per lui intrinsecamente instabili e appannaggio dele teorie del caos.

L’epistemologo Taleb distingue invece tra ambienti “Mediocristan”, sicuri e statici, dove per valutare l’evoluzione di un fenomeno si utilizza con disinvoltura la distribuzione gaussiana. I decessi per un’ordinaria influenza – e allo stesso modo le possibili ricadute economiche – rientrano in quest’ambito. Il Coronavirus appartiene invece agli ambienti “Extremistan”, contesti dinamici e imprevedibili in cui la curva della densità di probabilità dei decessi, anche se in termini assoluti di gran lunga inferiori a quelli di un’influenza, non ha la forma della campana di Gauss: non possiamo cioè secondo Taleb conoscerne i valori estremi, le forti divergenze, e questo manda in tilt i nostri schemi interpretativi e la valutazione consueta de rischi connessi. Anche se poi, solo a posteriori e quando il panico non senza danni è rientrato, tendiamo a razionalizzare, riconducendolo il volo del cigno nero alle più tranquillizzanti leggi ordinarie della probabilità.

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