La notaSpace Economy, Lo spazio è un playground per l’industria dell’Intelligence

Mi è capitato di leggere l'ultimo articolo di Luigi Romano su Formiche in una conversazione con Marcello Spagnulo a valle della relazione annuale dei servizi segreti. La relazione contiene un ampio...

Mi è capitato di leggere l’ultimo articolo di Luigi Romano su Formiche in una conversazione con Marcello Spagnulo a valle della relazione annuale dei servizi segreti. La relazione contiene un ampio riferimento allo spazio come dominio operativo e di confronto sia sul piano defence (quindi militare) sia sul piano squisitamente economico. La creazione di corpi scelti militari come in USA e in Francia rappresentano bene questa direzione. L’Italia è un paese che possiede una costellazione di satelliti di comunicazione per scopi sia militari che civili di cui bisogna garantirne la sicurezza. L’Italia ha tutte le tecnologie e tutta la filiera industriale per essere autonoma nell’accesso allo spazio che nella transizione dal mondo prettamente governativo al mondo privato rende fruibile questa cosa in maniera più semplice gradualmente riducendone i costi. Il passaggio che però a mio modo di vedere è più interssante sempre citando Marcello Spagnulo è quello relativo alla necessità di un cambio di paradigma necessario. Se, parafrasando, quello che si legge su Formiche l’Europa non ha le possibilità degli USA di finanziare in maniera imponente l’industry con capitali non pubblici, dall’altra parte si può fare molto evolvendo l’ecosistema per favorire lo sviluppo di Start-up innovative. In questo caso questa attività diventa afferente al mondo della difesa e alla sicurezza nazionale. In Italia ci sono molte eccellenze sia a livello di risorse umane sia tecnologico di questo tipo che potrebbero sicuramente essere promosse ed evolversi sia nel mondo security sia nel mondo intelligence. In un mondo interconnesso sia per quanto riguarda le comunicazione terrestri che andranno verso il cielo passando attraverso il 5G nel futuro immediato sia ha un bisogno di sicurezza a supporto della tutela di dati e dei sistemi che di fatto costituiscono la colonna portante dell’Italia cybernetica. Parlando di Startup (seed ed early stage) quindi di tutti quegli investimenti che vengono comunemente inseriti nel mondo del Venture Capital sebbene in qualche modo abbiano delle affinità con quelle del mondo digital/media questo tipo di tecnologie vanno valutate in maniera più attenta e più approfondita. Forse sarebbe necessario prendere esempio da altri paesi e crearne un coordinamento come avviene in Francia e sopratutto in USA con la gestione delle traiettorie di sviluppo e delle verticali da parte del Pentagono. E’ miope pensare che lo sviluppo dell’industry della new space economy italiana ed europea non passi per il comparto del militare intendendole come contromisure. Per contromisure intendiamo tutto ciò che concorre, attivamente o passivamente, a minimizzare la probabilità che gli eventi indesiderati ,accadano, rilevare il fatto che sono accaduti, individuarne e minimizzarne le conseguenze. Per quanto riguarda chi investe in Start-up innovative ne avrà sicuramente un vantaggio visto che accellerandole in ambito militare avranno tutta una serie di caratteristiche e di specificità in linea con l’utilizzo che le renderanno ancora più competitive una volta inserite nel mercato civile. Uno degli esempi, ovviamente inserito nel paese da cui proviene, cioè Israele è Mobileye che nel mondo civile è un avanzatissimo sistema di guida autonoma derivato dal mondo militare. La conclusione è quella che chi si appresterà ad investire in Start-up in Italia dovrà uscire dall’ottica che sono esattamente uguali a tutte le altre iniziative ad alta tecnologia su cui comunemente investe, ma sono molto particolari. D’altra parte bisogna in qualche maniera modificare le policies di alcuni investitori istituzionali che non permettono ad esempio nel caso di loro di investimento in fondi terzi gli investimenti su aziende o tecnologie legate al mondo della difesa. E’ anche chiaro che probabilmente le ipotesi di rendimento sull’investimento e la possibilità di crescita accellerata di startup innovative con tecnologie a doppio uso è sicuramente più alta rispetto a quelle che hanno attività solamente nel mondo civile.

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